Valdesi
Con
questo termine si indica uno dei principali movimenti religiosi medievali,
successivamente confluito nella "Riforma protestante".
( Con il termine Riforma "protestante", si intende il vasto movimento iniziato
da Martin Lutero nel 1517, che partendo dalla contestazione della vendita delle
indulgenze e della corruzione della chiesa provocò la rottura dell'unità del
cristianesimo occidentale determinando in tal modo il venir meno di uno fra i
più importanti fondamenti dell'identità della coscienza dell'Europa medievale.
Punto essenziale della contestazione alla dogmatica cattolica da parte delle
chiese riformate è l'affermazione della dottrina della predestinazione con cui,
interpretando S.Agostino, si sostiene che Dio ha predestinato gli uomini fin
dalla nascita. Questa premessa implica la negazione della dottrina del libero
arbitrio, cioè della possibilità per l'uomo di scegliere, e la negazione della
dottrina delle opere, per la quale gli uomini facendo le "opere buone" possono
acquisire meriti di fronte a Dio.
In conseguenza di ciò i riformati negavano il ruolo della chiesa quale
intermediaria tra l'uomo e Dio con la funzione di rimettere i peccati e
affermavano la dottrina del "sacerdozio universale": tutti gli uomini sono in
rapporto diretto con il loro creatore del quale devono conoscere e interpretare
la parola contenuta nelle Sacre Scritture; i sacramenti venivano ridotti al
Battesimo e all'Eucarestia.
La diffusione delle dottrine protestanti trovarono fertile terreno nel momento
storico della prima età moderna per il concorso di motivazioni sociali,
politiche, economiche e culturali. Il concetto stesso di libera interpretazione
delle Scritture, unitamente a motivazioni di ordine politico e sociale,
determinò il rapido frazionamento delle chiese riformate. Fra le principali
ricordiamo: la chiesa luterana, la calvinista e l'anglicana, ma moltissime sono
le correnti e sotto correnti tutte accomunate dalla contestazione della chiesa
cattolica.)
Dunque i VALDESI - Ne fu fondatore il mercante Valdo, che nel decennio 1170-80
scelse la povertà evangelica, costituendo il primo nucleo del movimento, detto
dei "poveri di Lione".
Sino dagli inizi, il movimento si scontrò con l'opposizione della Chiesa: al
rifiuto del programma dei Valdesi da parte del III Concilio Lateranense (1179)
seguì la scomunica del Concilio di Verona (1184).
Emarginati dall'istituzione ecclesiastica, i V. conobbero tuttavia una
progressiva larghissima diffusione tra il sec. XIII e il XIV in Lombardia, in
Linguadoca e in Provenza (fine sec. XII): elementi di predicazione V. vennero
recepiti da ambienti già legati all'eterodossia, dando luogo a un movimento
religioso caratterizzato da una tendenza anti-istituzionale particolarmente
radicale e da una notevole capacità di espansione missionaria, che portò i V.,
attraverso la Svizzera, l'Austria e la Germania, sino nell'Ungheria e nella
Boemia (dove considerevole fu poi l'apporto V. alla rivoluzione hussita del sec.
XV).
Altre aree di diffusione v. furono le vallate alpine del Piemonte occidentale,
del Delfinato e, nell'Italia meridionale, la Calabria e le Puglie.
La strategia dell'autorità ecclesiastica non escluse tentativi, parzialmente
riusciti, d'istituzionalizzazione monastica dei Valdesi (i poveri cattolici in
Francia nel 1208, i poveri riconciliati in Lombardia nel 1210), tesa a
neutralizzarne la carica contestativa, ma rimase essenzialmente repressiva.
I motivi fondamentali del valdismo medievale risiedevano in una prassi che univa
la predicazione itinerante del Vangelo al popolo con la povertà di vita. Di qui
derivò la divisione tra ministri itineranti (distinti poi secondo i tre ordini
dell'episcopato, del presbiteriato e del diaconato) e semplici fedeli, nonché la
costituzione di strumenti di collegamento (rettori, capitoli annuali).
La predicazione dei Valdesi, sostenuta da un'estesa attività di volgarizzazione
della Scrittura, si arricchì di motivi esplicitamente antitradizionali
(negazione del purgatorio e delle messe per i defunti, della validità dei
sacramenti amministrati da sacerdoti indegni; riduzione del numero stesso dei
sacramenti al battesimo, all'eucarestia e alla penitenza; rifiuto della
gerarchia ecclesiastica e dei tradizionali ruoli di culto). Verso l'ordinamento
civile (nonché ecclesiastico) del tempo i Valdesi erano apertamente contestatori
rifiutando il giuramento e la violenza.
Nel sec. XV i Valdesi di Boemia si unirono con gli hussiti e confluirono nella
Unitas Fratrum, quelli di lingua neolatina aderirono nel sec. XVI alla Riforma
protestante, adottando le Ordonnances ecclesiastiche ginevrine.
Dalla metà del sec. XVI in poi, la storia dei Valdesi è un alternarsi di
persecuzioni e di effimere tregue, ottenute grazie alla resistenza armata e alla
coesione sociale dei v. delle valli come alla solidità della loro nuova
organizzazione calvinista. Nel 1551 i Valdesi delle valli ottennero da Emanuele
Filiberto di Savoia il riconoscimento di una relativa libertà di culto. Ma nel
secolo successivo, la persecuzione antivaldese ebbe i suoi momenti culminanti
nel 1655, allorché furono compiute le stragi note come le Pasque piemontesi, e
nel 1683-85 quando i Valdesi vennero espulsi dalle valli e costretti a un esilio
che li portò nella Svizzera e nella Germania meridionale: ritornarono nel 1689 e
furono reintegrati nei loro territori. Furono loro riconosciute la libertà di
culto e la pienezza dei diritti civili durante l'età napoleonica. Poterono così
dedicarsi a un'attività di evangelizzazione, che ne estese la presenza nel corso
della seconda metà del sec. XIX in numerose città e centri minori della penisola
italiana.
Attualmente la Chiesa Valdesi è presente in Italia con circa un centinaio di
comunità (il nucleo più numeroso di Valdesi permane nelle valli del Pinerolese)
e attiva attraverso iniziative di carattere culturale (p. es. la facoltà Valdese
di teologia in Roma, la libreria editrice Claudiana di Torino, la stampa
periodica) e sociale (scuole, ospedali, centri per minori o anziani): la sua
struttura organizzativa è di tipo presbiteriale-sinodale. È stata inoltre
attuata l'integrazione tra la Chiesa Valdese e la Chiesa evangelica metodista
d'Italia.
Centri di cospicua presenza Valdese fuori dell'Italia sono in Francia e in
Svizzera (Losanna, Ginevra, Basilea, Zurigo), negli Stati Uniti d'America
(chiesa di New York; chiese di Valdese, città dello Stato della Carolina) e
soprattutto in Uruguay e in Argentina, dove una ventina di comunità direttamente
legate alla Chiesa italiana raccolgono diverse migliaia di persone.
Preghiere.
Tu che posiedi i destini dei popoli
bevedici la nostra patria
Inclina il tuo squardo
sulle nostre famiglie:
benedici i vecchi, soreggi quelli
che portano il peso della fatica,
ispira alla purezza i giovanni,
sii la guida dei nostri fanciulli
che muovono i primi passi nella
loro vita.
Da una preghiera valdese.