| Le religioni alla sfida
del futuro. |
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Ruolo e dignità della donna.
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Per le Chiese cattolica e ortodossa esiste uguale dignità
e responsabilità dell'uomo e della donna nei vari ruoli all'interno
della società. Il papa Io ha ribadito con la Lettera apostolica
"Mulieris dignitatem". Queste confessioni prediligono comunque la
dimensione materna e familiare della donna. Netto, ribadito e
"definitivo" il no al
sacerdozio femminile. Per i protestanti, invece, le donne possono
accedere a tutti i ministeri ecclesiastici. |
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Aborto.
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Per il cattolicesimo si tratta di una
colpa gravissima, un "crimine abominevole" che comporta la scomunica
automatica sia per la madre sia per chi lo procura, praticandolo o
favorendolo.
Dalla Chiesa ortodossa è considerato un grave peccato mortale ed è
ammesso unicamente per salvare la vita della madre. E' invece
ammesso, o perlomeno tollerato, da battisti, episcopali, luterani,
presbiteriani, awentisti, metodisti. |
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Suicidio ed eutanasia.
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Per il cattolicesimo il suicidio va contro
l'amore di Dio. Quindi è severamente condannato. Anche l'eutanasia è
moralmente inaccettabile e viene giudicata "disumana". La Chiesa
ortodossa equipara l'eutanasia a omicidio e suicidio, entrambi
peccati mortali. I protestanti non condannano formalmente il
suicidio, mentre rispetto all'eutanasia le posizioni sono varie. Per
í valdesi «l'eutanasia si può configurare come un gesto umano di
rispetto nei confronti della vita». |
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Matrimoni misti.
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Cattolici e ortodossi non li ostacolano,
purché non venga impedita l'educazione alla fede di appartenenza
degli eventuali figli. Per i cattolici serve una dispensa
(autorizzazione): i ripetuti fallimenti hanno spinto la Chiesa a
concederla, nel caso di coppie cristiano-musulmane, con più
attenzione. Alle confessioni evangeliche (valdesi e metodisti)
interessa che il figlio riceva una educazione religiosa, anche se
non strettamente protestante. |
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Divorzio.
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La Chiesa cattolica non ammette il
divorzio. I risposati fino a pochi anni fa considerati pubblici
peccatori, non sono però 'anime fuori dalla Chiesa". Tuttavia a loro
la comunione è concessa solo se si impegnano ad astenersi dai
rapporti sessuali. Per i protestanti il divorzio è un dramma
esclusivamente personale che non riguarda la comunità. Il matrimonio
tra divorziati è quindi tollerato. La Chiesa ortodossa accetta il
divorzio e autorizza le seconde nozze. |
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Manipolazioni genetiche.
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Opposizione fermissima dei cattolici alla
clonazione umana e, nella maggior parte dei casi, alle
sperimentazioni genetiche, come l'utilizzo di cellule staminali
embrionali, e alla fecondazione eterologa (ossia, con ovuli o
spermatozoi di donatore). La Chiesa ortodossa ritiene la clonazione
un attacco all'immagine di Dio di qui si è portatori. La confessione
protestante ha una posizione di apertura verso donazione e cibi
transgenici. L'importante è che sia garantita la sicurezza per
l'uomo degli esperimenti eseguiti. |
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Pena di morte.
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AI contrario della maggior parte delle
Chiese protestanti, le Chiese cattolica e ortodossa non condannano
formalmente la pena di morte. Da tempo il magistero papale è
orientato però a una ferma condanna. |
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La donna è in una posizione di primaria
importanza. Dalle sacre scritture è conside
rata la colonna portante della famiglia e ha il compito di trasmettere
ai figli l'insegnamento e il ricordo delle tradizioni religiose. Le
mansioni religiose nella comunità ebraica sono tuttavia per lo più
riservate esclusivamente agi uomini.
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L'ebraismo non esclude l'aborto nelle pinne settimane
di gravidanza (secondo il Talmud", raccolta delle tradzioni
rabbiniche, l'embrione non ha vita propria fino al 40° giorno). Più
in là, gli aborti terapeutici devono essere autorizzati caso per
caso. In caso di pericolo di vita, l'ebraismo privilegia la salvezza
della madre.
Comunque la donna deve interpellare un'autorita rabbinica. |
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L'ebraismo condanna il suicidio, un affronto all'amore che Dio ha
dimostrato alle proprie creature, e l'accelerazione della morte di
un agonizzante, anche se non c'è alcuna speranza di vita. Sono però
annessi dai rabbini i farmaci antidolorifici, anche se possono
affrettare la morte, purché non siano dati proprio per questo scopo. |
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La "Torah", manifesto della legge ebraica, non vieta
i matrimoni misti. Ma questo è oggi un problema ancora aperto.
Infatti anche gli ebrei più liberali preferiscono i pericoli
dell'ateismo al trauma di un matrimonio misto. Per i tradizionalisti
un ebreo ateo è un coniuge preferibile a un gentile (cioè un non
ebreo) che crede nella Bibbia. |
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L'ebraismo riconosce il divorzio senza nessuna
restrizione. Per contrarre un secondo matrimonio con rito religioso
è necessario però chiedere l'autorizzazione al partner dal quale ci
si è precedentemente separati. Il divorzio religioso deve comunque
essere accordato dal tribunale ebraico e il secondo matrimonio è
permesso solo dopo che siano trascorsi almeno 90 giorni dalla
sentenza. |
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Le posizioni dei rabbini a riguardo sono ancora molto
varie e discordanti. Comanda la "Torah": «Dominate sui pesci del
mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia
sulla terra». In base a questi versetti c'è chi ritiene che le
manipolazioni genetiche siano lecite in assoluto. Altri che lo siano
solo in casi ben specifici. Altri ancora che non lo siano per nulla.
Non esiste quindi un magistero definito a riguardo. |
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La legittimità della pena di morte viene riconosciuta
nei testi sacri della "Torah" (la celebre legge della "vita per
vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per
piede" contenuta nei libri del Levitico e del Deuteronomio), e per
gli ebrei ortodossi ancora oggi ha vigore. Ma con condizioni così
restrittive che di fatto ne viene impedita l'applicazione. |
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Spiritualmente la donna è pari all'uomo, ma la lettura
testuale del Corano (che non è interpretabile o
storicizzabile) è decisamente maschilista: al marito è assegnato un
ruolo dominante, ha il privilegio del ripudio unilaterale e vantaggi
nell'eredità. Prediletti i ruoli familiari. La dignità della donna
consiste nel "non aver altro padrone che il suo Creatore", la qual cosa
si realizza nell'obbedienza al codice di vita islamico costituito dal
Corano e dalla Sunna (la consuetudine). |
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Una famiglia numerosa rappresenta un obbligo morale,
e quindi
l'aborto è, in generale, scoraggiato. E' tuttavia consentito entro
il 120'
giorno: secondo il Corano lo spirito è dato all'embrione in quel
preciso momento della gestazione. Prima di allora non viene
riconosciuto all'embrione lo statuto di persona umana. |
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Il Corano ordina di non mettere mai a repentaglio la
propria vita, né quella degli altri, per cui entrambi questi atti
sono peccati mortali da inferno, assolutamente condannati. Per i
fondamentalisti, tuttavia, morire per Allah è un gesto che porta
onore e prosperità nell'aldilà. |
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Il musulmano ha facoltà di sposare una donna
cristiana e una donna ebrea (donne della gente del "Libro") purché
il matrimonio sia contratto secondo il Libro di Allah: deve essere
garantita, quindi, l'educazione islamica dei figli. Per un esplicito
ordine coranico, rivolto al musulmano, non c'è quindi parità col
coniuge nelle decisioni. |
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Il Corano prevede la rottura del contratto di
matrimonio, ma, nonostante ciò, il divorzio è biasimato dall'intera
comunità (non a caso la procedura di separazione è lunghissima). E'
previsto come rimedio alla sopravvenuta impossibilità di
realizzare i fini del matrimonio: amore e comprensione tra i coniugi
e clima familiare armonioso per la crescita dei figli. La poligamia
è consentita (nella pratica è rara). |
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Le biotecnologie sono tendenzialmente lecite. Non lo
sono più quando i loro risultati vengono usati per scopi di
vilipendio della dignita umana e quando portano a occasioni che
potrebbero provocare danni o perdite a se stessi e agli altri. Manca
ancora, negli Stati islamici, una legislazione ben definita. |
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Il Corano riconosce fondamentalmente l'uso della pena di morte per
la difesa della società, in particolare come punizione di chi
commette un omicidio. Il Corano indica tre soli motivi che
giustificano l'uccisione di un uomo: l'adulterio, la difesa della
vita di un musulmano e l'apostasia, ossia l'abiura delta religione
musulmana. |
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Nell'induismo classico la donna è conside
rata l'incarnazione della divinità stessa e
gode di una altissima considerazione in ogni ruolo. Non tutte le
correnti induíste concordano però nel dare alla donna pari dignità. In
alcuni casi è confinata al ruolo di madre ed educatrice, sottomessa at
marito e ai figli. |
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Non esiste un magistero unanime a riguardo, anche se
in genere non viene condannato. Fra le centinala di correnti,
alcune, grazie alle nuove tecnologie prenatali
che consentono di stabilire il sesso del nascituro già dai primi
mesi di gravidanza, sconsigliano interruzioni di gravidanza nel caso
di figli maschi, secondo la religione
privilegiati rispetto alle
femmine. |
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L'induismo rispetta fortemente la vita umana, ed è in
genere contrario all'eutanasia, ma lascia comunque libertà di
coscienza. Considera
invece il suicidio, cui è
contrario in assoluto,
un atto che causa
impedimento alla liberazione finale, aumentando il "Karma" negativo
individuale. |
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L'induismo antico non permetteva matrimoni misti,
neppure tra fedeli appartenenti a caste differenti. Si è però
dimostrata una religione capace di
evolversi: oggi infatti, l'induismo moderno è uno dei credi con meno
riserve nei confronti dei matrimoni misti. |
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Il divorzio non è contemplato dalla tradizione
induista, ma l'India moderna ne riconosce la possibilità. Si tratta
di una possibilità teorica, perché ostacolata
dalla legislazione: alle donne che hanno divorziato è proibito
risposarsi, il che toglie loro ogni possibilità di riconoscimento
nella vita sociale. |
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L'induismo non ha espresso un giudizio unanime nei
confronti della donazione e delle biotecnologie. In linea generale
sembra però dimostrarsi favorevole, purché ogni ricerca sia
sostenuta da principi etici morali e spirituali, fondamentali per
uno sviluppo del benessere dell'uomo. |
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Le posizioni induiste relative alla pena di morte
sono varie: per alcuni, i più "riformisti", essa è assolutamente
inaccettabile. Per altri solo nel caso di gravi colpe è ammessa. Il
castigo rappresenterebbe, infatti, una sorta di purificazione per il
peccatore che sta per passare alla nuova vita e al giudizio divino
sulla sua condotta. |
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Secondo la tradizione, prima della predicazione del Buddha, alla donna
non era concesso di poter progredire e dimostrare creatività e capacità.
II Buddha, dopo un primo periodo di misoginia, aprì le porte della
meditazione monastica anche alle donne, che vennero così ad avere la
stessa considerazione degli uomini, purché eliminassero tutto ciò di
femminile che era in loro. Ci sono
però correnti buddiste che non permettono alle donne di accedere alla
vita monastica. |
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L'aborto, considerato come un omicidio, è
assolutamente vietato, e non è ammesso in alcuna circostanza,
eccetto nel caso in cui sia a rischio la vita sia della madre sia
del nascituro. Se è a rischio soltanto quella della madre, partorire
il bambino è considerato un gesto che porterà a una più prospera e
felice reincamazione. Per i buddisti tibetani, chi abortisce rinasce
per 500 volte come un feto che verrà a sua volta abortito. |
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Il suicidio e l'eutanasia possono essere ammessi se
le motivazioni che spingono a questi atti non nascondono odio verso
se stessi o verso gli altri. Il Dalai Lama si è recentemente detto
favorevole al suicidio assistito: «Una mente pacifica al momento
della morte è essenziale e quindi, prima che il dolore divenga
intollerabile, l'eutanasia è giustificabile». |
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Il magistero buddista non è unitario, ma in generale
i matrimoni tra
buddisti e appartenenti ad altri credi religiosi sono permessi e non
vigono preconcetti di alcuna sorta a riguardo. Deve essere però
rispettata la libertà di educazione dei figli e una convivenza
all'insegna della concordia e armonia reciproca. |
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Le rregole matrimoniali del buddismo sono molto
semplici e si basano sul buon senso reciproco. I testi sacri
sanciscono la fedeltà nei confronti del coniuge. Il divorzio è
riconosciuto solo per gravi casi di disaccordo. Non c'è comunque un
magistero definito e unitario al riguardo. |
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Nessuna indicazione unanime riguardo alle tecnologie
genetiche; la legge buddista dell'"eterno mutare" viene spesso
interpretata a favore delle
sperimentazioni nel campo dell'ingegneria genetica, per il fatto che
non esistono sistemi di valutazione fissi nel tempo. Su casi
specifici, altri pongono dei veti. |
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L'omicidio è una delle colpe più gravi e comporta più
stadi purificatori. Poiché gli uomini, secondo la dottrina, non
sbagliano per cattiveria, ma per ignoranza, ne deriva un rifiuto
categorico e incondizionato della pena di morte. |
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