La stele di Rosetta La spedizione napoleonica in Egitto ebbe il gran merito di aprire,all’Europa,la strada per la conoscenza della millenaria civiltà egizia. L’imperatore francese volle con se architetti,disegnatori,storici e archeologi,che finirono per dare alla Francia l’unico risultato utile della spedizione,visto che militarmente si risolse in un disastro. Fu un soldato francese,di cui la storia non ha tramandato il nome,a compiere fortuitamente,nel 1799, la scoperta che avrebbe permesso dopo secoli di capire gli scritti egizi,e di decifrarne i geroglifici. Fu il capitano Bouchard il primo ad accorgersi dell’importanza di una stele in granito nero,scritta in tre lingue,che da quel giorno prese il nome di Stele di Rosetta,dal luogo del ritrovamento,la piccola città di Rashid,europeizzata con il nome Rosetta. La stelle commemorava l’ascesa al trono di Tolomeo V Epifanie,e risaliva quindi al 196 A.c.;era scritta in geroglifico,la lingua sacra,in ieratico,la lingua dei sacerdoti e in demotico,la lingua popolare. Fu uno studioso francese,Champollion, a decifrarne il contenuto,nel 1822,e a spalancare al mondo degli studiosi la decrittazione dei geroglifici,grazie alla geniale intuizione del francese,che si basò sulla scritta in copto per isolare,all’interno della stele il cartiglio di Tolomeo. La scoperta gli valse la nomina a curatore delle antichità egizie del Louvre,oltre al finanziamento di una spedizione in Egitto. Scoperta che gli valse l’immortalità e un posto fondamentale nella storia,ma che non ebbe tempo di godere,visto che morì a soli 42 anni nel 1832. Val la pena ricordare che la stele di Rosetta fu al centro di un autentico intrigo internazionale;furono gli inglesi,infatti a impadronirsene,lasciando ai francesi solamente il diritto di riprodurne il testo. Venne trasportata al British museum,dove è ancora oggi possibile visitarla. |