Poiché la tematica della Rosa-Croce ha soprattutto a che
vedere con la storia dell'Ermetismo, è necessario ricercarne l'origine. Il
termine Ermetismo è in relazione con il nome di Ermete Trismegisto, la cui
leggenda fiorì nel Il secolo d.C., nella fase declinante dell'Ellenismo.
Le scuole di pensiero del Mediterraneo avevano avuto modo di inglobare nel
patrimonio della filosofia greca antica significativi influssi orientali,
provenienti,dalla periferia dell'impero e concernenti la speculazione
religiosa, l’astrologia e la magia. La crisi del mondo antico sollecita
esplorazioni presso le culture esoteriche che non hanno raggiunto la
cristallinità concettuale della filosofia greca, ma che, nondimeno (e forse
più), sottolineano il limite di un pensiero troppo astratto e poco atento ai
problemi dell'uomo... Misticismo _ magia e astrologia trovano l'humus
favorevole, a tutti i livelli della società, per un espansione entro i
confini dell'impero che si colloca in concorrenza diretta con il
cristianesimo nascente. L'ansia di liberazione appare tanto più appagata
quanto più i messaggi cui ci si rivolge sono carichi di autorevolezza e di
santità. Ora, tali qualità appaiono proporzionali alla distanza nel tempo
dei loro supporti culturali: la magia persiana, l'astrologia caldea, la
religione egiziana erano fonte di rivelazioni manifestatesi in illo tempore
[in un tempo indeterminatamente antico] e,come tali, inauguranti una
tradizione complessa dai volti multipli, che, nella convinzione di molti,
non poteva non aver influenzato anche la filosofia dei Greci. La gnosi
ermetico -alchemica si afferma con l'aspirazione di coinvolgere l'uomo nella
sua totalità: come sapere esoterico, rivelazione dell'arcano, appagamento
dell'intuizione, ritorno alle origini: il futuro si specchia nel passato e
il cerchio si chiude» (C. Prandi, voce "Tradizioni", Enciclopedia, Einaudi,
Torino, 1981).
La "leggenda" di Ermete Trismegisto è alquanto complessa. Da alcuni infatti
è identificato con il dio egizio Thot, che i Greci assimilarono a Ermes (Mercurio
per i Romani): il dio greco, che aveva ricevuto dal fratello Apollo la
bacchetta magica a volte raffigurata come caduceo (il bastone con due
serpenti attorcigliati che stanno per baciarsi, spesso utilizzato nelle
immagini dei libri d'alchimia), era il patrono di tutte le attività umane,
fra cui le arti e le scienze, e in quanto messaggero degli dèi era anche
padre della parola; il dio egizio era l'inventore della scrittura e del
calcolo, anche lui protettore delle scienze e delle arti, mentre il termine
"trismegisto" (che significa "tre volte grandissimo" o "nato tre volte"
oppure ancora, come scrive l'autore de La tavola smeraldina,"colui che ha in
sé le tre parti di saggezza del mondo intero") era utilizzato dagli antichi
Egizi come appellativo per i loro dèi.
Secondo altri la figura di Ermete Trismegisto potrebbe essere collegata a
ben tre personaggi leggendari, accomunati dalla prerogativa di detenere e
trasmettere sapienza e conoscenze iniziatiche.
Il primo, nipote di Adamo, sarebbe vissuto prima del Diluvio, avrebbe
scritto numerose opere e progettato le Piramidi. Il secondo, di origine
babilonese, sarebbe stato a parte dei segreti relativi alla matematica e
alla geometria sacra e li avrebbe trasmessi a Pitagora. Il terzo, vissuto in
Egitto sarebbe stato, oltre che insigne matematico, anche filosofo e medico
e avrebbe costituito la fonte del sapere alchemico (l'alchimia viene in
effetti definita anche `Arte Ermetica"). |
|
La tavola smeraldina |
«È vero senza menzogna, certo e verissimo.
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è
come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché
tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una,
così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante
adattamento. Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l'ha
portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di
tutto, il fine di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è
intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco,
il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale
dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la
forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la
gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l'oscurità fuggirà da
te. È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile
e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò
saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui.
È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre
parti della filosofia di tutto il mondo.
Ciò che ho detto dell'operazione del Sole è compiuto e terminato.» |
|
L'Ermetismo comunque non tramontò con la civiltà di cui era espressione, ma
sopravvisse, «mascherato» (l'espressione è di j. Evola, uno dei più discussi
personaggi dell'Esoterismo moderno), per tutto il Medioevo, dovendo far
fronte al perseguito e dichiarato universalismo della Chiesa di Roma che si
proponeva come l'unica depositaria della Rivelazione divina e combatteva
ogni indirizzo di pensiero contrario alla propria dottrina: per esempio,
papa Giovanni XXII che condanò nel 1317 la pratica dell' alchimia con la
decretale Spondent pariter, e nel 1323, con la bolla Cum inter nonnullus, si
pronunciò sulla contestazione da parte dei fraticelli e di altri gruppi
affini ai francescani eterodossi (rifiutavano al proprio ordine il diritto
di proprietà) e li condannò alla persecuzione del Tribunale
dell'Inquisizione.
Eppure fu proprio nel Medioevo che giunsero in Occidente, e furono tradotti,
i primi testi esoterici orientali, fra i quali la famosa Tavola smeraldina
attribuita a Ermete Trismegisto e che, secondo la leggenda, fu trovata dalla
moglie di Abramo, Sara, nelle mani del marito morto:
venne deposta nel luogo dove fu sepolto il patriarca e li fu ritrovata dai
soldati di Alessandro Magno (sembra che il luogo fosse una Cavità della
Grande Piramide di Gizah). L'importanza dell'arrivo in Occidente di questi
testi è sottolineata da alcuni (fra cui P Cortesi che ha curato la
traduzione di L'alchimia ovvero Trattato della pietra filosofàle attribuito
a Tommaso d'Aquino) che fanno coincidere la nascita dell'alchimia medievale
(considerata una filosofia ermetica) proprio nel momento in cui lo studioso
Roberto di Chester finì di tradurre in latino un'opera araba (II libro della
composizione di alchimia), l'11 febbraio 1144.
È significativo che a coniare con una connotazione fortemente negativa il
termine Medioevo, ovvero "Età di mezzo", siano doli proprio i dotti di quel
Rinascimento in cui riprese potentemente vigore la tradizione ermetica.
Nella prospettiva di un rinnovamento globale del mondo, dopo secoli e secoli
di cosiddette tenebre, occorreva recuperare la chiave di lettura
dell'universo e sottoporre a verifica le possibilità della spirito umano.
Nel Rinascimento si credeva che Ermete Trismegisto fosse realmente vissuto
in tempi antichissimi e fosse l'autore di opere scritte segretamente
conservate e tramandate.
Come figura mitico-carismatica, fece da tramite tra i percorsi di ricerca
non solo dei nuovi alchimisti, ma anche dei filosofi, degli scrittori, degli
artisti e dei religiosi e i saperi esoterici dell'età tardo-antica. Andò
così rinnovandosi anche la comunicazione simbolica, con il recupero e il
rilancio di immagini "archetipali" antichissime, a partire da quelle
astrologiche.
Secondo l'opinione di molti studiosi le origini culturali del movimento
della Rosa-Croce devono essere collocate proprio nello scenario
dell'Esoterismo rinascimentale.
Il Corpus hermeticum
Nel fervido e appassionato clima di "riscoperta" del passato che
caratterizzò il primo Rinascimento a Firenze, che ne fu il centro
propulsore, vennero fatti pervenire da Bisanzio i manoscritti di Platone
e dei filosofi neoplatonici dell'età ellenistica e furono tradotti dal
greco in latino. Assieme a questi testi, nel 1460, arrivo anche una
raccolta di trattati, il Corpus hermeticum, cosiddetto perché ne
veniva indicato l'autore nella persona unica di Ermete
Trismegisto.Identificandolo con un importante e saggio sacerdote
dell'antico Egitto alla sapienza del quale aveva attinto lo stesso
Platone, Cosimo de' Medici invitò Pumanísta Marsilio Ficino a dare
immediata esecuzione alla traduzione.
"Cosi una filosofia che era una sorta di culto religioso della natura,
implicante pratiche magiche, venne diffusa entro il nocciolo del
Neoplatonismo in voga. Ebbe risultati rivoluzionari perchè la filosofia
ermetica diede all'uomo una posizione nell'universo diversa da quella
che era prevalsa nel Medioevo. Collocò l'uomo in una posizione
dominante, in quanto essere capace di operare sulla natura e di piegarla
al suo volere [...] Ma la magia ermetica non era stragoneria volgare:la
tradizione ermetica era una tradizione intellettuale e filosofica, con
alcuni elementi magici, che incoraggiava il volgersi al mondo per
investigarne i segreti, come dovere religioso" (F.A.Yates L'Illuminismo
dei Rosa-Croce, trad.it. Torino, 1976). |
|