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Profili
delle letterature
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LETTERATURA AZTECA
Il popolo azteco, che conquistò
il Messico e fu vinto e sottomesso dagli Spagnoli di Cortez,
parlava la lingua nahuatl, che è ancor oggi, con lo spagnolo
(lingua ufficiale) e il maya, una delle lingue più diffuse dello Stato messicano. Appartiene alla famiglia detta
uto-azteca, come anche molti idiomi degli Indiani del
Nordamerica.
Fino alla conquista gli Aztechi-nahuatl (e gli
altri popoli del Messico, fra cui Olmechi, Toltechi ecc.)
possedevano una scrittura geroglifica e anche una
letteratura, che si sviluppò specialmente nei secoli XIV-XVI,
ma venne travolta dalla conquista spagnola.
La cultura india
fu distrutta dagli Spagnoli, e così i manoscritti. Alcune
opere ci sono pervenute in trascrizioni tarde, in alfabeto
latino e tradotte in spagnolo.
Maggiore sviluppo ebbero
presso gli Aztechi la poesia rituale, e anche la poesia di
guerra, in corrispondenza con lo spirito teocratico e
aggressivo del loro Stato. In nahuatl esiste anche una ricca
mitologia, nonchè una poesia lirica.
La poesia nahuatl è
caratterizzata dall'uso abbondante di ricche metafore, e da
un simbolismo che non sempre è comprensibile. Gran parte della
poesia era accompagnata dalla musica e dalla danza.
Conosciamo il nome di un poeta profondo, che fu un re azteco,
e cioè Netzalcoyotl (morto nel 1472), un poeta triste, in cui
si sente l'angoscia di vivere. Pochi codici preispanici si
sono salvati. Molti, come s'è detto, ci sono stati tramandati
grazie all'opera di studiosi spagnoli che conoscevano la
lingua messicana (o le lingue messicane) e seppero
interpretarne la scrittura.
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