I Ching: il Libro dei Mutamenti



 

La Genesi del libro del’I Ching è sconosciuta e va ben oltre la memoria storica, ma si pensa che possa risalire a più di 5000 anni fa, come dimostrato da alcuni documenti che lo fanno collegare alla figura mistica di Fuhsi, suo inventore. I Padri ispiratori della saggezza deil’I Ching sono il Re Wen, il duca di Chou, Confucio e il già nominato Fuhsi, così come gli Imperatori e i Re delle varie dinastie che si susseguirono nei millenni, e che aggiunsero di volta in volta sentenze e commenti fino a raccogliere 64 Segni (chiamati anche "Esagrammi"). Durante tutta la vita del duca di Chou, l’I Ching fu usato come testo oracolare con il titolo "I mutamenti di Chou", e fu in questo periodo che Confucio ne venne a conoscenza, traendone insegnamenti profondi che influirono in maniera determinante sul suo carattere: così come nel libro del’I Ching, Confucio asseriva che per raggiungere l'armonia dentro di noi e con il mondo bisogna coltivare la propria personalità, rafforzandola e nobilitandola. Confucio contribuì alle stesura della nuova versione del libro aggiungendo commenti che sono riportati in una parte dei testi moderni. Anche Lao-Tze aveva fatto del’I Ching una propria filosofia, che si espresse come base per la dottrina taoista da lui fondata, e che comprendeva i valori di amore figliare, devozione, sincerità, compassione, pazienza, semplicità e concordia.

In Cina, durante i secoli successivi e tra alterne fortune, i responsi del libro furono richiesti da filosofi, politici e anche gente comune per avere una indicazione su importanti decisioni da prendere, ed è utilizzato tutt'oggi. In Giappone il libro del’I Ching viene consultato prima di grandi trattative ed è materia di studio nelle Università. In Europa la diffusione del’I Ching cominciò nel 1600, portato dai monaci gesuiti, ma che ebbe scarso successo a causa di traduzioni grossolane e poco comprensibili. Soltanto nel 1911, grazie a Richard Wilhelm, missionario e pastore tedesco vissuto in Cina per oltre 20 anni, si iniziò una seria traduzione in tedesco che durò 12 anni, attraversando epoche drammatiche come la rivoluzione cinese del 1911 e la prima guerra mondiale del 1915. Nel 1924 il libro fu finalmente pubblicato e riscosse un immediato e meritato successo non solo in Germania, ma in tutta l'Europa. A questa traduzione in tedesco ne seguirono un'altra in inglese nel 1949, e in italiano nel 1950. Entrambe le traduzioni ebbero l'onore di allegare una prefazione del celebre Carl Gustav Jung, che ne illustrò struttura e impressioni dopo una attenta consultazione.
A partire da allora l’I Ching, il Libro dei Mutamenti, divenne una patrimonio culturale e fonte di conforto spirituale per milioni di persone. 



 

Il Libro dei Mutamenti è probabilmente il libro più vecchio sul pianeta. La funzione di reale autore del libro fu inizialmente attribuita a Fu Hsi , il governante della Cina durante il terzo millennio a.C. Storicamente il libro fu prevalentemente usato come un almanacco per l'agricoltura, la caccia e la pesca, fino a quando il Re Wen, fondatore della dinastia Chou (1150-249 a.C.) non scrisse i saggi sui significati dei 64 Esagrammi.
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Il ciclo Yin -yang
E’ la base del pensiero cinese ed
è molto difficile da tradurre in maniera completa. considerando che esprime degli
aspetti di processi. Per esempio possiamo dire che yang è movimento attivo e yin è la “cosa”, la forma che sono assolutamente complementari tra di loro : la forma totalmente inerte ed
il movimento puro non hanno senso, devono per forza completarsi a vicenda . Ogni essere umano, ogni cosa in natura
è una combinazione di yin e yang:

“ Il puro YIN ristagna e
muore nell
’inerzia,
il puro YANG lascia tutto bruciato dietro
di sè”.
La
compenetrazione
 e l’avvicendarsi dello yin e dello yang trovano una completa rappresentazione simbolica nel Tai ji
 
( Supremo ultimo)
.
Come l’avvicendarsi del giorno e della notte , il ciclo è diviso in due parti separate da un asse (cardine di equilibrio)  dove i due principi sono uguali. Da qui inizia una delle due fasi (yin o yang), a seconda che si proceda in senso orario o antiorario. Ogni principio, in ogni modo, raggiunge la fase della pienezza e la fase culminante (nella quale è compreso un seme della forza opposta). Segue poi  l’inevitabile declino
a favore dell’ altra forza.