La maledizione di Tutankhamon
La leggenda di Tutankhamon, il faraone bambino

Alla morte del faraone Akhenaten nel 1336 a.C., Tutankhamon salì al trono all'età di soli dieci anni. Il suo vero nome era Tutankhaton, nome che suo padre gli diede in onore di Aten (Aton), unica divinità venerata nel corso del suo regno. Alla morte di Akhenaten, il popolo, la vecchia nobiltà e soprattutto la casta sacerdotale, contrari al monoteismo imposto dalla rivoluzione religiosa del faraone, decisero di ripristinare l'antico credo politeista, in cui la divinità principale era Amon. E per questa ragione che il potente Eie, reggente del giovane erede, gli impose il cambiamento di nome.
Non abbiamo molte notizie su Tutankhamon, faraone della XVIII dinastia. Sappiamo che durante il suo regno la capitale fu spostata a Tebe e che sposò la sorellastra Ankhsenama, la quale rimase incinta due volte senza però riuscire a dargli un erede. La mancanza di un legittimo discendente al trono consolidò il potere eli Eie, ed è proprio a quest'ultimo che alcune fonti fanno risalire le cause della prematura e misteriosa morte del giovane faraone all'età di appena vent'anni. Ma contrariamente a quanto si è più volte affermato, le recenti indagini con la TAC sembrano escludere una sua morte violenta.
La notorietà di Tutankhamon è legata soprattutto al rinvenimento della sua tomba e alla maledizione che si dice si sia abbattuta sui suoi profanatori. Il sigillo clic chiudeva ermeticamente il sepolcro del fitaone riportava infatti la seguente limmula: «la morte sopraggiungerà su rapide ali per colui che disturba la pace del re».
La scoperta della tomba risale al novembre del 1922 e si deve agli egittologi britannici Howard Carter e George Carnarvon. La tomba venne alla luce nella cosiddetta Valle dei Re, una necropoli in cui furono sepolti i faraoni del Nuovo Regno (1570-1070), situata sulla riva occidentale del Nilo, di fronte all'attuale Luqsor, in Egitto; era nascosta sotto le rovine delle baracche degli operai che avevano costruito il sepolcro di Ramses IV. Scampata ai saccheggi, conteneva incredibilmente intatti la mummia del faraone e il suo sfarzoso corredo funebre, un prezioso esempio di arte egizia, talmente ricco che ci vollero circa dieci anni per catalogarne i singoli pezzi.
Carter localizzò la tomba e, dopo aver praticato un foro nella parete della camera mortuaria, vi introdusse una torcia; lo spettacolo che si manifestò ai suoi occhi lo lasciò senza fiato. Da quel momento in poi una lunga serie di misteriosi decessi sconvolse la vita di coloro che avevano preso parte alla scoperta e molti iniziarono a credere che la maledizione di Tutankhamon avesse iniziato a mietere le sue vittime.
Il giorno stesso del rinvenimento la città del Cairo fu colpita da un improvviso blackout; lord Carnarvon morì nell'aprile di quell'anno a causa dell'infezione provocata dalla puntura di un insetto sulla sua guancia sinistra, lo stesso punto in cui fu riscontrata una ferita sulla mummia del faraone. Nel 1929 undici tra le persone che avevano partecipato agli scavi archeologici scomparvero misteriosamente o morirono prematuramente. Tutti questi «misteriosi-decessi, in realtà. hanno potuto ricevere una spiegazione razionale; all'epoca delle scoperte di Carter, le scarse precauzioni igieniche prese dagli archeologici nel corso degli scavi rendevano tutt'altro che inconsueto lo svilupparsi di malattie infettive trasmesse da funghi e batteri.
Certo è che il prezioso tesoro rinvenuto nella sua tomba e soprattutto la leggenda della sua maledizione hanno contribuito a rendere fascinosa la figura di un faraone il qui regno fu troppo breve per incidere significativamente nel corso della storia egizia.


 


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Dopo il monoteismo esclusivista di Amenofi IV-Akhenaten, il faraone Tutankhamon opera una grande restaurazione religiosa dei culti tradizionali, messi da parte dalla riforma precedente. Al punto che l'intervento di Akhenaten sarà solo un labile ricordo esecrato dal clero ufficiale ritornato alle sue prerogative.