Giansenismo
Pochi
movimenti come il giansenismo sorto all'interno del cattolicesimo verso la metà
del '600 - hanno lasciato tracce profonde e segrete nella cultura. Ispirata
dall'Augustinus del teologo ed ecclesiastico olandese
Cornelio Giansenio, questa
corrente sosteneva che il peccato originale ha irrimediabilmente compromesso la
libertà dell'uomo e che la grazia, nostra unica possibilità di salvezza, è
concessa da Dio secondo le sue imperscrutabili vie. Contro tali idee si
scatenarono i gesuiti, allora al culmine della loro potenza, vero e proprio
esercito intellettuale al servizio del papato. Le condanne non si fecero
attendere. a cominciare dalla bolla di Innocenzo X del 1653.
II giansenismo si sviluppò soprattutto in Francia ed ebbe un centro di
riferimento nell'abbazia di Port-Royal. nonché numerosi seguaci di primo piano
quali Pascal o Arnaud. Anche se il sacro luogo, dopo i pronunciamenti della
Chiesa e le paure di Luigi XIV, fu raso al suolo (correva il 1710), l'idea non
morì e penetrò nella coscienza europea.
Dal giansenismo rimase contagiato Manzoni e ad esso fu vicina, tra gli altri,
Maria Drago, madre di Mazzini. Di più: al di là delle condanne, la Bibbia
tradotta da Antonio Martini (diffusissima tra l'800 e il 900) era imbevuta di
giansenismo e lo stesso catechismo di Pio X non fu esente da formule legate a
questa corrente di pensiero.
Agostino (Augustinus)