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LORENZO VALLA (1405 - 1457)    ELEGANZE DELLA LINGUA LATINA - DELLA DONAZIONE DI COSTANTINO

Di origini piacentine, Lorenzo della Valle (in latino Laurentius Vallensis), nacque a Roma nel 1405. Qui, dove il padre era avvocato concistoriale, studiò diritto. A Firenze, ove si trasferí al seguito della Curia fiorentina (1419), imparò invece il greco con Giovanni Aurispa e Rinuccio di Castiglion Fiorentino. Al rientro a Roma diede inizio al primo dei numerosi interventi culturali che animarono l'intera sua vita: testimonianza della sua precoce vocazione filologica, il perduto opuscolo De Comparatione Ciceronis Quintilianique, in cui al tradizionale apprezzamento per Cicerone oppose la propria ammirazione per Quintiliano. Impossibilitato a sistemarsi con un impiego presso la Curia per la contrarietà di personaggi di spicco come Poggio Bracciolini e Antonio Loschi, nel 1430 Valla peregrinò tra Venezia, Piacenza e Pavia, dove dal 1431 al '33 gli fu assegnata la cattedra di retorica presso lo Studio.A seguito di un'aspra polemica condotta contro il metodo giuridico di Bartolo da Sassoferrato allora dominante, lasciò Pavia nel 1433; nel 1435 fu alla corte di re Alfonso d'Aragona, dopo essere stato a Milano, Firenze, Ferrara, Genova e ancora Firenze. Presso la corte si trattenne per una decina d'anni, durante i quali subí anche la prigionia in Lombardia presso Filippo Maria Visconti a seguito della sconfitta aragonese nella battaglia navale di Ponza. Rientrato a Napoli nel 1439, si impegnò nella stesura di diverse traduzioni (Esopo,Senofonte,Omero e Demostene) e opere, tra cui ricordiamo la celeberrima De falso credita et ementita Constantini donatione (1440), la prima redazione delle Elegantiae e due opere antiaristoteliche. La polemica condotta con frate Antonio da Bitonto sull'origine del Simbolo niceno (1444) gli procurò un procedimento inquisitoriale in cui il sovrano intervenne in suo favore; ma anche in seno alla corte ebbe scontri con altri umanisti come il Panormita. Con il pontificato di Eugenio IV, succeduto a Niccolò V, Valla ottenne l'impiego di scrittore apostolico a Roma, dove si impegnò nella Collatio Novi Testamenti, nella traduzione di Tucidide ed Erodoto e nello studio di Quintiliano e Sallustio.Tra le opere di quest'ultimo periodo romano si annoverano la terza e definitiva stesura delle Elegantiae (1449), esposizione sistematica della grammatica latina nonché testo fondamentale dell'esperienza filologica quattrocentesca, e la redazione definiva della Dialectica dal titolo Retractatio totius dialectice cum fundamentis universe philosophie (1449-57). Dal 1450 tenne la cattedra di retorica presso lo Studio romano e dall'anno successivo si impegnò in una polemica con Poggio Bracciolini, in cui si mescolano inimicizia personale e diversità di orientamento metodologico nel condurre le proprie ricerche. Morí a Roma nel 1457.