Niccolò Machiavelli
Il principe
Nasce
a Firenze il 3 maggio 1469 in una famiglia della piccola
nobiltà fiorentina, da Bernardo, giureconsulto, e Bartolomea
de' Nelli. Allievo in grammatica di ser Paolo Sasso da
Ronciglione, si dedica fin dai primi anni della giovinezza
ai testi di Giustino, Livio e piú tardi Lucrezio. Cacciati i
Medici da Firenze e costituita la repubblica sotto l'egida
del Savonarola (1494), Machiavelli prende a lavorare nella
Cancelleria proprio nell'anno della morte del domenicano
(1498). Passati poco piú di due mesi dal rogo in cui perì
Savonarola, viene nominato Segretario della Seconda
Cancelleria, e successivamente segretario dei Dieci di
Balia. Iniziano le sue missioni diplomatiche per conto della
repubblica fiorentina: del 1498 è la prima legazione presso
Caterina Sforza, contessa di Forlí; l'anno successivo si
reca in Francia e nel 1502 è ambasciatore con Pier Soderini
(eletto pochi mesi dopo gonfaloniere perpetuo della
repubblica) ad Urbino presso Cesare Borgia, dove torna tra
la fine dell'anno e l'inizio del seguente. Nel dicembre
dello stesso 1503 è in missione a Roma in occasione del
conclave e nel 1504 è di nuovo in Francia. Nel 1501 ha
intanto contratto matrimonio con Marietta Corsini, da cui
avrà sette figli.
Durante gli anni della repubblica Machiavelli fu vicino al
Soderini e alla sua politica antiottimatizia; si impegnò
particolarmente nel progetto di formare una milizia
repubblicana che svincolasse Firenze dalla necessità di
servirsi delle compagnie di ventura, questione a cui piú
tardi accennerà nel Principe e che teorizzerà con maggiore
compiutezza nel trattato l'Arte della guerra (1519-20, ed.
pr. 1522). Quando verrà istituita la magistratura dei Nove
Ufficiali dell'ordinanza e della milizia fiorentina, Niccolò
ne sarà nominato cancelliere (1507), occupandosi con maggior
impegno del reclutamento nel contado. Intanto prosegue la
sua attività diplomatica: nel 1506 è al seguito della corte
papale di Giulio II; nel 1507 è designato per una missione
presso l'imperatore Massimiliano, ma a causa
dell'opposizione interna al Soderini l'incarico gli fu
revocato e a lui subentrò Francesco Vettori; solo a fine
anno Machiavelli riuscí ad unirsi alla missione (riportata
nel Rapporto di cose della Magna). AI rientro si occupa
efficacemente della guerra contro Pisa, arresasi nel 1509, e
successivamente riprende le missioni diplomatiche: a Verona,
presso l'imperatore impegnato contro Venezia e nell'anno
seguente ancora in Francia (al rientro stenderà il Ritracto
di cose di Francia, pubblicato assieme al Rapporto di cose
della Magna nel 1532). A seguito dell'aggravarsi della
posizione di Firenze, alleata dei francesi nel conflitto che
contrapponeva la Francia a Giulio II e alla Lega Santa, nel
1511 Machiavelli è legato in Francia e successivamente a
Pisa presso il concilio dei cardinali oppositori del
pontefice. Ma la situazione politica precipita quando gran
parte delle truppe francesi è richiamata su altro fronte e
Firenze resta in balia delle truppe spagnole capitanate dal
legato pontificio Giovanni de' Medici. Questi prende Firenze
e,fuggito il Soderini, reinsedia al potere la propria
famiglia (settembre 1512); Machiavelli viene privato
dell'ufficio e condannato a un anno di confino. Pochi mesi
dopo, nel febbraio del 1513, viene accusato di aver
partecipato alla fallita congiura antimedicea di Agostino
Capponi e Pietro Paolo Boscoli: è arrestato, sottoposto a
tratti di corda e di nuovo confinato. Nel mese seguente il
cardinal Giovanni diviene papa col nome di Leone X e Niccolò
può beneficiare di un provvedimento di clemenza. Si ritira
allora nel podere dell'Albergaccio a S. Andrea in Percussina
dove, mentre tenta attraverso Paolo e Francesco Vettori di
riavviare la propria carriera politica, si dedica
all'attività letteraria. Tra il '13 e il '14 compone il
celeberrimo De principatibus (ed. pr. 1532), altrimenti noto
come Il Principe. Nonostante la dedica medicea, il libello
non gli vale la riabilitazione in casa Medici. Niccolò si
dedica allora alla frequentazione degli Orti Oricellari,
ambiente letterario di tendenza repubblicana riunito intorno
a Cosimo Rucellai; a questi e a Zanobi Buondelmonti
dedicherà i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio
(1515-17/18; ed. pr. 1531), riflessione in forma di chiosa
al testo liviano sui temi della repubblica, della nascita
dell'impero romano, delle sue forze armate e delle figure
chiave della storia di Roma. Machiavelli si dedica anche a
composizioni prettamente letterarie, come un poemetto
satirico rimasto incompiuto, l'Asino (ed. pr. 1549), e la
commedia Mandragola (ed. pr. 1520?). Morto Lorenzo (1519),
si è intanto attenuata l'avversità dei Medici nei suoi
confronti, tanto che progressivamente Niccolò inizia ad
essere reimpiegato in missioni diplomatiche (durante una di
queste incontrò Guicciardini, allora governatore di Modena).
È però nuovamente sospettato quando viene sventata la
congiura repubblicana di Zanobi Buondelmonti, Luigi Alamanni
e lacopo Diacceto. Nel 1520 riceve l'incarico dallo Studio
di compilare una storia di Firenze; nel 1525 gli otto libri
delle !storie fiorentine (ed. pr. 1532) vengono presentati
dall'autore a papa Clemente VII (Giulio de' Medici). Nello
stesso anno Machiavelli è in Romagna presso Guicciardini per
organizzare una milizia in vista della nuova guerra che si
profila tra la Lega di Cognac (che univa Roma, Firenze,
Francia e Venezia) e Carlo V; le diverse fasi belliche
saranno seguite da Niccolò in prima persona. È impegnato in
una di queste missioni quando, a seguito del sacco di Roma e
del tracollo occorso alla Lega (maggio 1527), a Firenze
vengono nuovamente scacciati i Medici e restaurata una
repubblica d'ispirazione savonaroliana. A poco piú di un
mese da questi rovinosi eventi, si spegne a Firenze, il 21
giugno del 1527.
Niccolò Machiavelli e la teorizzazione dell'autonomia della politica
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