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LETTERATURA OSSETA

L'osseto è lingua ufficiale della Repubblica dell'Ossezia settentrionale (o Alania, che fa parte della Federazione Russa) e della Provincia autonoma dell'Ossezia meridionale (che fa parte della Repubblica di Georgia). La lingua osseta è una lingua iranica della famiglia indoeuropea: per la lunga permanenza nel Caucaso, ha assunto molti caratteri e parte del lessico dalle lingue caucasiche. Pertanto è considerata una lingua iranica con substrato caucasico. Gli Osseti sono considerati discendenti degli antichi Sciti, come gli Alani. I parlanti osseto sono oltre mezzo milione.

La letteratura osseta ha naturalmente un ricco patrimonio di folklore (canti popolari, canti rituali, canti epici, proverbi ecc.), ma la parte più importante della sua letteratura antica è costituita dall'epos detto dei narti (eroi). Questo è comune anche ad altri popoli del Caucaso (Adyghé o Circassi, Cabardini ecc.), tuttavia ha trovato maggiore sviluppo presso gli Osseti ed è anche stato meglio studiato. Questi antichi eroi, personaggi di molte leggende, avevano un personaggio centrale, che era un'eroina, di nome Satàna: è l'unico caso nella letteratura universale di una guerriera. Forse è un retaggio di una più antica epoca matriarcale. Sull'origine dell'epica dei narri le discussioni sono molte, e le idee sono diverse e contrastanti. Certo sorsero in epoca tribale e forse matriarcale. Esiste una specie di "democrazia" di guerra e tribale, come è rappresentata nell'epos.

Nei canti più antichi sono frequenti le narrazioni di lotte eroiche contro mostri e titani (forse personificazione delle forze ostili della natura). I narti per combattere questi mostri (spesso semidei), non potendo competere con la forza mostruosa dei loro avversari, ricorrevano all'astuzia e anche alla magia. Si hanno comunque anche canti in cui l'eroe è dotato di forza sovrumana.

Esistono composizioni in prosa e composizioni in versi (queste ultime secondo lo stile osseto, dette, dai cantori popolari, in forma di recitativo, e spesso accompagnate da musica). Queste composizioni cominciarono a essere trascritte già verso la metà del XIX secolo.

II primo libro stampato in osseto, con un alfabeto basato sul cirillico antico-slavo, è del 1798, in seguito fu elaborato un alfabeto derivato da quello cirillico russo, e fu condotto anche un tentativo (Ja. G. Jagiulzidze, 1770-1830) sulla base dell'alfabeto georgiano, traduttore di libri ecclesiastici, e anche autore di opere originali in lingua georgiana.

Il fondatore della letteratura osseta vera e propria è considerato K. L. Khetagurov (1859-1906), poeta, che pubblicò, fra l'altro, la raccolta Lira osseta (1899). Un altro poeta degno di nota fu A. Kubalov (1871-1944). Uno dei primi prosatori fu A. Kotzoev (1872-1944). I versi di Tzomak Gadiev (1883-1931) esprimono sentimenti intensi, rivoluzionari. Negli anni Trenta si scrivono e si pubblicano opere di carattere epico, tutte, naturalmente, allineate con l'ideologia ufficiale sovietica. Scrittori e prosatori, però, impararono a esprimere in modo più profondo la vita e i sentimenti della gente. Ricordiamo ancora Gadiev (L'onore degli antenati, 1931), mentre Misost Bimbolatovic Kamberdiev (1909-1931) pubblicò poesie e poemi che ebbero un certo successo.

Il maggiore poeta osseto del Novecento pubblicò con lo pseudonimo di Niger. Si chiamava Ivan Vasil'evic Dzanaev (1896-1947); fu anche un notevole studioso di letteratura. Inventò nuove forme, e nuovi sistemi metrici e strofici. Si ispirò spesso alle tradizioni popolari ossete, come nel poema II figlio di Uakhatag, il valoroso Huyman (1935).

Naturalmente poeti e prosatori osseti espressero anche i temi della guerra: il Caucaso fu invaso dai Tedeschi, e le sofferenze della gente furono aspre. Fra i poeti di guerra ricordiamo in particolare Boris Timofeevic Botziev (1901-1944), autore di II partigiano Bibo e II valoroso e prode Khadzi myrza (1942). Del periodo successivo alla fine della guerra ricordiamo la scrittrice Ezetkhan Alimarzaevna Uruymagova (1905-1955), che pubblicò una trilogia epica di romanzi, con il titolo Incontro alla vita (1948).
 

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