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Profili
delle letterature
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LETTERATURA CECENA
La Repubblica Cecena fa parte
della Federazione Russa. La lingua cecena è una lingua
caucasica, del gruppo iberico-caucasico ("iberico" da
Iberia, antico nome di una parte della Georgia), parlata da
oltre 700.000 persone: è una lingua assai complessa, con un
complicato sistema di suoni, classi verbali e molte
declinazioni.
La letteratura cecena ha avuto inizio dopo la
rivoluzione russa d'ottobre e con l'introduzione della
scrittura. I primi autori ceceni sono stati degli etnologi e
folkloristi, come A. I. Nazaev (1895-1937), M. S. Salmurzaev
(1900-1958),A. Dudaev (1901- 1937). K. Ajschanov
(1907-1937), S. S. Baduev (1904-1943). Baduev fu anche
romanziere originale, drammaturgo (La fortezza rossa, 1930);
il migliore dei suoi romanzi è Tzetimat (1930), al cui
centro c'è la storia di una donna delle montagne, ribelle,
simbolo delle fierezza e dell'amore per l'indipendenza del
popolo ceceno. Del 1935 sono i racconti di Ajschanov, come
Zainabi e Hava. Ajschanov ha scritto anche drammi.
La letteratura cecena fu privata di molti scrittori, periti
nelle persecuzioni (in particolare dal 1937 in poi). Anche
Dudaev, poi "riabilitato" come gli altri, fu probabilmente
fucilato o morì in qualche gulag.
Nel 1944 per ordine di
Stalin, i Ceceni e gli Ingusci furono deportati nel
Kazakistan e in Asia centrale: oltre alle sofferenze dei due
popoli, ne soffrì naturalmente anche la letteratura.
La Repubblica autonoma di Cecenia-Inguscezia fu ristabilita,
con il ritorno degli abitanti, naturalmente dei
sopravvissuti, solo nel 1957. I Ceceni ripresero subito a
pubblicare molti libri di poesia, al cui centro c'era la
tematica della deportazione e poi della gioia del ritorno
nelle montagne native. Così possiamo ricordare le raccolte
di versi di A. Mamakaev (La valle del Terek, 1958), di M.
Mamakaev (Il mio foglio di viaggio, 1958), di Musaev (Racconto
sulla Cecenia-Inguscezia 1958), di R. S. Achmatova (La
repubblica dei padri, 1958), di Sudaev (Le albe della
patria, 1961). Si tratta per lo più di poesie patriottiche:
la ferita inferta al popolo dalla brutalità della
deportazione non fu mai rimarginata. M. Mamakaev pubblicò
nel 1962 il romanzo Murid il rivoluzionario: Murid vuol dire
cavaliere-ribelle del Caucaso. Lo scrittore Oaev dedicò una
tetralogia al tema della lotta rivoluzionaria (i libri
uscirono tra il 1959 e il 1964). Continuarono a essere
pubblicati romanzi storici, raccolte di novelle e di poesie.
Il fiero spirito d'indipendenza dei Ceceni è continuato, e
si esprime oggi più liberamente: ma i Ceceni continuano a
combattere per l'assoluta indipendenza contro la Federazione
Russa. Nel 1996 sembrò sopita la guerra russo-cecena (conclusasi
sostanzialmente con la sconfitta russa, nonostante la grande
disparità di forze).
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