Nella galleria di personaggi sui quali ci si deve
soffermare per ricostruire il clima storico-culturale da cui emerse
l'orientamento spirituale della Rosa-Croce John Dee ( 1527-1608) ha un posto
di grande rilievo.Nacque a Londra e vi compì studi di diritto. Nel 1550,
dopo un viaggio a Parigi, ritorno in patria e fu ben presto imprigionato con
l'accusa di avere esercitato arti magiche per attentare alla vita della
regina Elisabetta I. Ciò non gli impedì, dopo la scarcerazione, di diventare
astrologo giudiziario (esecutore di pronostici desunti dallo studio del
cielo) di corte. Fu poi ad Anversa, dove completò la stesura della Monade
geroglifica, sul cui frontespizio, in cui era raffigurata una grande
porta,compariva in latino la scritta. «Chi non capisce,o taccia o impari».
Finì i suoi giorni a Londra, prima sotto la protezione della grande sovrana,
che si recava a fargli visita, poi emarginato da Giacomo I. I suoi interessi
furono molteplici, spaziando dalla meccanica (costruì uno scarafaggio
volante da utilizzarsi in una rappresentazione teatrale) alla mistica dei
numeri, dall'alchimia all'astrologia a fini divinatori.
Nel 1583 Dee si recò in Boemia assieme all'alchimista Edward Kelley, del
quale si racconta che due anni dopo realizzò pubblicamente la
trasmutazione di un metallo in oro alla presenza dell'imperatore
Massimiliano II d'Asburgo (1527-1576), che lo avrebbe nominato maresciallo
di Boemia. Dee, da parte sua, cercò di interessare l'imperatore ai suoi
studi e alla sua visione politica, consistente in una sorta di misticismo
imperialista. Successivamente ritorno in Boemia trattenendosi fino al 1589
ed ebbe quindi modo di esercitarvi una certa influenza.
| Secondo la storica EA. Yates il soggiorno
boemo di Dee potrebbe essere messo in relazione con una serie di fatti
apparentemente non collegati: la nascita, nel 1586,di una Lega
"evangelica"per contrastare quella cattolica, chiamata Confederatio
militiae evangelicae (fra i "confederati" ci sarebbero stati i
rappresentanti del re di Navarra e di Danimarca e della regina
d'Inghilterra); la citazione di questo evento nella Noometria (1604) di
Simon Studion, assieme all' affermazione dell'esistenza di un'alleanza
segreta tra Giacomo I d'Inghilterra, succeduto alla regina Elisabetta,
il re di Francia e Federico duca del Worttenberg; le nozze della figlia
di Giacomo I con l'Elettore del Palatinato, celebrate nel 1613.
L'interesse di questi dati sparsi in relazione al mistero della
Rosa-Croce nascerebbe dal fatto che tanto nella Confederatio militiae
evangelicae quanto nella Noometria sarebbero rintracciabili precisi
collegamenti con il movimento, a partire dalla presenza del simbolismo
della rosa e della croce nell'opera di Studion. Soprattutto
nell'alleanza segreta tra i fautori del protestantesimo si dovrebbe
leggere lo sbocco politico di «un movimento religioso che si andava
consolidando da molti anni, nutrito dalle influenze segrete che
circolavano in Europa, un movimento per la soluzione dei problemi
religiosi secondo linee mistiche, suggerite da influssi ermetici e
cabalistici». |
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Sfera armillare |
Sfera
armillare, risalente al 1597. Questo strumento, i cui anelli
rappresentano i moti apparenti del Sole ,e degli altri corpi
celesti attorno alle terra,
era già noto ai dotti alessandrini e fece ininterrottamente parte
del corredo degli studiosi di astronomia e astrologia.
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La Noometria di Simon Studion
Tuttora inedita (il manoscritto è conservato alla Landesbibliotek di
Stoccarda), la Noometria fu dedicata al duca Federico I, al momento
della composizione regnante sul Wúrtenberg, uno Stato tedesco luterano
confinante con il Palatinato. Di Federico I si sa che praticava
l'alchimia ed era un grande ammiratore dell'Inghiltrrra, al punto di
desiderare intensamente di essere insignito dell'Ordine della
Giarrettiera. (L' onorificenza gli fu riconosciuta dalla regina
Elisabetta nel 1597, ma solo nel 1603 gli fu solennemente conferita a
Stoccarda, dove il nuovo sovrano Giacomo I lo aveva inviato allo scopo
di una speciale ambasceria.) L numerologia impiegata nell'opera,
estremamente complessa, è bassata sulle misure del Tempio di Salomone
indicate nella Bibbia e formula molte profezie su date e avvenimenti
collocati nel futuro. In particolare è segnalata la data del 1620 come
quella dell'anno in cui, con la fine del regno dell'Anticristo e la
caduta del papa e di Maometto, si sarebbero create le premesse per
l'avvio del "millennio". Johann Valentin Andreae, che cita la Noometria
in una sua opera del 1619 (il titolo tradotto dal latino suona come La
Torre di Babele, ovvero a proposito del chaos di giudizi sulla
Fraternità della Rosea Croce"), sottolinea il legame tra le profezie di
Studion e quelle di altri illuminati del passato, come il monaco
calabrese Gioacchino da Fiore (ca 1130-1202) e Santa Brigida (la
fondatrice, nel 1300, dell'Ordine monastico femminile del SS.
Salvatore). |
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