Ugonotti
Termine
con cui vennero chiamati dai cattolici francesi i protestanti durante le lotte
religiose dei secoli XVI e XVII. L’origine di questa parola è piuttosto discussa:
secondo alcuni deriverebbe dal tedesco Eidgenossen ("confederati"), mettendo in
relazione gli ugonotti francesi con i riformati svizzeri; secondo altri, invece,
va messa in relazione con un luogo detto Torre di Hugon, presso Tours, dove i
protestanti di Francia si ritiravano a celebrare il loro culto.
Nel XVI secolo la Francia fu dilaniata da sanguinose guerre di religione (tra
cattolici e ugonotti), che videro numerosi episodi di stragi, come quella,
celebre, della notte di San Bartolomeo (24
agosto 1572), in cui caddero nella sola Parigi da 3000 a 4000 uomini . La
questione fra cattolici e ugonotti andò poco a poco attenuandosi per la
stanchezza dei contendenti e soprattutto perché se ne accentuò sempre più il
carattere politico; infine, la conversione di Enrico di Navarra (Enrico IV) al
cattolicesimo (1593) diede la pace alla Francia. L’Editto di Nantes (1598)
accordò agli ugonotti i diritti civili e il libero esercizio del loro culto, sia
pure solo in alcune località, lasciando ad essi pure alcune fortezze, come
places de sûreté. Con esso la religione cattolica venne comunque riconosciuta
religione ufficiale dello stato. Ma gli abitanti di La Rochelle, che era
diventata in un certo senso la capitale dei riformati, accettarono a malincuore
l’editto, che ristabiliva il culto cattolico nelle loro città dove non esisteva.
Alla morte di Enrico IV la tensione fra gli ugonotti e Maria de’ Medici prima, e
Luigi XIII poi, giunse ben presto a un punto molto acuto: i riformati si
riunirono nel 1621 a La Rochelle, contro il divieto del re, e pubblicarono una
specie di costituzione dello Stato calvinista, con ordini e regolamenti sia
politici che militari, nonché di finanza.
Più tardi, dopo alcuni anni di relativa calma, ripresero le persecuzioni, che
culminarono con l’abrogazione dell’editto di Nantes, decretata da Luigi XIV nel
1685. In conseguenza di essa un gran numero di ugonotti dovette emigrare; molti
erano commercianti, industriali e operai, e la loro partenza recò grave danno
economico alla Francia. Solo con Luigi XVI gli ugonotti riebbero libertà di
culto pubblico. Infine la Rivoluzione stabilì il principio dell’uguaglianza di
diritti per tutte le confessioni.