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Profili
delle letterature
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LETTERATURA INGLESE
Francis
Beaumont,
John Fletcher
- La tragedia
della fanciulla
Beaumont e Fletcher fecero per
alcuni anni coppia fissa lasciando una cinquantina di drammi
composti a due mani. Lavorarono insieme pochi anni, dal 1608
al 1613, poi Beaumont si sposò e abbandonò l'amico che si
mise a scrivere con altri e per altri tra cui, in un caso
almeno, per Shakespeare. Erano entrambi di famiglia
aristocratica e entrambi colti, il primo avendo frequentato
l'università di Oxford, il secondo di Cambridge. Beaumont
era nato nell'84, vent'anni dopo Shakespeare e morì un mese
dopo Shakespeare, nel '16. Fletcher, nato nel '79, morì di
peste nel 1625. Fecero parte di una sorta di cenacolo
letterario teatrale, in compagnia di Ben Jonson e talvolta
di Shakespeare, che si riuniva alla "Taverna della sirena" a
discutere animatamente di sceneggiature e di interpretazioni.
Ebbero, al loro tempo, molto successo, più di quanto ne ebbe
tra i contemporanei Shakespeare stesso. Erano mestieranti
abili, mettevano in scena ciò che piaceva al pubblico e nei
modi preferiti dal pubblico.
Samuel Pepys,
uomo di mondo vissuto nella seconda metà del Seicento, cita
nel suo diario tutti i lavori teatrali cui assiste a Londra:
ebbene, ne cita 25 di Beaumont e Fletcher e solo 9 di
Shakespeare. Il che ci dà la misura della rispettiva
popolarità nella Londra dal 1660 al 1669, mezzo secolo dopo
che Shakespeare aveva smesso di scrivere.
La tragedia della fanciulla (The
maid's tragedy)
Opera degli scrittori inglesi
Francis Beaumont (1584-1616) e John Fletcher (1579-1625) ,
rappresentata per la prima volta nel 1611.
Può essere considerata l'opera più rappresentativa del
teatro inglese del primo Seicento, così come si evolve da
quello elisabettiano (e shakespeariano in particolare) man
mano che le rappresentazioni si spostano dai teatri pubblici
alla corte e alle dimore nobiliari. Il dramma di Beaumont e
Fletcher va quindi perdendo la componente realistica e
comica a vantaggio di un clima di evasione e di un ambiente
fiabesco, così come all'elemento patriottico, che aveva
ispirato per esempio il dramma storico elisabettiano, si
sostituisce la celebrazione dei più astratti e universali
sentimenti dell'amore e del valore. I motivi tragici del
teatro cinquecentesco perdono di intensità psicologica e
sopravvivono ricoperti di una nuova fioritura di avventure e
colpi di scena con un gusto pittorico che li qualifica ormai
nel clima barocco. Il successo dei drammi di Beaumont e
Fletcher per tutto il Seicento sarà grandissimo, e i due
autori non esiteranno a ripetere in altri drammi la formula
di successo. Proprio per il gusto dell'evasione di questi
drammi, La tragedia della fanciulla è ambientata in un luogo
esotico, cioè alla corte di Rodi. Personaggio principale è
Aspasia, fidanzata al giovane Amintore: a pochi giorni dalle
nozze il re di Rodi costringe Amintore a rompere il
fidanzamento e a sposare Evadne, sorella del generale
Melanzio. Durante la notte nuziale Evadne si rifiuta allo
sposo, spiegando di essere l'amante del re e che questi ha
voluto il formale matrimonio per salvare le apparenze a
corte. Amintore, per obbedienza al proprio sovrano, accetta
la situazione. Il giorno seguente, tuttavia, rivela
all'amico Melanzio il comportamento della sorella. Melanzio
la convince della sua vergogna e del riprovevole contegno
del re, tanto che lei decide di ucciderlo con le proprie
mani.
Frattanto Aspasia, non potendo più sopportare il dolore del
proprio amore infelice, decide di travestirsi da uomo e di
cercare la morte in duello per mano dell'uomo amato. Evadne
ha ucciso il re, sperando così di conquistare l'amore di
Amintore, ma arriva esattamente nel momento in cui Aspasia
cade ferita a morte per mano di lui e Amintore, inorridito,
la respinge. Evadne allora si uccide col proprio pugnale,
mentre l'uomo si getta sulla propria spada, togliendosi la
vita accanto ai cadaveri delle due donne. La tragedia si
conclude con l'apparizione di Melanzio, il quale a stento
viene trattenuto dal togliersi a sua volta la vita.
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