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Teofilo Folengo    Il latino maccheronico

Nato a Mantova nel 1491,Teofilo (il cui nome secolare era Girolamo) fu avviato alla vita monastica, come anche altri cinque dei suoi otto fratelli. Compi il noviziato a Brescia, nel convento benedettino di Sant'Eufemia, dove nel 1509 prese gli ordini. Vi rimase presumibilmente fino al 1512; poi si trasferí annualmente di convento in convento:fu a San Benedetto Po (1512-15), forse a Pomposa e Padova (1516 e '17), nei pressi di Cesena (1517-18). Del 1518 è la stampa veneziana della prima versione del Liber macaronices sotto lo pseudonimo di Merlin Cocai. L'opera, presentata come pubblicazione a cura di un fittizio maestro Aquario Lodola, è costituita da due egloghe, il Libellus de laudibus Merlini Cacai e il poema epico in esametri Baldus, ed è redatta in una lingua parodica, frutto della mescolanza tra latino e dialetto padano. Dopo la seconda probabile sosta a San Benedetto Po (1518-19) trascorse gli anni seguenti (l 9-'20 e forse anche il biennio successivo) a Sant'Eufemia dove era tornato, revisionando il Liber macaronices. Nel 1521 pubblicò nuovamente il testo dotandolo di ampliamenti vari (ad esempio, le egloghe da due diventano sette e vanno a costituire la Zanitonella) e aggiunte (i tre libri della Moscheta, poemetto eroicomico in distici elegiaci dedicato al trionfo bellico delle formiche sulle mosche). Dopo essere passato ancora per Pomposa (1521 e '22) e poi per Parma (1522-23), lasciò l'ordine, forse nel 1525, per motivi non noti. Divenne allora precettore di Paolo Orsini, figlio del capitano Camillo (che segui anche a Mantova e a Roma); risiedette a Venezia dal 1526 al '30, dove pubblicò l'Orlandino, poema cavalleresco in volgare, sotto lo pseudonimo di Limerno Pitocco, e l'oscuro prosimetrum Caos del Triperuno, misto di latino, volgare e macaronico. Nel 1530 si avviò alla vita eremitica con il fratello Giambattista, sul monte Conero nell'Anconetano prima e poi in Abruzzo, per riparare infine nella penisola sorrentina. Qui conobbe Vittoria Colonna e si dedicò alla composizione di altre opere varie per lingua, argomento e metro. Rientrò in seno all'ordine benedettino nel 1534; era nel bresciano, intento alla terza redazione del Macaronicorum poema (edita probabilmente tra 1535-40), fino al 1539 quando venne trasferito in Sicilia. Dapprima fu a San Martino delle Scale, presso Palermo; successivamente gli venne affidato il priorato a Santa Maria delle Ciambre. Qui restò fino al 1342, anno del trasferimento alla sua ultima destinazione, Santa Maria di Campese nel vicentino, dove lo colse la morte nel 1544.


Baldus, liber vigesimus quintus