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Diagrammi di
Feynmann:
A Il fotone.
B L'elettrone.
C L'annichilazione
della materia.
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Grafici e
schemi in testi scientifici
Un aspetto fondamentale
nella divulgazione scientifica è l'aderenza che un artefatto
divulgativo mantiene nei confronti della disciplina di cui
tratta. Capita spesso di dovere semplificare la teoria in
questione per poterla rendere accessibile al pubblico di
riferimento; così facendo si corre il rischio di banalizzare
i contenuti che cerchiamo di trasmettere e di allontanarci
da una comunicazione scientificamente corretta. Per limitare
questo rischio, oltre all'attenzione dovuta ai contenuti che
si decide di trasmettere, è necessario essere coscienti che
ogni disciplina possiede un proprio linguaggio, il quale con
buona probabilità utilizza termini di uso comune in chiave
tecnica (pensiamo, per esempio, ai concetti di forza o
lavoro in ambito fisico).
Grafici e schemi fanno parte di questo linguaggio, essi sono
strumenti indispensabili per comunicare i modelli, le teorie
che stanno alla base di una disciplina scientifica. Grazie
alle rappresentazioni grafiche è possibile, come direbbe
Ludwig Boltzmann: "rendere i risultati raggiunti evidenti e
non solo alla fantasia, ma anche visibili all'occhio,
afferrabili alla mano, con gesso e cartone". Questi
strumenti, così utili agli studiosi per rappresentare le
proprie teorie o gli elementi necessari allo studio di un
problema, divengono anche in ambito divulgativo ottimi
veicoli di informazioni precise e scientificamente corrette.
La parzialità degli
schemi
Più in generale
grafici e schemi sono strumenti a disposizione dell'uomo che
permettono di descrivere ciò che lo circonda. Esistono
diverse possibili tipologie di rappresentazione che portano
a descrizioni differenti dello stesso evento, non solo per
una questione formale ma soprattutto perché i vari schemi
veicolano diversi contenuti. Ogni schema è un punto di vista
sulla realtà che analizza e, in quanto tale, è parziale, è
un giudizio dato da una sola angolazione che nasconde alcuni
aspetti e ne mostra altri. Un aspetto positivo di questa
parzialità è che, attraverso l'uso di grafici e schemi ad
hoc, è possibile trasmettere informazioni in modo molto più
chiaro che se si sfruttasse la sola comunicazione verbale.
Inoltre, le rappresentazioni grafiche hanno la capacità di
sedimentarsi nella memoria e nell'immaginario visivo in modo
radicato, portando al contempo una mole di informazioni
considerevole.
È quindi fondamentale individuare lo schema adatto a
trasmettere al meglio i contenuti che dobbiamo comunicare.
Sarà il tema trattato a definire il modo, il linguaggio
grafico che è meglio adottare.
Per chiarire questo concetto si pensi alla chimica dove la
rappresentazione delle molecole non è mimetica delle
molecole stesse, ma - sfruttando forme geometriche semplici
e segni alfabetici - mostra i processi di interazione più
che le forme dei componenti. Infatti, ciò che interessa in
questo ambito sono proprio i rapporti, i legami che
intercorrono fra i vari elementi e non la forma, osservabile
o meno, che tali molecole assumono in natura.
La rappresentazione
grafica di rigore scientifico
Un altro aspetto
interessante dell'utilizzo di queste rappresentazioni in
ambito divulgativo sta nel fatto che spesso possiamo
utilizzare grafici e schemi senza modificarli minimamente,
mantenendo quindi il massimo rigore scientifico. Ovviamente,
dobbiamo tenere conto del fatto che il nostro pubblico
recepirà alcuni dei contenuti insiti nei grafici proposti, e
ne ignorerà altri (cosa che dipende sia dal livello
culturale del nostro interlocutore, sia dalla tipologia di
rappresentazione grafica utilizzata).
Un esempio chiarificatore di questa dinamica è quello dei
diagrammi di Feynmann.
L'ambito di studio di Richard P. Feynmann è
l'elettrodinamica quantistica. Questa teoria, elaborata
negli anni intorno al 1929, riusciva a spiegare alcuni degli
aspetti che nella meccanica quantistica risultavano essere
poco chiari, ma portava con sé grossi problemi legati al
calcolo matematico delle grandezze fisiche in questione. Il
problema venne risolto da Julian Schwinger, Sin–Itiro
Tomonaga e Richard P. Feynman intorno al 1948. Le soluzioni
di Schwinger e Tomonaga sono basate su dimostrazioni
prettamente matematiche, mentre il lavoro di Feynman si
avvale dell'impiego di una sorta di soluzione grafica (i
diagrammi) che porta a formulare le equazioni da calcolare
per raggiungere il risultato corretto.
In breve Feynmann elaborò un sistema grafico di
rappresentazione delle interazioni fra elettroni, anti-elettroni
e fotoni che risultò essere in primo luogo strumento di
calcolo, e poi rappresentazione di un evento fisico.
Riferendosi alle interazioni e non agli oggetti questi
diagrammi non 'ritraggono' la singola particella, ma
descrivono - in modo rigoroso - l'interazione fra le
particelle.
Nella divulgazione i diagrammi di Feynmann possono essere
utili proprio perché è possibile attraverso uno strumento
tecnico trasmettere gli aspetti qualitativi di un evento
fisico, senza in nessun modo allontanarsi dal rigore
scientifico-matematico insito nei diagrammi stessi.
Le semplificazioni
grafiche
Non sempre, però,
l'utilizzo di rappresentazioni proprie di una disciplina
scientifica è applicabile con facilità, anzi in certi casi
le rappresentazioni richiedono una tale perizia che un
profano non potrà interpretarle in modo corretto, e nemmeno
usarle per crearsi un'idea seppur vaga del tema in questione.
In questi casi, per necessità, è necessario ricorrere a
semplificazioni grafiche o alla rappresentazione dei singoli
aspetti del problema che possano essere accessibili al
nostro pubblico.
In sintesi, quello che importa è riuscire a focalizzare
l'attenzione sugli aspetti salienti nella nostra
comunicazione, in modo da capire quale sia la forma grafica
più adatta a porre in evidenza gli aspetti del problema che
intendiamo divulgare. L'importanza delle rappresentazioni
grafiche per la divulgazione sta nella possibilità di porre
l'attenzione in modo rigoroso su aspetti particolari del
problema descritto, sugli aspetti che vogliamo trasmettere
in modo chiaro, e trascurarne altri che risulterebbero
essere solo un disturbo per questo processo di trasmissione
di conoscenza.
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