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Profili
delle letterature
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LETTERATURA INGLESE
Ben
Jonson
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L'alchimista - Volpone
L'alchimista (The alchemist)
Opera del drammaturgo inglese Ben
Jonson (1572-1637).
Commedia satirica composta e recitata nel 1610, anno in cui
a Londra infuriava la peste che è al centro del dramma: dato
che i testi del teatro elisabettiano erano scritti per la
scena piuttosto che per la pubblicazione, l'epoca della
composizione e della rappresentazione in genere coincidono,
mentre quella della pubblicazione è spesso posteriore e
comunque non significativa agli effetti della storia del
teatro inglese, in cui influssi, contrasti, guerre
addirittura, si verificavano in un diretto rapporto da
palcoscenico a palcoscenico. L'Alchimista rappresenta il
momento più felice della satira di Ben Jonson, in un
perfetto equilibrio tra realismo e aderenza alle classiche
regole aristoteliche. Ben Jonson era infatti uomo di
raffinata cultura classica, che non aveva mancato di far
notare al contemporaneo e amico Shakespeare le incongruenze
dei suoi drammi di ambiente classico, nonchè l'assenza in
tutti i suoi drammi delle tre unità di tempo, luogo e
azione; nelle commedie tuttavia, a differenza che nelle
tragedie, egli non appare sopraffatto dalla cultura classica
e dalla preoccupazione di imitare correttamente i
drammaturghi classici (Seneca è soprattutto il modello di
quest'epoca), ma subisce anche fortemente l'influsso di quel
teatro elisabettiano che, all'apparire di Jonson sulla
scena, aveva già dato numerose brillanti produzioni. E'
soprattutto dall'insistenza sul realismo dei personaggi
popolari, dei concreti abitanti della Londra contemporanea,
nell'imitazione del loro linguaggio in tutti i particolari
che il teatro elisabettiano trae i suoi più riusciti effetti
comici: Jonson appunto non si discosta da questo metodo,
ottenendo nell'Alchimista effetti particolarmente brillanti.
La trama
La commedia è ambientata nel quartiere di Blackfriars, dove
il poeta abitava e di cui conosceva alla perfezione
personaggi e abitudini. La durata dell'azione corrisponde
esattamente alla durata del dramma e tutto si svolge o nella
casa del protagonista Lovewit, o sulla porta della stessa.
La trama, costruita secondo un perfetto equilibrio tra gli
episodi, vede Lovewit abbandonare Londra allo scoppio della
peste lasciando come custode della casa il proprio servo
Face, che ne approfitta per portarvi Subtle ("astuto": i
personaggi sono spesso dei tipi e hanno quindi nomi
programmatici) e la sua compagna Dol Common. Subtle è
appunto l'alchimista, o colui che pretende di essere in
grado di dare la pietra filosofale alle varie vittime che
vengono attirate nella casa: dei dodici personaggi della
commedia, sette sono infatti le vittime ingannate, in cui
Jonson ha colto i tipi più curiosi del suo vicinato. Abbiamo
dunque Sir Epicuro Mammone, il cavaliere amante dei piaceri;
due predicatori puritani, Tribulation Wholesome ("salubre
tormento") e Anania; Kastril, un ricco giovanotto appena
arrivato dalla campagna in cerca di un buon partito per la
sorella Dame Pliant ("madama cedevole"); un giovane uomo di
legge, e infine un mercante di articoli di lusso (il
nuovissimo tabacco, ad esempio). Anche Surly ("villano")
dovrebbe cadere nell'inganno, ma egli è un giocatore e se ne
accorge; cerca di smascherare la frode presentandosi nelle
vesti di uno spagnolo. La soluzione della complicata trama
si rivela una gara tra Subtle e Face, ciascuno dei quali
cerca di portare a compimento il proprio disegno e di
frustrare quello dell'antico compare, ora divenuto rivale.
Face avrà la meglio e, tornato Lovewit, si rappacificherà
col padrone, sposando Dame Pliant. Subtle e Dol Common si
danno alla fuga.
Volpone
Commedia del poeta e drammaturgo
inglese Ben Jonson (1572-1637), rappresentata nel 1606 e
pubblicata l'anno seguente.
E' il primo dei grandi capolavori di Jonson, nei quali
giunse a piena maturazione la sua visione dell'arte,
modellata secondo i criteri classici della chiarezza,
dell'ordine e della simmetria. In questo ricollegarsi agli
ideali estetici dell'antichità classica, nei quali infuse la
propria inclinazione personale alla satira violenta ma ricca
di umorismo, l'autore si pose come tipico artista
rinascimentale europeo, in opposizione agli scrittori
inglesi della sua epoca, che tendevano al barocco, al
metafisico, o al ritratto libero e violento delle passioni
umane. Jonson è attratto invece dalla casistica psicologica,
fondata dalla cultura classica, per cui ogni persona risulta
determinata da un particolare "umore" che ne condiziona ogni
atto. Questa attitudine si era già palesata nelle sue opere
precedenti, sia commedie sia drammi storici, ma è solo ora
che si dispiega liberamente, a contatto di una più felice
ricchezza inventiva e di una superiore capacità di
orchestrare i conflitti umani che possono originarsi da tale
impostazione. Ciò che appare evidente in Volpone non è un
quadro dei vizi della società contemporanea, in quanto le
figure dei cacciatori di eredità sono desunte dalla
letteratura classica, in particolare da Luciano e da
Petronio, ma la libera orchestrazione di un gioco inventivo
in cui gli eterni motivi dell'anima umana sono contemplati s
con sarcasmo corrosivo, ma soprattutto con interno godimento
dello spettacolo fantasioso e variegato che essi offrono.
Volpone e Mosca, così come gli altri personaggi, non sono
figure che propongono al lettore problematiche morali, ma
effervescenti creazioni dell'intelletto attraverso le quali
si dipana una trama formale di situazioni che affermano il
paradossale e il farsesco dell'esistenza. Non c'è
indignazione verso i loro misfatti, come non c'è sollievo
per la loro punizione: non sono creature in carne e ossa, ma
incarnazioni di alcuni degli aspetti possibili del
multiforme spettacolo umano.
La trama
Questa è la trama dell'opera: Volpone, ricco veneziano senza
figli, finge di essere in punto di morte, al fine di
ottenere doni e favori dallo stuolo di aspiranti eredi che
lo circonda. Mosca, suo aiutante e parassita, fa credere a
ognuno di costoro di essere l'erede designato, e in tal modo
ottiene da loro ricchi regali. Lo stolto Corvino concede
addirittura a Volpone la giovane moglie, di cui è pure
terribilmente geloso. Ma Volpone alla fine varca il segno.
Per godersi la sconfitta di quelli che stanno attendendo la
sua morte, fa testamento a favore di Mosca e si finge morto.
Ma Mosca approfitta della situazione per ricattarlo, e
Voltore, l'avvocato che ha aiutato Volpone a ottenere la
moglie di Corvino, trovandosi defraudato della promessa
ricompensa, rivela ogni cosa al senato. Volpone, per non
cedere al ricatto di Mosca, confessa, ed entrambi finiscono
in prigione. Le due ridicole figure di sir Politick Would-Be
e di sua moglie, in cui Jonson satireggia la credulità
inglese, non sono connesse strettamente alla trama.
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