Ermete Trismegisto
Il fenomeno dell'Ermetismo
Fu falsamente indicato come
autore di un gruppo di opere (i cosiddetti scritti ermetici)
composte nei primi tre secoli dell’era cristiana. In essi assume
il ruolo di datore di saggezza e di legislatore. Dai cultori
rinascimentali della tradizione
ermetica
fu
considerato anche insigne mago e incantatore.
Gli Hermetica, ossia gli scritti attribuiti ad Ermete
Trismegisto, costituiscono l'espressione della sapienza sorta
dall'incontro della cultura greca con quella egiziana. I
neoplatonici rinascimentali attribuirono il Corpus Hermeticum
non ad autori ellenistici ma a un mitico Ermete Trismegisto che
avrebbe dovuto essere vissuto prima di Platone, al tempo degli
egizi, ed essere presumibilmente identificato con Mosè.
La "leggenda" di Ermete Trismegisto è alquanto complessa. Da
alcuni infatti è identificato con il dio egizio Thot (dio
della scrittura e del sapere),
che i Greci assimilarono a Ermes (Mercurio per i Romani): il dio
greco, che aveva ricevuto dal fratello Apollo la bacchetta
magica a volte raffigurata come caduceo (il bastone con due
serpenti attorcigliati che stanno per baciarsi, spesso
utilizzato nelle immagini dei libri d'alchimia), era il patrono
di tutte le attività umane, fra cui le arti e le scienze, e in
quanto messaggero degli dèi era anche padre della parola; il dio
egizio era l'inventore della scrittura e del calcolo, anche lui
protettore delle scienze e delle arti, mentre il termine
"trismegisto" (che significa "tre volte grandissimo" o "nato tre
volte" oppure ancora, come scrive l'autore de
La tavola smeraldina
,"colui
che ha in sé le tre parti di saggezza del mondo intero") era
utilizzato dagli antichi Egizi come appellativo per i loro dèi.
Secondo altri la figura di Ermete Trismegisto potrebbe essere
collegata a ben tre personaggi leggendari, accomunati dalla
prerogativa di detenere e trasmettere sapienza e conoscenze
iniziatiche.
Il primo, nipote di Adamo, sarebbe vissuto prima del Diluvio,
avrebbe scritto numerose opere e progettato le Piramidi. Il
secondo, di origine babilonese, sarebbe stato a parte dei
segreti relativi alla matematica e alla geometria sacra e li
avrebbe trasmessi a Pitagora. Il terzo, vissuto in Egitto
sarebbe stato, oltre che insigne matematico, anche filosofo e
medico e avrebbe costituito la fonte del sapere alchemico
(l'alchimia viene in effetti definita anche `Arte Ermetica").
La tavola smeraldina
«È vero senza menzogna,
certo e verissimo.
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in
alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della
cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una,
per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da
questa cosa unica mediante adattamento. Il Sole è suo padre,
la Luna è sua madre, il Vento l'ha portata nel suo grembo,
la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di
tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera se
essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il
sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale
dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve
la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo
avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò
l'oscurità fuggirà da te. È la forza forte di ogni forza:
perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa
solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò saranno e
deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui.
È perciò che sono
stato chiamato Ermete Trismegisto,
avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo.
Ciò che ho detto dell'operazione del Sole è compiuto e
terminato.» |
Gli
scritti ermetici
Gli
scritti ermetici sono formati dai diciassette trattati che
compongono il cosiddetto Corpus hermeticum, dall’Asclepius,
versione latina di un trattato greco oggi perduto, dai frammenti
conservati da Stobeo. Presentano una mescolanza di elementi
riconducibili alla tradizione filosofica greca, specialmente
alle correnti di ispirazione
platonica,
e di
elementi tipici della eterogenea cultura della tarda antichità.
Il primo
e più famoso dei trattati del Corpus, quello intitolato
Pimander, rivela l’influenza del giudaismo ellenistico.
L’Asclepius, che descrive le esperienze dell’iniziazione di un
discepolo di Ermete, presenta temi caratteristici dello
gnosticismo inseriti in un contesto magico-astrologico.
Il Corpus fu conosciuto soltanto nel
Rinascimento, quando un manoscritto incompleto fu portato a
Firenze nel 1460 e subito tradotto da Marsilio Ficino per incarico di
Cosimo de’ Medici,
cui
l’opera è dedicata. La traduzione, terminata nel 1463, fu
immediatamente volgarizzata da Tommaso Benci. La priorità
concessa al Corpus sui dialoghi di Platone, che Ficino tradusse
in seguito, testimonia che si tendeva a considerare gli scritti
ermetici come testimonianza di un sapere anteriore alla
filosofia greca.
Ermetismo:
l'idea dello slittamento
continuo del senso.
L’ermetismo non rappresenta un sistema di conoscenze, ma
piuttosto un insieme di regole pratiche e morali basate sulla
connessione che lega nell’universo il cosmo all’uomo, sui legami
simbolici che uniscono le varie scienze, sul carattere
iniziatico della sapienza.
Il pensiero neoplatonico
cristiano cercherà di spiegare che noi non possiamo definire Dio
in modo univoco a causa dell'inadeguatezza del nostro
linguaggio. Il pensiero ermetico dice che il nostro linguaggio,
quanto più è ambiguo, polivalente e si avvale di simboli e
metafore, tanto più sarà adatto a nominare un Uno in cui si
realizza la coincidenza degli opposti.
Gli studiosi hanno distinto un ermetismo “popolare” e un
ermetismo “filosofico”: al primo filone vengono relegate le
opere di astrologia, magia e alchimia; nel secondo si annoverano
le opere di contenuto metafisico. In tali scritti compaiono due
concezioni di fondo: una panteistica e l'altra dualistica
(spirito contro materia). La concezione dualistica che sembra
muovere da Platone (contrapposizione tra mondo delle idee e
mondo della materia) conduce alla svalutazione della mondanità,
sentita come condizione dovuta alla caduta dello spirito nella
materia. Sia il mito di caduta che la rivelazione sapienziale
soteriologica fanno allineare l'ermetismo ai movimenti religiosi
detti gnostici. Ma l'ermetismo, nonostante l'opinione di qualche
studioso isolato, non fu mai una religione organica; tutt'al più
vi si possono scorgere i principi di un misticismo nella sua
tendenza a rifiutare il mondo.
L'universo diventa un grande
teatro degli specchi dove qualsiasi cosa riflette e significa
tutte le altre.
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