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IPAZIA DI ALESSANDRIA
Neoplatonismo - La scuola
platonica di Alessandria
Con il
terzo editto del 391 dell'imperatore Teodosio la persecuzione
anti-pagana s'intensificò e molti cristiani si sentirono
autorizzati ad iniziare la distruzione degli edifici pagani. Secondo il Suda, enciclopedia bizantina del X secolo, era figlia di Teone, geometra e filosofo, ultimo direttore del Museo di Alessandria. Ipazia fu nota per il suo sapere nel campo della matematica, dell'astronomia e della filosofia platonica. Fu a capo della scuola neoplatonica di Alessandria. Tra i suoi allievi ebbe Synesius di Cirene che intorno al 410 divenne vescovo cristiano di Tolemaide (odierna Tolmeita, o Tulmaythah in Libia). Ipazia era pagana. Opere di Ipazia Tra le opere di Ipazia si annoverano:
Inoltre Ipazia provvide a curare l'edizione di un'opera di suo padre: il Commentario sull'Almagesto di Tolomeo. L'ambiente di Alessandria Con il terzo editto del 391 dell'imperatore Teodosio la persecuzione anti-pagana s'intensificò e molti cristiani si sentirono autorizzati ad iniziare la distruzione degli edifici pagani. Ad Alessandria il vescovo Teofilo avviò una sistematica campagna di distruzione dei templi. Il tempio di Serapide, divinità greco-egizia che riuniva in sè Zeus ed Osiride, venne assediato dai cristiani. Il vescovo Teofilo ed il prefetto Evagrio, insieme con gli uomini della guarnigione militare, iniziarono l'opera di demolizione. Il vescovo Teofilo volle dare il buon esempio dando il primo colpo contro la colossale statua del dio Serapide. Durante l'operazione di repressione religiosa la famosa biblioteca di Alessandria fu incendiata dai cristiani. Nel 412 Cirillo prese il posto dello zio, il vescovo Teofilo, e divenne patriarca di Alessandria. Il prefetto di Alessandria Oreste ebbe dei contrasti con Cirillo e fu amico di Ipazia. Il martirio di Ipazia Nella primavera del 415 una banda di monaci cristiani catturò Ipazia per strada, la colpì e trascinò il suo corpo fino in una chiesa dove la sua carne venne fatta a pezzi con tegole acute e i suoi resti bruciati. Alcuni dicono che il vescovo Cirillo fu responsabile di questo atto oltraggioso. Imperatore era il minorenne Teodosio II, reggente era sua sorella Pulcheria. Cirillo (375-444) venne fatto santo e nel 1882 fu dichiarato dottore della chiesa cattolica. La fuga da Alessandria Dopo
l'assassinio di Ipazia i suoi allievi abbandonarono la città.
Alessandria perse definitivamente il suo ruolo di centro
culturale.
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