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Profili
delle letterature
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LETTERATURA INGLESE
La storia della letteratura inglese è strettamente legata a
quella della lingua inglese, la quale appartiene al gruppo
germanico delle lingue indoeuropee. La letteratura inglese
si divide in diversi periodi.
Letteratura anglosassone
Nel V secolo d.C., gli Angli, i Sassoni e gli Iuti, tribù
teutoniche, invasero l'ex colonia romana della Britannia,
abbandonata da Roma dopo la caduta dell'impero, e vi si
insediarono. La lingua germanica da loro parlata, definita
Old English, è uno degli elementi costitutivi dell'inglese
moderno così come la loro ricca tradizione poetica orale,
trascritta tra il VII e l'IX secolo dai monaci dopo la
conversione al cristianesimo, è parte integrante della
letteratura inglese. Ciò che rimane della poesia
anglosassone, circa 30.000 versi, è contenuto in quattro
manoscritti, uno dei quali è conservato in Italia, a
Vercelli. In questi versi è evidente il compromesso tra
valori pagani e valori cristiani. Il carattere epico delle
saghe germaniche cantate dai menestrelli a celebrazione
degli eroi si stempera infatti in un tono elegiaco più
consono alla morale cristiana, anche se la caratteristica
nota di cupa malinconia scaturisce principalmente dal senso,
del tutto pagano, dell'incombere del fato sulla vita umana.
Tutte le composizioni poetiche hanno metro allitterativo e
lo stile è ricco di sinonimi e parafrasi descrittive.
L'opera più famosa è
Beowulf, un poema epico di
ambientazione scandinava in cui l'eroe, appartenente al
popolo dei Goti, uccide il mostro Grendel e sua madre che
opprimono la Danimarca. Importanti sono anche le elegie
pagane, in ognuna delle quali un personaggio lamenta
l'infelicità della propria sorte. Componimenti tipici sono i
riddles, indovinelli in forma poetica che mettono in rilievo
l'amore anglosassone per le metafore. La maggior parte dei
versi è anonima, ma si conoscono i nomi di due autori di
poesia a carattere religioso: Caedmon, un uomo semplice che
scrive parafrasi poetiche di episodi biblici, e Cynewulf, un
erudito che compone poemi di maggior complessità. La prosa
del periodo anglosassone fu composta principalmente in
latino. Scritti in Old English apparvero soltanto verso la
fine del IX secolo durante il regno di re Alfredo. Dopo aver
sconfitto gli invasori danesi, che avevano distrutto i
monasteri della Northumbria fino a quel momento centro
culturale del Paese, Alfredo si impegnò nella traduzione di
opere di carattere storico, religioso e filosofico che
riteneva didatticamente utili al suo popolo, tra cui la
Historia Ecclesiastica Gentis Anglorumdel grande studioso
Beda (672-735). Alfredo decise poi di registrare gli
avvenimenti del suo tempo compilando la Cronaca
anglosassone.
La conquista del Paese da parte dei Normanni nel 1066
provocò fondamentali cambiamenti non solo dal punto di vista
sociale e politico, ma anche da quello linguistico e
letterario. I Normanni infatti portarono con sè, oltre al
sistema feudale, anche la lingua francese e i modelli
letterari in auge in Francia: i poemi cavallereschi ispirati
agli ideali di vita della nobiltà feudale e i componimenti
di taglio didattico improntati agli insegnamenti della
chiesa. Negli anni successivi alla conquista esisteva in
Inghilterra una situazione di plurilinguismo: il francese
era la lingua parlata a corte, il latino continuava a essere
il principale veicolo di espressione scritta per gli
studiosi, l'anglosassone costituiva la lingua delle classi
subalterne. Quest'ultimo nei tre secoli seguenti subì un
profondo processo di trasformazione, che lo portò ad
assimilare strutture e lessico della lingua dei
conquistatori fino a raggiungere alla fine del XIV secolo la
forma che viene definita Middle English. Questo linguaggio
prese il posto del francese a corte e divenne la lingua
nazionale, grazie anche al distacco della classe dominante
dalla Francia contro cui era iniziata la guerra dei
Cent'anni. Un'opera narrativa importante per tutta la
letteratura occidentale fu scritta nel 1147 in latino dal
vescovo Goffredo di Monmouth: la Historia Regum Britanniae
in cui sono narrate per la prima volta le leggende celtiche
di re Artù, personaggio che divenne poi l'incarnazone del
perfetto cavaliere cristiano feudale. Il libro di Goffredo
di Monmouth, fu tradotto in francese nel 1155 dal normanno
Wace e solo nel 1205 apparve in versione inglese a opera di
Laymon. La poesia lirica del Duecento segue modelli
francesi, il verso allitterativo e il tono cupo dei poemi
anglosassoni lasciano il posto alla rima e a una
ambientazione più luminosa, come appare nel Canto del cuculo
di autore anonimo. Due importanti autori del XIV secolo sono
William Langland (1332-1400) e John Wyclif (c. 1324-1384).
Il primo scrisse in metro allitterativo, ritornato in uso in
questo periodo, Pietro l'aratore, satira allegorica sulle
misere condizioni di vita dei ceti più bassi; il secondo,
grande pensatore di riforme sociali e religiose, contribuì
alla stesura della prima versione completa della Bibbia.
L'autore maggiore di questo secolo Geoffrey Chaucer
(1340/45-1400) che fece riferimento ai grandi della
letteratura italiana, Dante, Petrarca e Boccaccio,
conosciuti in seguito ad alcuni viaggi in Italia. Le sue
opere più importanti sono Troilo e Criseide e i Racconti di
Canterbury, suo capolavoro. Il Boccaccio è alla base sia
della prima opera, ispirata al Filostrato, che della
seconda, una raccolta di novelle la cui costruzione formale
ricorda quella del Decameròn. La cornice dei Racconti di
Canterbury, composti in versi decasillabi in coppie a rima
baciata, è data da un pellegrinaggio alla cattedrale di
Canterbury di un gruppo di persone che per vincere la noia
del viaggio decidono di raccontare a turno delle storie.
L'opera costituisce una vivissima rappresentazione delle
classi sociali e della vita in Inghilterra durante la fase
finale del medioevo, quando la classe borghese aveva ormai
preso corpo e la sua affaristica visione del mondo stava
prendendo il posto dei valori feudali da Chaucer
stigmatizzati con grande senso dell'umorismo.
I letterati di
corte del XV secolo non produssero nessuna opera di rilievo;
il loro scarso genio può essere spiegato dalla crisi
attraversata dalla classe dominante a causa del protrarsi di
quella con la Francia e di quella interna per la successione
al trono, la guerra delle Due rose. E' stata la produzione
anonima e popolare, sia poetica sia drammatica, a dare i
frutti migliori. Un esempio è fornito dalle ballate, che
fiorirono soprattutto nella zona di confine tra la Scozia e
l'Inghilterra. Questi componimenti poetici, trasmessi
oralmente, narravano avvenimenti che avevano avuto vasta eco
tra il popolo. Famoso è il ciclo delle ballate di Robin
Hood.
Nel Quattrocento raggiunse la sua massima fioritura il
teatro a carattere religioso. Durante tutto il corso del
medioevo il clero organizzò nelle feste più importanti
rappresentazioni di episodi biblici, chiamate miracle plays,
che nel XV secolo passarono sotto il monopolio delle
Corporazioni delle Arti e dei Mestieri. Una forma teatrale
che costituisce uno sviluppo rispetto ai miracle plays, è la
morality, rappresentazione allegorica i cui personaggi danno
corpo a concetti astratti, spesso vizi e virtù in lotta tra
loro. La morality più famosa è Everyman che ha come
protagonista un cristiano tipico di fronte alla morte. Un
avvenimento di fondamentale importanza per la storia della
cultura letteraria fu la messa in opera della prima macchina
da stampa d'Inghilterra da parte di William Caxton
(1422-1491) che pubblicò la prima edizione dei Racconti di
Canterbury e stampò La morte di Artù di Thomas Malory, la
più notevole opera in prosa del secolo per l'affascinante
resa della leggenda arturiana.
Il Rinascimento
Gli inizi del rinascimento coincisero con il regno di Enrico
VIII (1509-1547) e il periodo di massimo splendore si ebbe
con Elisabetta I (1558-1603) e Giacomo I (1603-1625).
Risolti nel 1485 i problemi della successione al trono con
l'ascesa dei Tudor, anche la vita culturale riprese vigore.
Si sentirono gli effetti dell'umanesimo italiano con la
fondazione di numerose scuole dedite allo studio dei
classici e con la traduzione di importanti opere greche,
latine, italiane e francesi che ebbero grande influenza
sulla produzione letteraria successiva. Del rinascimento
italiano e francese gli Inglesi colsero soprattutto le fasi
finali e ciò spiega il carattere barocco di gran parte della
poesia e di molta prosa elisabettiana e giacobita. Alcuni
avvenimenti storici contribuirono in maniera determinante a
dare al rinascimento inglese i suoi tratti specifici.
L'adesione alla Riforma protestante conferì alla produzione
letteraria un carattere di seria moralità e un forte
interesse per gli argomenti religiosi. La sconfitta
dell'Invincibile Armata spagnola del 1588 e l'inizio dei
viaggi e commerci d'oltreoceano spiegano il senso
patriottico e l'esaltazione del modello di vita inglese
presenti in molte opere. Un genere letterario di grande
rilevanza è la poesia di corte, fiorita soprattutto durante
il regno di Elisabetta sotto l'influenza di modelli italiani
e composta da sonetti, canzoni e madrigali. Furono Thomas
Wyatt (1503-1542) e Henry Howard Earl of Surrey (c.
1517-1547) che introdussero il sonetto petrarchesco, poi
modificato secondo un nuovo modello definito elisabettiano o
shakespeariano, e il blank verse, un metro senza rima
ispirato all'endecasillabo sciolto italiano, che ebbe grande
diffusione nella poesia epica e nel dramma. Per contenuti e
ideali la poesia elisabettiana è ancora ispirata al mondo
cavalleresco medievale nonchè alla moralità protestante. I
principali esponenti sono Philip Sidney (1554-1586) e,
soprattutto, Edmund Spenser (1552-1599) che scrisse La
regina delle fate, poema di grande musicalità e di complessa
allegoria dedicato alla regina Elisabetta. Lo stile
elaborato e di raffinata artificiosità che si diffuse in
Europa con il marinismo italiano, il gongorismo spagnolo e
il preziosismo francese ha il suo corrispettivo inglese
nell'eufuismo di John Lyly (1554-1606), autore di Eufue,
l'anatomia dello spirito (1578) e Eufue e la sua Inghilterra
(1580).
Nella poesia il maggior rappresentante di questa
tendenza è
John Donne (1573-1631) il cui stile venne
definito metafisico. La sua lirica barocca, arguta e
concettuale, ha come caratteristica quella di mescolare
l'immaginazione alla logica e di seguire le leggi della
dialettica più che quelle del canto, impiegando immagini
prese dalla vita quotidiana e dal mondo scientifico. Si
sente chiaramente nel poeta il contrasto di un'epoca di
transizione sospesa tra medioevo e mondo moderno. Il segno
del passaggio dal vecchio al nuovo è evidente nelle opere
filosofiche di Francesco Bacone (1561-1626), l'inventore del
metodo induttivo sperimentale, che si espresse con un stile
chiaro, conciso e vigoroso di grande influenza sulla prosa
prodotta successivamente.
Fu nel teatro che il rinascimento
trovò la sua forma di espressione più ricca e distintiva.
Spettacolo di origine popolare, il dramma divenne nel
periodo elisabettiano uno degli intrattenimenti preferiti
dalla corte. I drammaturghi che ebbero successo nel periodo
precedente all'affermazione di Shakespeare sono definiti con
l'appellativo di university wits: essi avevano infatti
cultura universitaria e seppero fondere la tradizione
popolare con i modelli classici proposti dall'umanesimo. La
tragedia di sangue secondo i modelli di Seneca e il dramma
patriottico a cui si aggiunse la commedia raffinata e
leggera sono le forme principali del teatro elisabettiano.
Il più grande dei predecessori di Shakespeare fu
Christopher
Marlowe (1564-1593) le cui tragedie maggiori sono Edoardo II
(1591) e La tragica storia del Dottor Faust (1592). Merito di
questo autore fu di aver reso il blank verse uno strumento
moderno e vitale di grande intensità lirica, come appare nei
numerosi monologhi dei suoi drammi, in cui campeggia la
figura del protagonista completamente dominato da un'unica
smisurata passione da cui è portato alla rovina. Maggior
autore del teatro rinascimentale, William Shakespeare
(1564-1616) produsse 14 commedie, tra cui Sogno di una notte
di mezza estate e Il mercante di Venezia; 10 drammi storici,
tra cui Enrico IV; 13 tragedie che includono i massimi
capolavori: Amleto, Otello, Re Lear, Macbeth. E' difficile
stabilire una cronologia esatta delle opere di Shakespeare,
che non furono mai pubblicate con il permesso dell'autore
durante la sua vita. E' possibile però notare un'evoluzione
dal periodo iniziale, in cui egli sperimentò le varie forme
teatrali in auge, a quello cupo e pessimista delle grandi
tragedie, fino all'ultima fase di maggiore serenità, che
produsse come grande capolavoro La tempesta, in cui la
modalità realista lascia il posto a una forma più
immaginativa di grande coinvolgimento pur nel rispetto, fino
ad allora ignorato, delle unità aristoteliche. Numerosi sono
i drammaturghi che scrissero contemporaneamente o
successivamente a Shakespeare. Ben Jonson (1572-1637), il
più considerato tra loro, portò sulle scene la satira
sociale improntata a modelli classici. I suoi personaggi non
si elevano mai al di sopra della dimensione caricaturale. Fu
anche autore di masques, interludi drammatici accompagnati
da musiche e coreografie, un genere sofisticato e spesso
vuoto di significato che preannuncia la crisi del teatro
rinascimentale.
Puritanesimo e Restaurazione
Il Seicento è secolo di sviluppi costituzionali che limitano
il potere della monarchia e, attraverso un regicidio e due
rivoluzioni, gettano le basi dell'Inghilterra moderna,
protestante e democratica. Fu un periodo di lotte religiose:
la chiesa anglicana, che aveva ormai preso piede, si
opponeva al cattolicesimo, espressione dell'assolutismo
monarchico, e al puritanesimo che improntava la visione del
mondo della nuova classe emergente mercantile. La religione
è un argomento fondamentale della letteratura del periodo.
Agli ideali della chiesa anglicana si ispiravano sia il
gruppo dei poeti metafisici che seguivano i modelli di John
Donne, sia i poeti chiamati cavaliers che scrivevano secondo
la fresca e leggera modalità della lirica elisabettiana.
Essi gravitano intorno alla corte di Carlo I, il re che
verrà decapitato. Ma i due maggiori scrittori del periodo
furono di fede puritana: John Milton (1608-1674) per la
poesia e John Bunyan (1628-1688) per la prosa. Il primo, che
assunse importanti cariche politiche durante il periodo di
Cromwell e si dedicò completamente alla letteratura solo
dopo la fine dell'esperienza repubblicana, scrisse due poemi
epici, Il Paradiso
perduto (1667), nonchè il dramma Sansone
agonista (1671), modellato sull'esempio della tragedia
greca. Nella poesia di Milton, grande ammiratore del
rinascimento italiano oltre che fervente calvinista, forme
classiche si sposano a temi biblici e il severo blank verse
da lui usato acquista una musicalità intensa e solenne,
adatta a esprimere un'epica cristiana. John Bunyan, uomo
semplice per estrazione sociale e cultura, combattente
nell'esercito di Cromwell, scrisse Il viaggio del pellegrino
(1678-1684), allegorica descrizione, sotto forma di sogno,
del viaggio di un pellegrino di nome Christian dalla Città
della Distruzione alla Città Celeste. Quest'opera, di
grandissima popolarità, fu scritta in una prosa semplice e
vivida, modellata su quella della versione autorizzata della
Bibbia che Giacomo I fece compilare nel 1611. Dopo la morte
di Cromwell fu restaurata la monarchia con il ritorno dalla
Francia di Carlo II. I generi letterari distintivi di questo
periodo sono la satira per la poesia, il saggio filosofico e
scientifico per la prosa, la commedia satirica o
sentimentale e la tragedia di ispirazione francese per il
teatro, di nuovo in auge dopo essere stato messo al bando
dal rigore puritano. La figura dominante è John Dryden
(1631-1700). Poeta di notevole maestria, egli fece del
distico eroico uno strumento di grande efficacia satirica e
avviò il linguaggio poetico alle convenzioni della poetic
diction che trionferà nel secolo successivo. Come scrittore
di saggi in prosa, invece, fece sue le istanze della Royal
Society, fondata nel 1662 per lo sviluppo delle scienze che
raccomandava ai suoi membri uno stile semplice e chiaro
aderente al linguaggio corrente.
L'Illuminismo
La Gloriosa Rivoluzione del 1688, con la quale il re Giacomo
II, fautore dell'assolutismo cattolico, fu sostituito con
Guglielmo D'Orange, segnò un'importante tappa nel processo
democratico e nel consolidamento del potere del parlamento.
Fu inaugurata cos l'età dell'illuminismo durante la quale
trionfò in ogni sfera della vita intellettuale la tendenza
razionalistica. In campo letterario questo periodo, che
registra il declino della scrittura poetica e lo sviluppo
della letteratura in prosa con la nascita del romanzo, viene
definito "età augustea"; è infatti all'equilibrio formale
dei grandi modelli classici che gli artisti del secolo fanno
riferimento. La prima metà del XVIII secolo è dominata dalla
figura di Alexander Pope (1688-1744) che fu il primo artista
indipendente dal patrocinio della nobiltà e segnò così la
nascita della scrittura come libera professione. La sua
poesia, assolutamente priva di emozione lirica ed
essenzialmente satirica, diventa mezzo espressivo di
concetti morali, filosofici e letterari.
Di lui ricordiamo Il ricciolo rapito (1714), tragicomica
satira di costume in cui la poetic diction e il distico
eroico raggiungono i pi alti livelli di eloquenza. Lo
spirito satirico dell'epoca trova la sua espressione più
sferzante nella prosa di Jonathan Swift (1667-1745) che
scrisse I viaggi di Gulliver (1726). Il libro,
caratterizzato da una prosa tersa e chiara in cui vengono
sviluppati argomenti logici partendo da presupposti
paradossali, è un feroce attacco contro politici e
scienziati e, più in generale, contro l'intera specie umana.
E' nel Settecento che nasce il giornalismo con la fondazione
da parte di Daniel Defoe (1661-1731) della rivista The
review; Richard Steele (1672-1729) e Joseph Addison
fondarono poi The Tatlere The Spectator, il cui scopo non
era solo di informazione politica ma anche di formazione
morale.
Espressione letteraria consona allo spirito della classe
borghese per le possibilità che offre di rappresentazione
realistica dei costumi sociali e della personalità umana, il
romanzo assunse in questo periodo una posizione di
preminenza come genere letterario. Daniel Defoe, esponente
della classe mercantile puritana, può essere considerato il
primo romanziere moderno. Il protagonista del suo
capolavoro, Robinson Crusoe (1719), è un naufrago che con
tenace volontà, sempre sostenuta dalla fede religiosa,
riesce a sopravvivere in un'isola deserta adattandosi alle
nuove condizioni di vita e nel contempo modificando
l'ambiente circostante. Il personaggio rappresenta
perfettamente l'uomo borghese, individualista e teso
all'accumulazione economica e al successo. Defoe, che come
già ricordato fu anche giornalista, racconta con prosa
concreta e chiara fornendo descrizioni dettagliate e
precise. I romanzi epistolari di Samuel Richardson
(1689-1761), Pamela (1740) e Clarissa (1748), trattano il
tema della virtù insidiata con intento moralistico e tono
sentimentale, ma costituiscono anche convincenti ritratti di
personaggi studiati con sottile maestria psicologica.
Detrattore della storia sentimentale fu Henry Fielding
(1707-1754), romanziere di robusta forza realistica e
satirica. Il suo capolavoro è Tom Jones (1749), che narra
con vena tragicomica l'avventurosa vita del protagonista
secondo le modalità del romanzo picaresco spagnolo.
Lawrence Sterne (1713-1768) è il più atipico dei grandi
romanzieri settecenteschi. Nel suo libro Vita e opinioni di
Tristram Shandy (1750) non c'è traccia di impegno morale
così come non esiste trama: il racconto si allontana
continuamente dal suo centro narrativo attraverso
l'introduzione di nuovi aneddoti che danno largo spazio alla
delineazione della personalità dei protagonisti. La tecnica
narrativa di Sterne sembra precorrere il flusso di coscienza
del grande romanzo sperimentale del Novecento. Il letterato
più influente della seconda metà del secolo è
Samuel Johnson
(1709-1784), abile organizzatore della vita culturale del
periodo nonchè autore del primo dizionario della lingua
inglese.
Il romanticismo
Segni di disaffezione nei confronti del neoclassicismo e del
razionalismo si registrano fin nel cuore del XVIII secolo.
Al 1750 risale infatti l'Elegia scritta in un cimitero di
campagna di Thomas Gray (1716-1771) che fu l'espressione più
notevole della cosiddetta poesia sepolcrale. Anche se a
livello formale Gray adottò il linguaggio poetico augusteo,
il suo gusto per la meditazione malinconica, il riferimento
a letterature primitive e al medioevo, la celebrazione delle
classi sociali più umili fanno di lui un esponente del
preromanticismo. Il fascino per remote età barbariche spinse
James Macpherson (1736-1796) a inventare l'esistenza di un
antico bardo celtico, Ossian, cui attribuì la paternità
delle sue poesie che ebbero molto successo in tutta Europa.
Nella prosa segnali di cambiamento si hanno con il romanzo
gotico, in cui misteriosi eventi di natura soprannaturale,
inspiegabili con la ragione, provocano un acuto senso di
terrore. Esponente di questo filone fu Matthew Gregory Lewis
(1775-1818) con Il monaco(1796). I primi due grandi poeti
romantici, che a livello temporale si situano ancora in
ambito settecentesco, sono lo scozzese Robert Burns
(1759-1796) e William Blake (1757-1827), entrambi artisti di
valenza rivoluzionaria. Gli avvenimenti storici all'origine
del profondo cambiamento segnato dal Romanticismo furono la
rivoluzione francese, che accelerò il processo democratico
europeo, e la rivoluzione industriale, che provocò
fondamentali cambiamenti nella vita umana. Caratteristiche
dello spirito romantico sono una diversa interpretazione
della natura vista in termini panteistici e in stretto
rapporto con l'uomo, l'aspirazione a unirsi con l'infinito e
con il tutto, la concezione dell'artista come mediatore tra
le forze trascendenti e il genere umano, il culto per le
epoche primitive e per gli umili, l'indagine sulle forze
dell'irrazionale, l'enfasi sulla libera iniziativa creatrice
dell'artista, l'interesse per i sentimenti nei loro aspetti
più segreti. Importante fu l'influenza delle correnti
filosofiche tedesche, principalmente dell'idealismo che fu
introdotto in Inghilterra da Samuel Taylor Coleridge
(1772-1834), e William Wordsworth (1770-1850), della prima
generazione romantica. I due artisti pubblicarono insieme
nel 1798 le Ballate liriche, raccolta che segnò l'inizio
ufficiale del romanticismo letterario. La prefazione al
libro, aggiunta da Wordsworth nel 1800, costituisce il
manifesto del movimento. Nella stesura della raccolta
Wordsworth, che contribuì con Tintern Abbey e numerose
poesie brevi, si diede il compito di trasfigurare, con
linguaggio aderente all'uso comune, la realtà più familiare
conferendole una luce di novità e di eccezionalità mentre
Coleridge, che contribuì con La ballata del vecchio
marinaio, si pose quello di rendere reali e credibili
avvenimenti di natura misteriosa e soprannaturale.
Wordsworth espresse più di ogni altro il profondo senso
romantico della natura ed esaltò la dignità delle persone
umili mentre Coleridge fu importante anche per la produzione
critica e filosofica. I due poeti, dapprima sostenitori
delle istanze democratiche della rivoluzione francese in
seguito abbandonate per posizioni più conservatrici, furono
sempre sostenuti da un profondo senso etico e sottolinearono
l'importanza della missione sociale del poeta come fonte di
consapevolezza. Gli artisti della seconda generazione
romantica, George Gordon Lord Byron (1788-1824), Percy
Bysshe Shelley (1792-1822) e John Keats (1795-1821), furono
attratti dai movimenti rivoluzionari in atto in Europa e
furono coerenti nel loro radicalismo politico. Byron creò la
figura di un eroe fatale che si ribella alle convenzioni
sociali. Fu però romantico solo nei comportamenti, poichè le
sue opere migliori, tra cui il capolavoro Don Giovanni
(1819-1824), si ricollegano alla tradizione satirica e
umoristica del Settecento e della restaurazione. Shelley
espresse in poesia il rifiuto per le istituzioni e la
ricerca di una religione protesa verso l'infinito. La sua
lirica raggiunge i livelli migliori nelle poesie brevi come
la famosa Ode al vento occidentale. Keats è considerato il
padre dell'estetismo anche se la sua poesia, che canta la
bellezza della vita, è essenzialmente etica. L'espressione
più alta del suo lirismo sono le odi scritte nel 1819,
ricche di immagini suggestive e solenni nel ritmo: A un
usignolo, Sopra un'urna greca, Alla malinconia, All'autunno.
Nel periodo romantico nasce il romanzo storico, il cui
fondatore fu lo scozzese Walter Scott (1771-1832). Un'altra
esponente della narrativa del periodo fu Jane Austen
(1775-1817) che dipinse con precisione e umorismo la vita
della classe medio-alta di provincia. Più vicina allo
spirito illuminista che a quello romantico, la scrittrice
strutturò i suoi romanzi con maestria delineando la
personalità dei protagonisti attraverso la conversazione.
L'Età vittoriana
Durante il lungo regno della regina Vittoria (1837-1901) la
Gran Bretagna divenne una ricca potenza industriale e
coloniale. Il grande sviluppo della scienza e della tecnica
e il liberismo riformista della borghesia, ormai dominante,
contribuirono a diffondere una visione positiva,
accompagnata da un rigido senso moralistico, peraltro
smentito dalle misere condizioni di vita dei ceti meno
abbienti. Anche il mondo letterario sembrò accettare i
valori di ottimismo e rispettabilità lasciando cadere la
tensione ideale dei romantici, di cui però continuò a
sfruttare temi e modalità. Il principale prodotto letterario
del periodo è il romanzo sociale di cui fu maestro Charles
Dickens (1812-1870) che pubblicò a puntate numerosi testi,
tra cui David Copperfield(1849-50). I romanzi di Dickens
mettono in evidenza la corruzione e le ingiustizie
dell'epoca e rimangono opere di indubbio valore per la
varietà di eventi, personaggi, ambienti che presentano
nonchè per l'irresistibile vena comica. Tipico
rappresentante del compromesso vittoriano è William
Makepeace Thackeray (1811-1863), autore del romanzo La fiera
delle vanità (1848) che dipinge la vita dei ceti benestanti
mettendone in evidenza l'ipocrisia, senza mai però sfidare
davvero le convenzioni vittoriane. Segno dell'affermazione
del movimento di emancipazione femminile allora formatosi fu
la presenza di parecchie scrittrici sulla scena letteraria.
George Eliot (Mary Ann Evans, 1819-1880) ed Elizabeth
Cleghorn Gaskell (1810-1865) descrissero con maestria la
vita di provincia. Le sorelle Charlotte (1816-1855) ed Emily
Brontè (1818-1848) appaiono come le continuatrici più
originali dello spirito romantico. Soprattutto Emily nel suo
appassionato romanzo Cime tempestose (1847) rivela grande
creatività poetica e suscita intensa emozione. La poesia
vittoriana ebbe prevalentemente carattere elegiaco come si
può constatare nell'opera del poeta più rappresentativo,
Alfred Tennyson (1809-1892), che scrisse melodiosi versi
ricchi di immagini e di grande forza evocativa. La poesia di
Robert Browning (1812-1889) ha invece carattere drammatico.
Le composizioni delle sue raccolte migliori sono infatti
monologhi in cui personaggi immaginari o storici espongono
il loro punto di vista creando un discordante effetto corale
di notevole modernità. La moglie di Browning, Elizabeth
Barrett Browning (1806-1861), poetessa dagli interessi
sociali e politici, dedicò al marito la pregevole raccolta
Sonetti portoghesi (1847). Il gruppo dei pittori e poeti che
si definirono preraffaelliti, esprimendo così il loro amore
del tutto romantico per le epoche prerinascimentali,
comprende Dante Gabriel Rossetti (1828-1882), sua sorella
Christina (1830-1894) e William Morris (1834-1896). Lo stile
sofisticato, l'elaborato simbolismo, la tendenza a unire
elementi mistici a immagini sensuali, il rifiuto del
materialismo dell'epoca accomunano questi poeti, che
sviluppano l'estetismo di Keats portandolo verso le modalità
del decadentismo. Tra i saggisti ricordiamo gli storici
Thomas Babington Macauley (1800-1859) e Thomas Carlyle
(1795-1881), nonchè lo storico dell'arte John Ruskin
(1819-1900), vicino allo spirito dei preraffaelliti su cui
scrisse un saggio.
La Crisi dell'età vittoriana
Negli ultimi decenni dell'Ottocento, durante i quali
apparvero chiari segni di crisi economica, la fiducia negli
ideali di progresso del positivismo e nella morale
vittoriana entrò definitivamente in crisi. Gli intellettuali
denunciarono l'ipocrisia dell'epoca proponendo l'arte e la
bellezza come valori alternativi. L'età del decadentismo è
annunciata, oltre che dai preraffaelliti, dalla poesia di
Algernon Charles Swinburne (1837-1909) che suscitò scalpore
per la sua sensualità e introdusse i modelli del simbolismo
francese. Walter Pater (1839-1894) fu il teorico della
tendenza estetizzante mentre l'artista più significativo fu
Oscar Wilde (1856-1900) che espresse nel romanzo Il ritratto
di Dorian Gray (1890) e nella commedia Salomè (1891) La sua
concezione dell'arte per l'arte e della vita come opera
d'arte. La critica sociale, alleggerita dalle argute battute
ironiche, è il tratto caratteristico della produzione
teatrale di Wilde. Questa peculiare unione tra estetismo e
impegno sociale evidenzia come la visione romantica
dell'artista quale profeta e maestro non si fosse del tutto
esaurita. L'estetismo e il simbolismo sono alla base del
cosiddetto rinascimento celtico, movimento poetico e
teatrale sorto in Irlanda alla fine del secolo il cui più
grande esponente fu William Butler Yeats (1865-1939), uno
dei maggiori poeti moderni di lingua inglese. Anche in
questi artisti le istanze estetiche si sposano con l'impegno
per la causa dell'irredentismo irlandese. Un originale
artista di fine secolo che esercitò particolare influenza
nel successivo sviluppo della poesia fu Gerard Manley
Hopkins (1844-1889) la cui lirica a carattere religioso
segue modalità sperimentali e innovative. Nei romanzieri che
scrissero nel tardo periodo vittoriano e durante il regno di
Edoardo VII (1901-1910) sono percettibili gli influssi di
modelli stranieri e la tendenza a una pi accurata indagine
psicologica secondo l'esempio del grande scrittore americano
Henry James (1843-1916). Thomas Hardy (1840-1928),
influenzato dal pessimismo di Schopenhauer, espresse, con
prosa densa di simbolismo e di amara ironia, una concezione
tragica e fatalistica della vita. John Galsworthy
(1867-1933) si ispirò al romanzo naturalista francese e nel
ciclo La saga dei Forsyte (1906-1921), seguì l'evoluzione
nel tempo di una ricca famiglia dell'alta borghesia
vittoriana. Edward Morgan Forster (1879-1970), intellettuale
del gruppo di Bloomsbury, incentrò i suoi romanzi sulle
deformazioni che i pregiudizi e le convenzioni sociali
operano nella libera espressione dei sentimenti e delle
relazioni umane.
Un filone importante fu quello del romanzo di ambientazione
esotica i cui maestri furono Joseph Conrad (1857-1929), del
quale si ricorda in particolare Cuore di tenebra (1902), e
Robert Louis Stevenson (1850-1894), indimenticabile autore
dell'innovativo romanzo d'avventure L'isola del tesoro
(1883) e di La strana storia del dottor Jekyll e del signor
Hyde (1886), incentrato su un oscuro caso di sdoppiamento di
personalità. Rudyard Kipling (1865-1936), il romanziere e
poeta dell'imperialismo, mette in evidenza nelle sue opere,
ambientate per la maggior parte in India, il complesso
rapporto tra individuo e gruppo sociale. Herbert George
Wells (1866-1946) criticò la societ vittoriana attraverso la
sua narrativa fantascientifica. I romanzi di Samuel Butler
(1835-1902), particolarmente irriverenti e caustici, furono
fonte di ispirazione per il maggior commediografo del
periodo, George Bernard Shaw (1856-1950), esponente della
Società Fabiana, gruppo di ispirazione socialista. Nelle sue
numerose commedie dal brillante dialogo e dal pungente
sarcasmo fustiga l'ipocrisia vittoriana ispirandosi al
teatro di Ibsen e continuando, nel contempo, la tradizione
della commedia settecentesca.
Il Novecento
Nel periodo immediatamente successivo alla fine della prima
guerra mondiale, che aveva distrutto del tutto valori già in
crisi, si ebbe un radicale rinnovamento sia nel romanzo che
nella poesia attraverso la sperimentazione di modalità
espressive del tutto nuove, a cui fu dato il nome di
modernismo. Importante per l'innovazione della narrativa fu
la ricerca in campo psicologico di Freud, la cui influenza è
evidente nelle opere di David H. Lawrence (1885-1930) che
esplorano il contrasto tra istinti e ragioni e affrontano il
tema del sesso. L'irlandese James Joyce (1882-1941), con i
romanzi Ulisse (1922) e Le veglie di Finnegan (1939), è il
più ardito sperimentatore delle nuove possibilità narrative.
Usando le tecniche del monologo interiore e del flusso di
coscienza egli rappresenta la vita della mente dei suoi
personaggi dentro i cui pensieri e attraverso il cui punto
di vista il lettore si ritrova a interpretare il mondo,
seguendone le associazioni mentali, i ricordi e le
improvvise prese di coscienza. Il linguaggio che lo
scrittore usa è rappresentativo della frammentaria e
multiforme realtà del nuovo secolo; unisce infatti lessico
proveniente da linguaggi diversi, presenta infrazioni
sintattiche, manca di punteggiatura. Nella stessa area di
ricerca si situa Virginia Woolf (1882-1941). I suoi romanzi,
La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927), Le onde
(1931), sono monologhi interiori espressi con una prosa di
intensa qualità lirica. Ricordiamo inoltre Dorothy
Richardson (1873-1952) e Katherine Mansfield (1888-1923),
autrice di alcuni dei più bei racconti in lingua inglese. Il
linguaggio poetico fu radicalmente innovato da Thomas
Stearns Eliot (1888-1965), americano di nascita ma inglese
di elezione, con la pubblicazione nel 1922 del poemetto La
terra desolata dedicato al connazionale Ezra Pound
(1885-1972), grande sperimentatore della scrittura in versi.
L'opera costituisce la metafora più espressiva dell'epoca
moderna, priva di spiritualità e tormentata dalla solitudine
e dall'ansia. Il composito linguaggio del poemetto unisce
l'asciutto lessico quotidiano a citazioni letterarie prese
da età più consone allo spirito del poeta. Gli autori a cui
Eliot fa maggior riferimento sono Dante, di cui ama il
simbolismo, e Donne, che apprezza per la fusione tra
sentimento e pensiero. La poesia altamente simbolica di
Eliot si fa più pacata dopo la conversione
all'anglicanesimo, come appare in Quattro quartetti,
composti dal 1936 al 1942. Durante il periodo tra le due
guerre, segnato dalla crisi economica del 1929, poeti e
prosatori sono accomunati dalla militanza nelle
organizzazioni di sinistra. La narrativa del periodo
annovera il contributo di scrittori quali Somerset Maugham
(1874-1965), Evelyn Waugh (1903-1966) e Graham Greene
(1904-1991). Le opere più originali sono i romanzi
fantascientifici di Aldous Huxley (1894-1963), tra cui Il
mondo nuovo (1932), e di George Orwell (1903-1950), La
fattoria degli animali (1945) e 1984 (1948), cupe
prefigurazioni di un incombente futuro in cui la creatività
e la libertà sono negate. La scena poetica è animata dal
cosiddetto Movimento di Oxford che include Wystan Hugh Auden
(1907-1973), Steven Spender (1909-1995), Cecil Day Lewis
(1904-1972) e Louis McNeice (1907-1963). Marx e Freud, le
tecniche simboliste di Eliot e Yeats, i ritmi della musica
jazz, il lessico colloquiale e le immagini prese dal mondo
industriale stanno alla base della loro poesia. Allo stesso
periodo risalgono le opere del gallese Dylan Thomas
(1914-1953), di grande originalità e potenza visionaria, in
cui si avverte l'eco della tradizione celtica. La seconda
metà del XX secolo è un periodo di crisi per la Gran
Bretagna che, già provata dalla Seconda guerra mondiale,
vede ora il crollo del suo impero coloniale. Negli anni
Cinquanta il teatro riprende vigore e rinnova le sue forme
espressive. Questo processo inizia nel 1956 con la commedia
di John Osborne (1929-1994) Ricorda con rabbia, il cui
protagonista, un giovanotto dal linguaggio irriverente in
rivolta contro le istituzioni sociali, divenne
rappresentativo della generazione del secondo dopoguerra. I
drammaturghi che, con modalità diverse, si ispirarono a
questo filone furono definiti giovani arrabbiati; tra di
loro ricordiamo John Arden (1930) e Arnold Wesker (1937).
Un'espressione teatrale, nata a Parigi, di fondamentale
importanza a livello europeo, fu il cosiddetto teatro
dell'assurdo i cui due maggiori rappresentanti di lingua
inglese furono l'irlandese Samuel Beckett (1906-1989) e
Harold Pinter (1930). Questi drammaturghi intesero
rappresentare l'assurdità e la disarmonia della condizione
umana dopo gli orrori della guerra mondiale e la minaccia
atomica attraverso l'uso di un linguaggio stridente, di
dialoghi illogici, di situazioni paradossali, di personaggi
anticonvenzionali che si caricano di valenza simbolica.
L'opera più rappresentativa fu Aspettando Godot (1954) di
Beckett, originariamente scritta in francese. Negli anni più
recenti assistiamo a una grande fioritura di talenti
teatrali che scrivono anche per la radio, la televisione e
il cinema. Due autori che hanno operato in tutti questi
ambiti sono Tom Stoppard (1937) e Robert Bolt (1924-1995).
Nel secondo dopoguerra poeti come Philip Larkin (1922-1985)
e Kingsley Amis (1922-1995), uniti in un gruppo chiamato The
Movement, si dichiararono a favore di una poesia più
concreta e di comprensione più immediata rispetto ai modelli
dello sperimentalismo modernista. Negli anni Cinquanta e
Sessanta le figure poetiche di maggior spicco furono Ted
Hughes (1930) e sua moglie, l'americana Sylvia Plath
(1932-1963). Il primo tratta il tema del violento rapporto
tra l'uomo e la natura con interessanti innovazioni
stilistiche tendenti a creare la sensazione dell'energia e
della tensione. La seconda esprime in chiave femminista le
dolorose tematiche della pazzia e del suicidio per le quali
sa scegliere le metafore e le cadenze metriche pi
espressive. Negli anni successivi la poesia più interessante
giunge non più da Londra ma dalle grandi città industriali
inglesi e soprattutto da Belfast. I poeti più
rappresentativi sono Tom Silkin (1930) per Newcastle, Roy
Fisher (1930) per Birmingham, Adrian Henri (1936) per
Liverpool, e Seamus Heaney (1939) per Belfast. Il romanzo
del secondo dopoguerra, come la poesia, respinge la
complessità espressiva del primo Novecento e ritorna al
realismo. Scrittori come il già citato Kingsley Amis e Alan
Sillitoe (1928), si ricollegano agli arrabbiati della scena
teatrale: anche i loro protagonisti sono giovani che vivono
in provincia, provengono dalla classe media e proletaria e
sono in rivolta contro l'apparato sociale. Il filone
dell'utopia negativa continua a creare capolavori come Il
signore delle mosche (1954) di William Golding (1911-1993) e
Arancia meccanica (1962) di Anthony Burgess (1917-1993).
Parecchie sono le scrittrici che animano la scena letteraria
della seconda metà del Novecento: Doris Lessing (1919), Iris
Murdoch (1919-1999), Muriel Spark (1918), Margaret Drabble
(1939), Angela Carter (1940-1992), Antonia Byatt (1936), per
citare le più famose. Muriel Spark, nata a Edimburgo nel
1918, residente da molti anni in Italia, comincia la propria
carriera letteraria nel 1950, quando vince un premio per il
miglior racconto pubblicato sull'Observer. La scelta di temi
originali e talvolta grotteschi è la caratteristica più
saliente delle prime opere, quali Memento mori (edizione
originale 1959; traduzione italiana 1993) e La ballata di
Peckham Rye (edizione originale1960; traduzione italiana
1996), nelle quali è già evidente l'inclinazione a guardare
con sarcasmo il lato grottesco e mostruoso della realtà. Nel
romanzo più famoso di Muriel Spark, dal titolo Gli anni in
fiore della signorina Brodie (edizione originale 1961), la
singolare personalità della scrittrice emerge nel modo più
netto: percorsa da una religiosità affatto priva di
indulgenza, l'opera è il frutto di uno sguardo implacabile
che s'appunta su figure ed eventi nei quali affiora il Male,
presenza necessaria e beffarda della vita umana. Con
indiscusso talento, la scrittrice racconta la miseria e la
debolezza umane senza offrir loro alcuna possibilità di
redenzione. Figura originale del panorama letterario
britannico è Antonia S. Byatt, pseudonimo di A. Drabble
(sorella di Margaret Drabble), nata a Sheffield nel 1936.
Giunta tardi alla narrativa, dopo un lungo periodo dedicato
alla carriera accademica, Byatt esordisce nel 1978 con La
vergine nel giardino, raffinato e ambizioso romanzo di
ambientazione storica, ma il vero riconoscimento giunge con
Possessione. Una storia romantica (edizione originale 1990,
traduzione italiana 1992), nel quale Byatt, mediante l'uso
di una lingua raffinata e colta, racconta due storie d'amore
che si svolgono parallelamente, e talvolta s'intrecciano,
tessendo con rara bravura una trama in cui il romanticismo
di sapore ottocentesco si coniuga con i migliori ingredienti
di un racconto di suspense, occultando il finale fino
all'ultima pagina. II capolavoro di Byatt è La torre di
Babele (edizione originale 1996; traduzione italiana 1997),
ambientato negli anni Sessanta, nel quale la storia della
protagonista, alla faticosa ricerca della propria strada
dopo la fuga da un matrimonio perbene, si intreccia con
quella di un'utopia e del suo fallimento, scritta da un
giovane artista vagabondo ed emarginato.
A partire dagli anni Sessanta anche negli scrittori inglesi
è evidente la tendenza, definita postmodernista e comune ad
artisti di varie nazionalità, al rinnovamento e alla
reinterpretazione delle strutture narrative del romanzo,
accogliendo le suggestioni delle tecnologie comunicative
(quali la televisione, il computer) e di altre arti (come il
cinema). John Fowles (1926), autore di La donna del tenente
francese (1963), dà un impianto realista al suo libro, ma
nel contempo mette ironicamente in parodia le convenzioni
del naturalismo vittoriano, epoca in cui il romanzo è
ambientato. Bruce Chatwin (1940-1989), giornalista e
studioso di archeologia, raccontò i suoi viaggi in giro per
il mondo in opere di difficile classificazione tra il
romanzo e il resoconto, l'autobiografia e il racconto
storico scardinando i confini della tradizionale letteratura
di viaggio. Suoi In Patagonia (1977) e Le vie dei canti
(1987). Ian McEwan (1948) e Martin Amis (1949), due
scrittori di particolare rilievo degli ultimi anni del
secolo, abbandonano le convenzioni del realismo per una
modalità più immaginativa, quasi grottesca. Molto amato dal
pubblico e molto corteggiato dal cinema, lan McEwan, nato ad
Aldershott nel 1948, si è imposto sulla scena letteraria sin
dagli anni Ottanta, ma ha mantenuto le attese di pubblico e
critica anche nel decennio successivo. Con Lettera a Berlino
(1990) Io scrittore rielabora un canovaccio da tradizionale
spy story (siamo nella Berlino del 1955, ai tempi della
guerra fredda) sino a trarne un crescendo dal tragico
epilogo; dal romanzo è stato tratto il film The Innocent,
diretto nel 1993 da J. Schlesinger, protagonista Anthony
Hopkins. II cinema si impossessa di altri due romanzi di
McEwan: da Cortesie per gli ospiti (edizione originale 1981)
viene tratto l'omonimo film (regia di Paul Schrader,
protagonista Rupert Everett) e il celebratissimo romanzo Il
giardino di cemento (edizione originale 1978), tragico
ritratto domestico in cui le dinamiche familiari generano
oscure complicità e relazioni di esasperato sadismo, diviene
un film nel 1992 (regia di Andrew Birkin). Negli anni
Novanta in Italia escono di McEwan: Bambini nel tempo
(edizione originale 1987, traduzione italiana 1992),
L'inventore di sogni (edizione originale e traduzione
italiana 1994), che narra le immaginarie e fantastiche
avventure di un bambino, il piccolo Peter Fortune,
inguaribile sognatore, Cani neri (1993) e L'amore fatale
(edizione originale e traduzione italiana 1997), un thriller
in cui la fede ottimistica nella scienza, le nevrosi
contemporanee e la spiritualità new age si mescolano come
nella confusa vita reale. Nel 1998 ha vinto il Booker Prize
per il romanzo breve Amsterdam, che affronta il delicato
tema della violazione della privacy di un politico da parte
dei media. Osannato dalla critica e amato dal pubblico è
anche Martin Amis (nato a Oxford nel 1949), figlio di
Kingsley Amis. Nel suo romanzo d'esordio, Le carte di
Rachele (edizione originale 1972), Amis non ha ancora messo
a punto la vena satirica e feroce che caratterizzerà le
opere successive, come Denaro (edizione originale 1984) e
Territori Iondinesi (edizione originale 1989; traduzione
italiana 1991), desolante ritratto di Londra ambientato in
un vicino futuro atomico; con La freccia del tempo o la
natura dell'offeso (edizione originale 1991; traduzione
italiana 1993), che ha per tema i crimini commessi dal
regime nazista, Amis esplora la natura del tempo e quella
del male. L'informazione (edizione originale 1995;
traduzione italiana 1996), ritratto impietoso e carico di
veleno del mondo dell'editoria, descrive le disavventure di
due scrittori alle prese con il successo, l'invidia
reciproca e le falsità della società letteraria, e ha
consacrato Amis come autore di fama internazionale.
Pressochò coetaneo di Amis, anche se meno famoso, è un altro
scrittore inglese, Julian Barnes, nato a Leicester nel 1946.
Fra le opere di Barnes ricordiamo Il pappagallo di Flaubert
(edizione originale 1984; traduzione italiana 1987), nel
quale mescola in modo originale ricostruzione biografica e
fantasticheria, con piglio ironico e arguto, Parliamone
(edizione originale 1991; traduzione italiana 1992) e Il
porcospino (edizione originale 1992; traduzione italiana
1993), giocati sul registro della comicità popolare,
Oltremanica (traduzione italiana 1997), libro i cui
personaggi abitano un paese strano che sta a mezza strada
fra Londra e Parigi e un tempo altrettanto bizzarro che va
dal 1789 all'anno 2015. Giocatori di cricket, operai
britannici e lesbiche inglesi sono protagonisti di storie
che Barnes racconta senza curarsi, apparentemente, degli
scherzi della dimensione temporale. Con Follia (1950) e i
romanzi successivi, Patrick McGrath (1950) si è dimostrato
dotato di una straordinaria capacità di indagare nella
profondità della personalità umana. Dopo il successo de Il
paese dell'acqua (1983), Graham Swift (1949) ha confermato
le sue qualità di narratore e la sua capacità di stare in
equilibrio tra l'umorismo e la tragedia dell'esistenza in
Ultimo giro (1996; vincitore del Booker Prize) e La luce del
giorno (2003).
Giovane autore premiato da una calda accoglienza di pubblico
è Jonathan Coe, nato a Birmingham nel 1961. Coe, che oggi
vive a Londra, si è segnalato per due divertenti biografie
di Humphrey Bogart e James Stewart e ha esordito con due
romanzi: Donna per caso (Accidental Woman, 1985) e L'amore
non guasta (A Touch of Love, 1989), E' tuttavia, con una
grande saga familiare, La famiglia Winshaw (edizione
originale 1994, traduzione italiana 1995), che s'impone
all'attenzione internazionale (in Francia il romanzo
conquista nel 1995 il premio per il miglior libro
straniero). Nel libro, Coe dipinge un tragicomico ritratto
della societè inglese degli anni Ottanta, dando prova di
particolare maestria nel passare con disinvoltura da un
registro all'altro. Anche nel romanzo successivo, La casa
del sonno (edizione originale e traduzione italiana 1998),
la scrittura divertente sfuma con naturalezza nei toni della
commozione più pura e la satira e la farsa lasciano
gradualmente spazio allo stile da sonetto shakespeariano.
Con La banda dei brocchi (The Rotters' Club) Coe torna a
raccontare la società britannica, andando indietro nel
tempo, nella Birmingham degli anni Settanta, e in Circolo
chiuso (The closed circle, 2005) riprende i protagonisti
della "banda", ormai adulti negli anni Novanta, completando
cos la trilogia iniziata con La famiglia Winshaw. Ritratti
drammaticamente divertenti e ironicamente veritieri sono
quelli che dà Nick Hornby (1957) della generazione dei
trentenni, in romanzi diventati piccoli "cult" quali Alta
fedeltà (1995) e Un ragazzo (1998).
Fenomeno letterario a sè nel panorama inglese contemporaneo
è quello legato alla chemical geneation, alla nuova
generazione di "ragazzi terribili" di cui Irwine Welsh è
l'esponente più noto. Scozzese ex punk, ex agente
immobiliare, ex intellettuale marginale, Welsh fonda a
Edimburgo nel 1992, insieme a Duncan Mc Lean, Barry Graham e
Alison Kermack, la rivista "Rebel Inc.", con lo slogan,
tratto da Max Ernst "un occhio aperto per guardarsi intorno
e uno chiuso per guardarsi dentro". Il rigetto del grigio e
conformista ventennio tatcheriano, la rabbia, l'inquietudine
e gli orizzonti incerti di una generazione di giovani senza
futuro cercano così di coagularsi in un nuovo genere
letterario. Il successo europeo del film Trainspotting,
tratto dall'omonimo romanzo di Welsh (edizione originale
1993, traduzione italiana 1996) e diretto dal regista Danny
Boyle, impone all'attenzione internazionale una generazione
di emarginati e di ribelli politically incorrect, che
mescolano rave party e droghe sintetiche, sesso, musica,
violenza e disoccupazione in scenari urbani degradati e
allucinati. Acido lisergico, ecstasy, cocaina, eroina
dominano nelle acid stories della chemical generation che si
snodano lungo il decennio dell'acid house seguendo il
graduale affermarsi ufficiale della sottocultura
underground. Acid Stories sono quelle raccontate da Welsh in
Ecstasy (traduzione italiana 1997), che ha per sottotitolo
Tre racconti chimici, Acid House (1995; traduzione italiana
1999) e Colla (Glue, 2001; traduzione italiana 2002).
Molti dei più interessanti scrittori in lingua inglese del
momento vivono in Gran Bretagna ma provengono da altri
paesi, in particolare aree postcoloniali; tra loro
ricordiamo il nigeriano Ben Okri (1959), il giapponese Kazuo
Ishiguro (1954) e l'indiano Salman Rushdie (1947). Questi
scrittori, che uniscono alla tradizione occidentale gli
apporti di culture diverse, rendono particolarmente
interessante il panorama della narrativa inglese
contemporanea. Un caso interessante è anche quello di
giovani scrittori nati in Gran Bretagna ma da genitori
immigrati, specie dalle ex colonie: le loro opere
rispecchiano spesso le problematiche di giovani generazioni
alle prese con la propria identità, combattute tra
l'appartenenza al paese di cui si sentono parte e di cui
hanno la nazionalità effettiva e il difficile rapporto con
le tradizioni tramandate dai genitori, più legati al paese
d'origine. Ricordiamo Hanif Kureishi, scrittore e cineasta
anglo-pakistano, nato a Londra nel 1954. Considerato uno dei
migliori artisti della giovane letteratura inglese, il suo
romanzo d'esordio è stato Il Buddha delle periferie (The
Buddha of Suburbia, 1990) che, ambientato negli anni
Settanta, narra la storia di un giovane pakistano in cerca
di fortuna. Nella sua narrativa emerge un'analisi accurata
degli ambienti, che mette in rilievo i contrasti culturali
del mondo moderno. E' anche sceneggiatore di film del cinema
indipendente (My beautiful Laundrette, 1985; Sammy e Rosie
vanno a letto, 1987 - entrambi diretti da Stephen Frears).
Varie opere di Kureishi sono state portate sul grande
schermo, come il racconto Mio figlio il fanatico (dalla
raccolta Love in a blue time, 1996) e Nel'intimità
(Intimacy, 1998). Tra le giovani promesse del nuovo
millennio vale la pena menzionare l'anglo-giamaicana Zadie
Smith (1976), che nel 2001 è stata considerata un caso
editoriale con il suo romanzo desordio Denti bianchi (White
teeth), in cui racconta in forma a volte comica e a volte
grottesca leterno scontro culturale e generazionale,
fondendo insieme i mille ambienti e atmosfere di una Londra
multietnica, con un linguaggio fresco e "scoppiettante".
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