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ROSA CROCE |
| LA ROYAL SOCIETY | BOYLE E NEWTON | ELIAS ASHMOLE | ROSA CROCE E MASSONERIA |
| Può sembrare paradossale, ma per stabilire quanto il
movimento della Rosa-Croce possa aver influito sulla nascita della
Massoneria moderna si deve appurare in primo luogo se i Rosa-Croce... siano
mai esistiti o, più correttamente, se siano esistiti come un organizzazionc
strutturata. Sull'ambiguità di questa problematica sono concordi tanto gli storici di formazione accademica quanto quelli di impostazione esoterica, nonché i più rigorosi tra gli storici massoni. I primi sono costretti a sospendere il giudizio per diversi motivi: prima di tutto per la mancanza di documenti attendibili che attestino l'esistenza di una società segreta rosacrociana; in secondo luogo per la possibilità di leggere i`manifesti"e le Nozze chimiche di Andreae come una proposta di rinnovamento insieme scientifico, religioso e politico lanciata da un gruppo di persone "illuminate" contingentemente formatosi nel periodo cruciale per l'Europa, tra la morte di Elisabetta I e l'inizio della guerra dei Trent'anni in Europa; infine per l'eccesso di "rumore„ provocato, in contraddizione con l'istanza della segretezza. Gli esperti di materie esoteriche distinguono tra Rosa-Croce e Rosacrociani: «I veri Rosa-Croce non costituirono mai un'urganizzazione con forme esteriori definite [...], perché il termine Rosa-Croce è propriamente la designazione di un grado iniziatico effettivo, vale a dire di un certo stato spirituale il cui possesso evidentemente non è legato in modo necessario al fatto di appartenere a una certa organizzazione definita. Quello che esso rappresenta è ciò che può chiamarsi la perfezione dello stato umano, poiché il simbolo stesso della Rosa-Croce figura, per i due elementi di cui é composto, la reintegrazione dell'essere al centro di questo stato e la piena espansione delle sue possibilità individuali a partire da questo centro» (R. Guènon Considerazioni sulla via iniziatica). Gli esperti di Massoneria sono più possibilisti, ma comunque esitanti a prendere una decisa e precisa posizione: «Non è ben chiaro se i Rosa-Croce, nel Seicento e oltre, costituissero una comunità reale, dedita a un ideale pansofico, alla trasmissione alchemica, all'esoterismo cristiano e alla terapeutica spagirica, o se semplicemente tale denominazione, peraltro altamente suggestiva, indicasse una modalità, uno stato di realizzazione, un impulso sotterraneo inteso a far lievitare potentemente l'intuizione del sublime in un mondo ormai avviato, dal Rinascimento in poi, a una progressiva disintegrazione del Sacro, ovvero a un suo allontanamento dall'orizzonte dell'uomo» (M.Moramarco Nuova Enciclopedia massonica, 1997). Se si accoglie l'invito di Guènon a distinguere tra Rosa-Croce e Rosacrocianesimo, l'omogeneità tra i tre indirizzi di pensiero presi in considerazione nel valutare la questione dei rapporti tra Rosacrocianesimo, e Massoneria viene meno. Il problema diventa infitti solo quello di poter stabilire quando, come e dove la Massoneria è nata, e a questo punto ci si imbatte in un'ulteriore ridda di problemi posti da una letteratura sterminata e contradditoria. Sappiamo che Elias Ashmole, nel 1646, fu ammesso in una loggia a Warrington, nel Lancashire. Sir Robert Moray, che aveva interessi culturali affini a quelli di Ashmole, nel 1641 era stato analogamente accolto in una Loggia di Edimburgo (ed è questo l'anno oltre il quale non si hanno prove sull'esistenza della Massoneria speculativa). Sappiamo anche che i due aristocratici furono tra i fondatori della Royal Society, e che ebbero in qualche modo a che fare con il movimento rosacrociano. A questo punto alcuni colgono un cambiamento radicale nella Massoneria. G. Gangi, che sostiene che i Massoni accettati altro non erano che i Rosa-Croce, scrive: «Con l'entrata dei Rosacroce la Massoncria fu colta da un'ondata di rinnovamento, subendo delle profonde mondificazioni sia nel proprio rituale sia nel proprio esoterismo.[...] Si può dire che da allora la Massoneria si sia fatta continuatrice dell'esoterismo Rosacroce, assumendone anche i simboli ermetici più tipici quali il pellicano, l'aquila bicipite, la fenice che rinasce dalle sue ceneri. Da ciò che si è detto risulta, quindi, che fin dalla metà del secolo XVII la vera Società Rusacroce si è integrata nella Massoneria, la quale ne è stata fortemente influenzata». Ma resta comunque sempre valida l'ipotesi che i rappresentanti del movimento rosacrociano, o quantomeno "lo spirito" della loro "manifestazione", abbia costituito lo stimolo e l'impulso alla costituzione della Grande Loggia Madre del mondo di Londra. Di questa opinione è A. Schmidt, nelle sue Considerazioni storico-ideologiche su Rosacrocianesimo e Massoneria: «L'idea di tolleranza è penetrata in Massoneria attraverso Andreae e Comenio. Un notevole contributo è derivato dall' atmosfera specifica del pensiero illummistico-deistico dell'Inghilterra del XVII secolo.[...] La Fratellanza universale umana progettata da Comenio anticipa l'idea massonica della catena d'unione fra i Fratelli di tutto il mondo». Infine si deve fare un breve cenno sulIe analogie nella liturgia e nei simboli della Massoneria e in quelli attribuiti alla Confraternita dei Rosa-Crocre, analogie utilizzate da alcuni come prove per sostenere la continuità (sia di membri, sia di intenti) fra le due società. Riguardo a questo argomento P. Arnold scrive: «...De Quincey sostiene che i Rosa-Croce utilizzavano la maggior parte dei simboli esoterici adottati dai massoni che li avrebbero presi direttamente da loro: la scala di Giacobbe, il Sole, la Luna ecc. Ma sono simboli che i Rosa-Croce, e in particolare Maier, hanno adottato dagli alchimisti, che continueranno a usarli durante e dopo l'episodio della pseudo-confraternita. Era un fondo comune, una specie di patrimonio pubblico dell'esoterismo la cui adozione non prova nulla per la filiazione del movimento». |