Tito Maccio Plauto (Sarsina, Romagna 259/251 – Roma 184 a.C. ca)
P. si dedicò solo ad un unico genere letterario, alla
composizione di commedie, operando - grosso modo - una sintesi
tra commedia greca nuova ed elementi indigeni, attinti dalla
farsa italica.
Sappiamo poco di P. uomo e le notizie che possediamo [A. Gellio
e S. Girolamo IV sec. d.C.] sono poco attendibili: nato come
attore di successo, avrebbe investito malamente il capitale in
commercio, ricoprendosi di debiti e costringendosi a guadagnarsi
da vivere in un mulino girando la macina.
In questo periodo cominciò a comporre commedie, fra cui il "Saturio"
("Il pancia piena") e l’ "Addictus" (schiavo per debiti), che
già dai titoli richiamano gl'infelici rovesci personali; e una
terza, dal titolo sconosciuto, che, rappresentate con successo,
furono l’inizio di una fortunata attività teatrale durata oltre
un quarantennio: alieno della politica, ma non insensibile agli
avvenimenti del tempo [la sua produzione si svolse, del resto,
praticamente durante la II guerra punica], visse interamente
della sua arte, praticata con instancabile fervore creativo:
egli, insomma, scriveva per vivere, la sua scrittura era non più
che mera professione.
Inoltre, Cicerone, nel "De senectute", afferma che P. compose da
"senex" alcune commedie fra cui lo "Pseudulus": nel 191 a.C.,
doveva essere quindi già vecchio. Sempre Cicerone, nel "Brutus",
ci rivela l'anno della sua morte.
I codici, che contengono le commedie di P., ci hanno tramandato
il suo nome completo, Tito Maccio P.. Ma "Tito" e "Maccio"
sembrano fittizi: "Maccio", infatti, deriverebbe dall'omonima
maschera atellana; lo stesso termine "Plautus" può significare o
"piedi piatti" oppure "orecchie lunghe e penzoloni". Molto
probabilmente, quindi, si tratta di nomi d’arte che P. aveva
usato durante l’attività di attore.
Le commedie: titoli, autenticità e possibili "ordinazioni".
Alla sua morte, entrarono in circolazione tutta una serie di
commedie a suo nome, molte delle quali rivelatesi in seguito dei
falsi. Nel I sec. a.C., ne circolavano addirittura 130 titoli.
Un erudito dell’epoca, Marco Terenzio Varrone, le studiò ("De
comoedis Plautinis") e le suddivise in tre gruppi:
- 21 certamente plautine (dette appunto "Fabulae Varronianae");
- 19 di attribuzione incerta
- tutte le altre considerate spurie.
L’autorità di Varrone fu tale che si continuarono a ricopiare
solo le 21 autentiche. Tuttavia, da varie testimonianze degli
antichi, si è indotti a pensare che esistessero altre commedie
sicuramente plautine, e oggi perdute: quali "Commorientes", "Colax",
"Gemini lenones", "Condalium", "Anus", "Agroecus", "Faerenatrix",
"Acharistio", "Parasitus piger", "Artemo", "Frivolaria", "Sitellitergus",
"Astraba".
Attraverso le relative "didascalie" (ossia brevi notizie che i
grammatici solevano dare, valendosi delle indicazioni trovate
nei copioni delle compagnie drammatiche, intorno alla prima
rappresentazione, alla sua esecuzione e al suo esito), sappiamo
la data di composizione solo dello "Stichus" (200 a.C.) e dello
"Pseudulus" (191 a.C.): la cronologia delle altre è definibile
solo in base ad elementi interni, ipotizzando un’evoluzione del
suo teatro dalla "farsa" ad una specie di "opera buffa" (va però
detto che nessuna ipotesi evolutiva generale s’è affermato
nettamente e definitivamente).
Provando comunque ad azzardare un ordine cronologico, questo
potrebbe essere: "Asinaria" (212), "Mercator" (212-10), "Rudens"
(211-205), "Amphitruo" (206), "Menaechmi" (206), "Miles
gloriosus" (206-5), "Cistellaria" (204), "Stichus" (200), "Persa"
(dopo il 196), "Epidicus" (195-4), "Aulularia" (194), "Mostellaria"
(inc.), "Curculio" (200-191?), "Pseudolus" (191), "Captivi"
(191-90), "Bacchides" (189), "Truculentus" (189), "Poenulus"
(189-8), "Trinummus" (188), "Casina" (186-5); in più la "Vidularia"
pervenuta assai mutila. Ovviamente, per quanto detto, le date
riportate a fianco ai titoli sono passibili di molti dubbi,
essendo risultato di mere supposizioni. Si ricordi inoltre che,
nei codici, le commedie sono disposte in ordine pressoché
alfabetico.
Le commedie di Plauto
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