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LETTERATURA INGLESE

Edmund Spenser (Londra 1552 circa - ivi 1599)


Spenser è il poeta inglese che meglio di tutti incarna, all'interno della letteratura dell'epoca elisabettiana, il proposito di fondere le diverse componenti poetiche inglesi con quelle europee, e più specificamente italiane e francesi, allo scopo di elevare il linguaggio poetico inglese alla pienezza di un vero Rinascimento.

Definito il "nuovo poeta" o il "poeta dei poeti", Spenser realizza la sua potente fantasia in un componimento di grande sintesi delle molteplici suggestioni letterarie e, con la Faerie Queene, dimostra la sua grande abilità e perizia tecnica creando la cosiddetta "stanza spenseriana".

I modelli italiani e francesi

Il clima culturale dell'Inghilterra del XVI secolo è caratterizzato dalla presenza di più elementi che concorrono alla nascita di una nuova elaborazione poetica, ed Edmund Spenser (1522-1599) è il poeta capace di raccogliere le fila delle molte tradizioni poetiche per fonderle in un unicum originale e vivificante: dalla poesia dei classici greci e latini alla poesia medievale inglese del periodo d'oro, fino alla poesia rinascimentale italiana e francese. Spenser infatti attinge dai classici e dai poeti in latino del Rinascimento così come dalla poesia in lingua volgare facendo soprattutto riferimento alla poesia italiana e francese. L'inequivocabile modello per l'opera maggiore di Spenser, owero The Faerie Queene, è infatti la poesia di Ariosto e di Tasso, dai quali egli riprende anche l'uso dell'ottava che sarà alla base della forma metrica da lui elaborata e nominata "stanza spenseriana". La poesia di Spenser è famosa e apprezzata per la piacevolezza e l'armonia dei suoi versi, per la ricchezza e il fervore della fantasia e per la maestria nell'utilizzo delle consuetudini cavalleresche e delle allegorie medievali per creare awenture fiabesche, ma al contempo ricche di significati. Nei componimenti spenseriani le influenze più disparate coesistono in un tutto armonico dove il platonismo, l'aristotelismo, le teorie estetiche italiane da Petrarca a Tasso e il suo idealismo protestante traspaiono attraverso quella squisita musicalità del verso che incanta il lettore.

La vita

Edmund Spenser (Londra 1552 circa - ivi 1599), poeta inglese, studiò a Cambridge, dove si legò d'amicizia con Harvey, dedicandosi poi agli studi classici (soprattutto Platone, nell'originale e attraverso i neoplatonici fiorentini) e ai moderni (poeti italiani e francesi). Entrato (1578) al servizio del conte di Leicester (probabilmente per intercessione di Harvey), formò con Sidney, Dyer e altri un club letterario, l'Areopagus. Nel 1579 pubblicò una delle sue opere maggiori, The shepheardes calender, che dedicò a Sidney; sono dodici egloghe pastorali in cui, sotto lo pseudonimo di Colin Clout, esprime i suoi intimi sentimenti amorosi e morali, vibranti di fede protestante. Gli anni seguenti li trascorse in Irlanda, dove si era recato nel 1580 come segretario del governatore, lord Grey of Wilton. Per suggerimento di Sir William Raleigh, si recò (1589) a Londra e fu presentato alla regina, cui dedicò poi i primi tre libri della Faerie queene (pubbl. 1591); scrisse vari componimenti poetici per altri personaggi (The ruines of time, l'elegia Daphnaida); ma deluso nelle sue speranze di avanzamento, tornò (1591) in Irlanda, dopo aver raccolto nel volume dei Complaints poesie varie, satire (tra cui The teares of the Muses, The ruines of time e Mother Hubberd's tale, una satira di gusto e stile chauceriano) e il poemetto Muiopotmos.

I suoi viaggi, il suo ritorno a Londra e le sue impressioni d'Irlanda sono raccontati nel poemetto Colin Clout's come home againe, pubblicato (1595) con Astrophel, elegia in morte di Sir Philip Sidney. In una collana di sonetti, Amoretti, e nell'Epithalamion celebrò il suo corteggiamento e il suo matrimonio con Elizabeth Boyle (1594). Quindi (1596) pubblicò altri tre libri di The faerie queene con l'altra lirica nuziale Prothalamion, mentre scriveva (1598 circa) il trattato (pubblicato postumo, 1633) View of the present of Ireland, adattamento delle teorie machiavelliche alle contingenze irlandesi. Nel 1597 tornò al castello di Kilcolman nella contea di Cork, che l'anno seguente gli fu incendiato dai ribelli; si ritiene che nell'incendio andassero perduti alcuni canti di The faerie queene. Ritiratosi a Londra in miseria, vi morì l'anno dopo.

La Faerie Queene

Il capolavoro di Spenser è la Faerie Queene, un poema epico dalla trama complessa che avrebbe dovuto includere 12 libri (nel piano generale ne erano previsti addirittura 24), ciascuno dei quali dedicato a una delle dodici virtù morali personificata in un cavaliere. Nella sua componente più propriamente awenturosa e cavalleresca, l'opera risente dell'influsso di Ariosto (il cui Orlando furioso si prospetta come un grande modello) e di quello di Tasso, soprattutto per il clima morale in cui si svolgono le vicende. Si tratta di una costruzione dal progetto ampio e complesso e mantiene una forte unitarietà anche nella parte pervenutaci, della quale ci rimangono solo sei libri e frammenti del settimo (poiché Spenser non riesce a portarla a conclusione prima della morte, nel 1599). I primi tre libri vengono pubblicati nel 1590 e i restanti tre nel 1596, mentre compaiono nel loro insieme e con il frammento del settimo, intitolato Two Cantos of Mutability, solo nel 1609.

La strofa d'invenzione spenseriana conferisce all'opera un ritmo peculiare ed estremamente musicale: si tratta dell'ottava ariostesca con un alessandrino finale (verso composto da due settenari) che si presta a una grande varietà di effetti. E in concomitanza con questo nuovo metro Spenser adotta un linguaggio particolare, volutamente arcaico, ma nel quale i vocaboli vengono vivificati dal contesto eroico.

Il tema generale del poema consiste nella raffigurazione della regina Elisabetta nella regina delle fate (con il nome di Gloriana) che, tenendo corte per 12 giorni, riceve altrettanti cavalieri cui offre l'occasione di distinguersi; ciascun libro è così dedicato alla descrizione delle gesta di ciascun cavaliere che rappresenta una virtù.

Nel primo libro ad esempio sono narrate le gesta del cavaliere della Croce Rossa, modellato a rappresentare la Santità e la Chiesa anglicana sull'immagine di san Giorgio. E come quest'ultimo, infatti, egli si cimenta nella lotta contro un drago che infesta il paese di Una, simboleggiante la Verità o la vera religione. Nel secondo libro vengono narrate le awenture di Sir Guyon, simbolo della temperanza e allo stesso tempo di Ognuno insidiato da varie malattie nella salute dell'anima e del corpo. Nel decimo canto di questo libro è inserita una genealogia dei re inglesi, da Bruto a Gloriana-Elisabetta. Il terzo libro è dedicato a Britomarte, simbolo della Castità, e il quarto sviluppa il tema generale dell'amore nelle sue varie sfumature, lasciando emergere l'ingegnoso lavoro di sintesi operato da Spenser nell'unire idee platoniche con elementi della tradizione dell'amor cortese. Il quinto libro ha come protagonista Artegal, il cavaliere della Giustizia e vi compaiono in numero maggiore che altrove i riferimenti a fatti storici contemporanei al poeta, ad esempio l'esetesia, e qui il poeta si rifà a un concetto di "gentilezza" quale è stato elaborato nel Rinascimento e in particolare dal Castiglione. Il frammento contiene invece una riflessione sul rapporto fra ordine e mutevolezza, dove la discussione fra Mutevolezza e Natura approda alle riflessioni del poeta su questi temi, delle quali ci giungono solo pochi versi.

Le qualità dell'opera non si rivelano solo attraverso la creazione dei numerosi personaggi o delle incessanti awenture, ma soprattutto attraverso l'alto valore delle parti descrittive, dalle grandi parate allegoriche alle evocazioni di un ambiente naturale o fantastico. Nel suo insieme la Faerie Queene è un poema estremamente composito, anche per la varietà straordinaria di toni e situazioni, in cui si fondono splendidamente le tematiche letterarie e gli spunti filosofici dell'età elisabettiana. Anche se si tratta di un'opera incompleta il lettore non può sottrarsi al fascino del racconto e della musicalità dell'insieme.

I temi cavallereschi sono sapientemente combinati con i patriottici, quelli religiosi con quelli platonici, le componenti medievali con quelle più moderne in una costruzione di fervida e potente fantasia.

Di qui il titolo, attribuito a Spenser dai romantici, di "poeta dei poeti".

 

                                                       2008 Profili delle letterature