|
|
|
|
www.parodos.it |
Profili
delle letterature
-------------------------
| |
| |
|
 |
 |
 |
 |
LETTERATURA NORVEGESE
La lingua norvegese appartiene al gruppo scandinavo delle
lingue germaniche della famiglia indoeuropea, ed è parlata
da oltre tre milioni e mezzo di persone, compresi i
Norvegesi emigrati negli Stati Uniti e in Canada.
I più
antichi documenti scritti trovati in Norvegia, iscrizioni
runiche, comprese tra il IX e il XII secolo, non possono
essere considerati letterari. Al XII secolo risalgono le più
antiche documentazioni scritte in antico norvegese o norreno:
ma la gente di Norvegia in questo periodo si trasferì in
Islanda, ed è impossibile stabilire differenze tra una
letteratura islandese e una
letteratura norvegese.
Certamente i più antichi scaldi
islandesi furono norvegesi, e vissero in Islanda come in
Norvegia (così Snorri Sturluson). La grande mitologia
dell'Edda è islandese e anche norvegese. La grande
emigrazione dei Norvegesi (Vichinghi, ma Vichinghi erano
anche Svedesi ecc.) si sviluppò tra il 750 e il 1000 d.C.
I Norvegesi fondarono colonie e regni nelle Far Oer, in
Inghilterra, Scozia, Francia, Russia. Il cristianesimo si
diffuse in Norvegia dopo il 1000. La lingua islandese poi si
sviluppò per conto suo, mentre il norvegese ebbe altri
sviluppi.
Nel XIV secolo, con l'Unione di Kalmar, Norvegia e
Danimarca furono unite in un'unica monarchia, durata fino al
1814. In realtà la Norvegia fu più o meno una colonia danese,
il danese fu proclamato lingua nazionale della monarchia. La
prima tipografia sorse solo nel XVII secolo: questi fatti
politici nocquero allo sviluppo di una letteratura norvegese
indipendente. Solo nel folklore si potevano notare tratti
distintivi norvegesi.
Alcuni scrittori norvegesi scrissero
in danese, come Ludwig Holberg (1684-1754).
Un notevole
sviluppo ebbe la letteratura norvegese nel XVIII secolo,
grazie anche alla ripresa di un'identità patriottica, e alla
fondazione, nel 1772, a Copenhagen, della "Società norvegese".
Ma fu col romanticismo, all'inizio dell'Ottocento, che la
letteratura norvegese si risvegliò veramente, e rivendicò la
propria autonomia. Ebbero molta importanza nello sviluppo
del "romanticismo nazionale" H.Werregor (1792-1842), autore
di drammi tratti dalla vita contadina e di poesie
patriottiche (I figli di Norvegia, 1820), e M. K. Hansen,
che scrisse i primi romanzi storici norvegesi.
Contro
l'ideologia e l'estetica dei romantici scrissero invece
validi autori come P. Botten Hansen (1824-1869), ma
specialmente Henrik Ibsen (1828-1906), grande drammaturgo e
romanziere, la gloria della letteratura norvegese. Ibsen
cominciò come romantico, poi la sua arte si sviluppò in
senso storico, psicologico e realistico, fino a trattare
tutti gli aspetti della vita e dell'anima dell'uomo. Del
1866 è Brand, un dialogo in versi contro l'eccessivo
rigorismo morale. La "ricerca dell'assoluto", che fu sempre
la mira di Ibsen, continuò coni drammi di fama mondiale,
come Peer Gynt (1867), ispirato a una fiaba popolare
norvegese, Casa di bambola (1879), la cui protagonista è
l'indimenticabile Nora, Gli spettri (1881), L'anitra
selvatica (1884), che è forse il dramma più complesso, più
ricco di simboli, Casa Romer (1886) Hedda Gabler (1890), la
superdonna ridicola, Il costruttore Sollness (1892), così
carico di simboli, Quando noi morti ci destiamo (1899).
Un altro grande drammaturgo fu Bjòstjerne Bjòrnson (1832-1910),
che, dopo Ibsen, diresse il Teatro Nazionale di Bergen e poi
il teatro di Cristiania (Oslo). Anch'egli, come Ibsen, fu
premio Nobel. Tre le sue opere vanno ricordate Al di là
delle forze umane (la seconda parte è del 1895), Quando
fiorisce il vino nuovo (1909); scrisse anche racconti, come
La figlia del pescatore (1868), nonché poemi e ballate.
Va
ricordato il grande critico e storico della letteratura
Georg Morris Brandes (1842-1927), benché danese (nacque e
morì a Copenhagen), il quale promosse e patrocinò con grande
impeto e intelligenza proprio la letteratura autonoma
norvegese.
La Norvegia conobbe in questi anni un intenso
dibattito sulla lingua, in cui si contrapponevano una lingua
"popolare", più norvegese, a una
"lingua colta", intrisa di elementi danesi. Poi si arrivò a
una forma di compromesso fra le due lingue: la lingua
popolare, più distinta dal danese, si chiamò riksmàl: essa
fu usata da Ibsen e dai classici della letteratura norvegese.
Oggi danese e norvegese sono abbastanza distinti.
Durante
gli anni dell'occupazione nazista della Norvegia tutti o
quasi tutti gli scrittori entrarono e combatterono nella
resistenza, a eccezione di Knut Hamsun (1859-1952), che
divenne famoso con il racconto autobiografico Fame, del
1890. Fu contro il realismo, per una letteratura
dell'inconscio, del sogno, del mistero. Altri suoi romanzi
sono Pan (1894), esaltazione romantica della natura del nord,
Il risveglio della terra (1917), che gli procurò il premio
Nobel, e la trilogia Vagabondi (1927), Augusto (1930), Ma la
vita continua (1933). Durante l'occupazione tedesca si
schierò con i nazisti, forse anche per suggestione delle sue
idee nietzschiane, per cui suscitò la riprovazione di tutti
i Norvegesi.
Fra gli scrittori delle generazioni successive
bisogna ricordare Sigurd Hoel (1890-1940), che trattò con
perizia molti temi, Olav Duun (1876-1939), contadino e
scrittore (esaltò nei suoi romanzi l'antica civiltà
contadina norvegese), Sigrid Undset (1882-1949), le cui
opere sono note anche da noi: per la morte prematura del
padre dovette interrompere gli studi e anche rinunciare al
suo sogno di dedicarsi alla pittura. Pur lavorando in un
ufficio, dedicò il suo tempo libero all'attività letteraria
e, per i suoi meriti, divenne ben presto assai nota: La
signora Martha Oulie (1907), Amore e sangue (1908 e poi 1933), Racconti di re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda, Le
vergini sagge (1918), Il roveto ardente (1930) : si rifugiò
in Svezia durante la resistenza, ma suo figlio morì
combattendo contro i Tedeschi. Si trasferì in America, dove
continuò a scrivere. La Undset scrisse anche molti saggi.
Arnulf Overland (1889-1968) è stato il maggiore poeta
norvegese del nostro secolo. Fu anche prosatore e
drammaturgo. Fu contro l'estetismo e il decadentismo. Anche
Henrik Grieg (1902-1943), autore del dramma sociale La
nostra gloria e la nostra potenza, mori combattendo contro i
Tedeschi.
La guerra e l'occupazione insegnarono ai Norvegesi
a essere contro ogni forma di fanatismo, per la tolleranza,
e gli scrittori trattarono con profondità e rispetto i temi
della vita e della morte. Kàre Holt (1917) fu un seguace dell'esistenzialismo. Un grande
sperimentatore e un valente poeta fu Claes Daniel Gill
(1910-1973). La letteratura norvegese contemporanea presenta
una grande diversità di forme, di esperimenti, e anche nomi
assai validi.
|
|
 |
 |
 |
 |
|