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Profili
delle letterature
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LETTERATURA ARAMAICA
La lingua aramaica del gruppo semitico occidentale cominciò a
diffondersi in Siria e Mesopotamia verso il XV secolo a.C.
Era la lingua normalmente parlata in Palestina al tempo di
Cristo.
La più antica iscrizione aramaica è del IX secolo a.C.:
parla della vittoria del re di Khamat e Lagash, Zakhar, sul
re di Damasco Khadad. Venne trovata presso Aleppo.
Interessanti due scritte tombali, pure trovate vicino ad
Aleppo, contenenti scongiuri contro i profanatori di quelle
tombe. La lingua di queste prime iscrizioni presenta
caratteri vicini al fenicio e ai dialetti cananei.
L'alfabeto aramaico, un ramo dell'alfabeto semitico, sorse
nell'VIII secolo a.C.
La lingua aramaica scritta si
suddivise in aramaico occidentale e aramaico orientale. In
aramaico occidentale sono scritte parti della Bibbia ebraica:
parti del libro di Ezdra e il racconto della costruzione del
secondo tempio a Gerusalemme.
In Egitto sono stati trovati
papiri scritti in aramaico e dovuti alla colonia ebraica (gli
Ebrei parlavano anche o solo aramaico: del resto le due
lingue erano molto vicine). Del II secolo sono alcuni
capitoli del libro biblico di Daniele, contenenti parti
della storia (leggendaria) del re babilonese Nabucodonosor,
della distruzione di Babilonia e della vita di Daniele il
profeta. Nel 1947 è stato trovato a Qumran (Mar Morto) fra gli
altri un rotolo contenente aggiunte e commenti al libro
biblico del Genesi, in aramaico.
Del periodo fra il secolo I
a.C. e il III d.C. si hanno proverbi e detti (entrati nel
Talmud ebraico), numerose iscrizioni di Palmira e di altre
città (specialmente di città abitate dai Nabatei, che
parlavano arabo ma scrivevano in aramaico).
Nel secolo I d.C.
gli Ebrei incominciarono la traduzione di tutta la Bibbia in
aramaico, che era la lingua parlata e scritta più diffusa.
Queste traduzioni si chiamano targum. In alcuni di questi
targum, come nel targum del Pentateuco di Gerusalemme,
accanto alla traduzione, più o meno libera, vengono inseriti
anche i commenti.
Nei secoli VI-VII, sotto il dominio
bizantino, la cultura letteraria scompare quasi del tutto.
Sopravvive la letteratura popolare orale aramaica, con
leggende e racconti. E' di questo periodo il Secondo Targum del
libro di Ester, con le leggende del re Salomone e della
regina di Saba.
La letteratura cristiana in aramaico
occidentale è molto scarsa (traduzione dei Vangeli, brani
dell'Antico Testamento, traduzione di inni greci). In
aramaico orientale la letteratura si sviluppò più tardi che in
aramaico occidentale. Gli Ebrei che vivevano a Babilonia
scrivevano in aramaico orientale. Si ha una redazione del
Targum Onkelos, il Pentateuco (oltre alla redazione
occidentale), altri targum e degli apocrifi.
L'opera più consistente
è il cosiddetto Talmud babilonese, leggende,
proverbi, detti, sentenze.
A cominciare dal VII secolo
l'aramaico fu sostituito dall'arabo. Ma alcuni gruppi di
Ebrei continuarono a scrivere in aramaico anche nel medioevo,
epoca a cui risale il trattato mistico detto
Zohar, ricco di
esternazioni panteistiche.
In aramaico scrissero anche
alcuni cristiani di particolari confessioni, come i mandei,
nei cui libri sacri si mescolano idee cristiane e idee
persiane-zoroastriane (dualistiche). Alcuni libri gnostici
sono scritti in aramaico.
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