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Alessandro e i Tolomei
Dopo
la battaglia di Isso (333 a.C.), che aveva messo in fuga
Dario e l'esercito persiano, Alessandro Magno conquistò i
territori della Siria. della Fenicia e dell'Egitto.
L'accoglienza benevola ricevuta in quest'ultima regione e
l'essere entrato in contatto con gli usi e le tradizioni
locali lo indussero a interpellare l'oracolo del santuario
di Amon a Siwa.
Questo oracolo era venerato sia dagli
Egiziani che dai Greci in quanto Amon era assimilato a Zeus,
la maggiore delle divinità greche.
Amon o Amon-Ra
rappresentava, all'interno del pantheon egiziano, non solo
il dio creatore ma anche il dio dello stato e della
giustizia. Il responso dell'oracolo, che riconosceva in
Alessandro il discendente di Amon /Zeus come avveniva per i
tutti i faraoni, pose le basi per l'istituzione del culto
divino del monarca macedone e delle profonde trasformazioni
del potere monarchico e dei rapporti tra il re e i sudditi.
Ma è dopo la morte di Dario che Alessandro comincia ad
assimilare gli usi persiani per sincretizzarli a quelli
macedoni, accettando l'ossequio che gli tributava la corte
persiana.
Nelle regioni mesopotamiche la monarchia aveva
carattere divino e perciò venivano tributati al re onori
divini. Tale ossequio si manifestava attraverso la proscinesi: chiunque compariva alla presenza del re doveva
prostrarsi ai suoi piedi e poi rialzarsi per riceverne il
bacio. Il passaggio alla deificazione del re si ebbe con
l'estensione della pratica della proscinesi anche al seguito
macedone, supportato proprio dall'oracolo di Siwa riguardo
alla discendenza divina di Alessandro. Ma nel mondo greco
questo tipo di cerimoniale era tributato solo alle divinità,
per cui fu necessario proclamare la natura divina del re
macedone e decretare il culto divino anche in Grecia, usanza
che terminò con la morte di Alessandro.
Anche i Greci presenti in Egitto – e spesso in posizione di
autorità come preziosi soldati e generali – hanno la loro
impurità di stranieri (Erodoto II, 41 ricorda come nessuna
donna egiziana bacerebbe un Greco sulla bocca): ma tuttavia
comincia in quest'epoca una metodica identificazione di
divinità egiziane con divinità greche che doveva portare
lontano. Horo è Apollo, Amon è Zeus, Ptah è Efesto, Bastet è
Artemide, Hathor Afrodite, Neit Atena, Osiri Dioniso e così
via. Le due popolazioni mettono in comune un patrimonio
teologico e mitologico, e da parte greca si intendono come
riti greci i riti egiziani, e così si parla di «misteri» di
Osiri, e di «giochi ginnici» in onore di divinità.
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Lo
straniero si connette con quel dio del «diverso» che è Seth –
il nemico di Horo e di Osiri –, il quale proprio in questo
momento perde la sua funzione di elemento necessario
all'equilibrio del cosmo per assumere una connotazione
nettamente e solamente negativa. |
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