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LA CIVILTA' DEI MEGALITI


Il cerchio di pietre di Callanish, in Scozia.

Concepiti in età neolitica, i santuari astronomici, dei quali Stonehenge è l'esempio più noto, hanno avuto un grande sviluppo in Europa occidentale..
La civiltà dei megaliti, le grandi pietre, si diffuse in Europa a partire dal V millennio perdurando in varie forme fino all'età del Ferro.

«Menhir», «dolmen» e simboli aniconici

Menhir dolmen e cromlech, diffusi in Inghilterra, Spagna. Francia. Irlanda, Danimarca e Italia meridionale sono la testimonianza di antiche religioni incentrate sul culto dei morti e della fertilità. La pietra, infatti, diviene simbolo di incorruttibilità e immortalità e nella pietra, in un corpo nuovo, trasmigra l'anima degli antenati dopo la morte acquistando in tal modo una nuova vitalità. Per questo le case dei defunti sono realizzate in pietra - le tombe a cassa megalitiche, i dolmen-, spesso delimitate da recinti litici per le cerimonie funerarie e cultuali.
Le strutture megalitiche realizzate per l'esercizio di questi culti sono di varie tipologie: ai grandi menhir isolati (gli esemplari francesi sono i più elevati), spesso con funzione di «signacolo» di un luogo sacro, si affiancano gli « allineamenti» o cromlech, sede di menhir disposti in fila o a semicerchio, quest'ultimi a delimitare un'area sacra destinata alla celebrazione di cerimonie religiose. Uno dei cromlech più noti è quello di Stonehenge. Diversamente i dolmen, dal bretone dol (tavola) e men (pietra), sono da considerarsi come (dei monumenti sepolcrali collettivi. Talvolta un menhir ne segnala la presenza al di sotto di un tumulo con funzione protettiva.
I menhir, dal bretone mesi (pietra) e hir (borgo), da semplici pietre infisse verticalmente nel terreno, si trasformano dapprima in statue-menhir, fino a diventare staute-stele. Infatti. la credenza che portava ad identificare nel monolite la dimora eterna dell'anima del defunto ha trasformato il rozzo monolite in statua-menhir; lastra rettangolare sulla quale, a partire dal Bronzo finale, la figura umana è rappresentata in forme stilizzate. Quest'evoltizione si protrarrà fino all'età del Ferro nelle forme delle statue-stele, lastre litiche scolpite su entrambe le facce. Sulle stele (famose quelle della civiltà daunia nell'Italia meridionale) la figura è rappresentata con elementi anatomici e simbolici (come spade e pugnali) ed è da identificare come divinità maschile o femminile.


Il dolmen di Pentre Ifan (Galles), V millennio a. C. Caratterizato da una lastra orizzontale di pietra sorretta da due o più pietre verticali, il dolmen è una delle strutture funerarie più tipiche dell'Europa megalitica.

Stonehenge

Situate nella pianura di Salisbury, nel Wiltshire (Inghilterra meridionale), le rovine di Stonehenge, le «Pietre sospese», rappresentano il complesso megalitico più celebre d'Europa: tale notorietà gli deriva in parte dal mistero che ne avvolge l'origine, la datazione e la funzione. Le ipotesi (talora fantasiose) sulla sua destinazione, formulate nel corso dei secoli, sono numerose: Geoffrey di Monmouth (XII secolo) nella sua Vita Merlini racconta che una tribù di giganti avrebbe trasportato i grandi blocchi di pietra dall'Africa all'Irlanda e da qui Merlino, ultimo erede dei Druidi, con l'aiuto degli angeli, li avrebbe fatti volare sul mare sino alla pianura di Salisbury dove avrebbe realizzalo il suo osservatorio; nel XVII e nel XVIII secolo gli antiquari ]ohn Aubrey e William Stuckeley, influenzati dalla leggenda, ritennero che la struttura fosse un tempio costruito dai Druidi, la classe sacerdotale delle antiche popolazioni celtiche presenti nelle isole britanniche a partire dall'Età del Bronzo. Ipotesi suggestiva ma cronologicamente infondata: gli studi sulle fasi di costruzione di Stonehenge condotti dall'astronomo inglese sir Norman Lockyer (XIX secolo) dimostrarono come già nell'Età del Bronzo esso fosse stato completato. Negli anni Quaranta del XIX secolo Richard Atkinson individua le tre fasi di costruzione di Stonehenge: durante la prima fase (2950-2900 a.C.) viene realizzato da agricoltori e allevatori di bestia me (lo si deduce dalla rudimentale disposizione delle pietre, per la quale vengono adottate le stesse tecniche di costruzione di recinzioni in legno) un terrapieno di circa 93 m di diametro circondato da un fossato lungo il quale vi sono le 56 Aubrey Holes, delle buche di 80 cm di profondità e di diametro, interpretate quali indicatori solari e lunari per la previsione delle eclissi. Lungo l'entrata del complesso vi sono altri fori per pali e dei monoliti: fra questi si trova la Pietra del tallone (Heel Stone) posta nel punto in cui sorge il sole durante il solstizio d'estate. Alla seconda fase (2900-2400 a.C.), durante la quale il Beaker Folk, il «popolo dei bicchieri» (così detto per l'uso di coppe in ceramica) raccoglie l'eredità dei primi costruttori, risalgono le Station Stones insieme a due terrapieni costituiscono un ipotetico rettangolo orientato verso il punto in cui sorge la luna. Nella terza fase (2550-1600 a.C.) vengono eretti al centro del terrapieno, con un sistema di funi, leve e sostegni, 30 megaliti, del peso di svariate tonnellate, disposti in un cerchio del diametro di 33 m e sormontati da blocchi di pietra che formano un anello: al suo interno cinque triliti (coppie di massi sormontati da un architrave in pietra) disposti a ferro di cavallo e circondati da blocchi di turchese (le Bluestones, estratte dalle Prescelly Mountains, nel Galles). Altre Bluestones, racchiuse tra i triliti, circondano una grande lastra di pietra, l'Altar Stone. Secondo le tesi oggi più accreditate, il complesso di Stonehenge in origine potrebbe essere stato un osservatorio astronomico per la previsione di eclissi solari e lunari e una sorta di calcolatore per l'elaborazione di un calendario agricolo basato sulle fasi lunari; in un secondo momento, quando a distanza di secoli le popolazioni che si sono avvicendate nell'area hanno perduto il senso originario della costruzione, Stonehenge è forse divenuto luogo di culto del sole e di divinità legate alla terra e alla fertilità; ma anche area di sepoltura di personaggi di alto rango, come testimoniano le numerose tombe a tumulo presenti nella zona.
 

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