Properzio Sesto
Elegie
(forse Assisi 47-Roma circa 16a.C.)
Properzio Sesto è stato un poeta del
I secolo a.C. Nacque probabilmente ad Assisi, come da lui
esplicitamente dichiarato stesso nell'elegia proemiale del IV
libro e come suggeriscono recenti acquisizioni epigrafiche
recanti il nome di P. Passennus Blaesus, parente di Properzio e
suo conterraneo (a quanto attesta Plinio il Vecchio), e
l'indicazione della tribù Sergia (Assisi era l'unico municipio
umbro a essere iscritto in questa tribù).
In seguito alla rivolta dei proprietari italici, repressa da
Augusto nel 41–40 a.C., il poeta subì lutti e confische di
terre. Ormai in condizioni disagiate, si trasferì a Roma, dove
tentò la carriera forense e politica, ma già nel 29 a.C., con il
suo primo libro delle elegie, fu inserito nei circoli
mondano-letterari della capitale.
Ebbe la prima esperienza amorosa con la schiava Licinna. Questa
esperienza fu travolta nel 29 a.C. dalla grande passione per
Cinzia, padrona di Licinna. Tra Cinzia e Properzio ci fu una
prima rottura a causa di un'infedeltà del poeta. Tuttavia, dopo
qualche tempo, i due ricominciarono a frequentarsi, ma l'amore
di Properzio non era a sua volta corrisposto dalla fedeltà di
Cinzia: dopo cinque anni di tormenti, la rottura fu definitiva.
A partire da questo momento, il poeta si dedicò a uno studio
impegnativo: intendeva cantare il passato di Roma, le leggende
italiche, fatti e personaggi che avevano formato lo spirito
della romanità. Da alcuni riferimenti deduciamo che morì poco
dopo il 16 a.C., a circa 35 anni, come Catullo, anche lui morì
d'amore.
Il successo di Properzio come poeta fu immediato e duraturo e la
sua poesia ebbe un notevole influsso sulla lirica dei secoli
successivi. Nel Medioevo le tracce della sua presenza sono
deboli e sporadiche. Fu però rivalutato dalla poesia umanistica.
Con Ariosto, Tasso, Pierre de Ronsard e, soprattutto, nel
Settecento neoclassico, la poesia di Properzio conobbe più ampia
diffusione e fortuna, per toccare - con Goethe - il suo punto
più alto.
L'avvicinamento di Properzio a Mecenate e al suo famoso circolo
avvenne forse nel 28 a.C., dopo la pubblicazione del primo
canzoniere. Il poeta fu amico di Virgilio e, soprattutto, di
Ovidio. La sua vita fu breve (come quella di Catullo e di
Tibullo). Non sono presenti nei suoi versi riferimenti
cronologici posteriori al 16 a.C., data probabile della morte.
Forse, Properzio è il seccatore adombrato nella IX Satira di
Orazio, che pare non lo potesse soffrire.
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