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LETTERATURA FRANCESE
Il Romanzo della rosa (Le roman de la rose)


Opera dei poeti francesi Guillaume de Lorris e Jean de Meung (sec. XIII)

Questo poema allegorico è costituito da due parti distinte: la prima, di 4058 ottonari, scritta da Guillaume de Lorris tra il 1225 e il 1240, è di ispirazione cortese e trovadorica; la seconda, di 17.722 ottonari, è di ispirazione filosofica ed erudita. Il Roman di Lorris, che altro non vuol essere se non un'"arte di amare", si ispira ad analoghe opere di argo-mento galante sia latine (esempio: Ovidio) sia francesi. Guillaume narra di un sogno che ha avuto all'età di 20 anni, in una notte primaverile: mentre vaga fra prati ridenti, immagina di giungere a un giardino recintato da un alto muro su cui sono scolpite dieci figure (Odio, Fellonia, Invidia, Villania, Avidità, Avarizia, Povertà, Tristezza, Vecchiaia, Ipocrisia), che rappresentano i principali vizi umani. E' introdotto nel giardino da Dama Oziosa, simbolo della bellezza femminile, e qui incontra Diletto, Beltà, Ricchezza, Liberalità, Amore e altri personaggi con cui intreccia danze e canti. Presso la fonte di Narciso il poeta vede una Rosa magnifica (simbolo della donna amata) di cui tosto si innamora, colpito da cinque frecce di Amore: da costui apprende le regole della cortesia ("mantieni sempre gioia e diporto, chè non si cura Amore dell'uomo triste ed è Amore gentile malattia, che dà ore dolci e ore amare"). L'amante vorrebbe cogliere la Rosa, ma ne è impedito da Diniego, Vergogna e Paura, mentre Speranza, Dolci Pensieri, Dolce Sguardo, Bella Accoglienza e altri vorrebbero aiutarlo. Nonostante l'intervento di Ragione il poeta persiste e riesce infine a baciare la Rosa. Ma intervengono Malalingua e Gelosia che imprigionano Bella Accoglienza e recingono di alte mura il rosaio. L'amante resta solo con il suo dolore. Poeta genuino, ricco di fantasia, di garbo e di fascino, Guillaume "sa alleggerire la sua allegoria della vita amorosa con la freschezza dello stile, nitido e con un senso delicato della psicologia, entro un'atmosfera di grazia elegante e di idealità aristocratica" (Roncaglia). Jean de Meung riprende il poema interrotto da Guillaume: dopo le dissertazioni di Ragione e Amico, Amore, per soccorrere l'amante, organizza l'assalto alla torre dove è in prigione e Bella Accoglienza: ma i difensori hanno la meglio. Compaiono anche fra i personaggi Falso Sembiante ("che dell'anima di Jean incarna i sentimenti più vivi e intensi, i suoi sdegni e le sue proteste e i suoi giudizi acuti e mordaci"), Natura (la legge di natura è, secondo Jean, la legge suprema cui l'uomo dovrebbe attenersi) e Genio (l'intelligenza). Con l'aiuto di Venere, l'amante può infine cogliere la Rosa e il sogno ha termine. Ben diverso è l'atteggiamento con cui Jean de Meung affronta la materia: attingendo largamente ad autori antichi e moderni, essa gli fornisce lo spunto per innumerevoli citazioni, traduzioni, digressioni: sull'origine della società e del mondo, sulle classi sociali e sulla vera nobiltà, sul clero (che attacca violentemente), sulla proprietà, sull'arte, sulla filosofia, la teologia, la medicina ecc. Libero pensatore, spirito ardito e spregiudicato, razionalista e assertore della sovranità della natura, antifemminista spesso brutale e crudo, Jean de Meung non ha certamente la delicatezza e la sensibilità di Guillaume de Lorris, ma è senza dubbio poeta robusto e vigoroso: abbandona il mondo convenzionale dell'amore cortese per rivolgersi al mondo più vero e concreto della borghesia del suo tempo, con accenti satirici e molto spesso violenti. Ecco come egli fa parlare Falso Sembiante: "Io sto con gli orgogliosi e i furbi e gli intriganti che cercano gli onori mondani e trattano i grossi affari e braccano le grosse mangerie e cercano di stringere relazioni con i potenti e s'accodano a loro. E si mostrano poveri e vivono di buoni bocconi deliziosi e bevono vini preziosi; e povertà van predicando mentre pescano grandi ricchezze con ami e con reti". Famosa è una disputa del XV sec. tra avversari e sostenitori di de Meug. Il Roman de la rose ebbe successo nel periodo medievale e rinascimentale e ispirò poeti e pensatori (in Italia ricordiamo il Fiore di Ser Durante, del XIII sec.). " Il Roman de la rose fu più che un poema: fu come un'era nella storia delle lettere francesi" (Nicard), simbolo di "tutta la cultura, l'intera spiritualità e l'arte del Medioevo francese".
 

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