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Lucrezia Borgia
Cinquecento anni fa, la nobildonna più controversa del Rinascimento arrivava a Ferrara, trasformandola in una delle corti più brillanti dell’epoca. Ammaliatrice e seducente, perfida e senza scrupoli, avida di piacere e sfrenata avvelenatrice: Lucrezia Borgia è una di quelle figure contro cui la storiografia sembra essersi accanita facendone ora la personificazione di ogni scandalo, indecenza e seduzione, ora la vittima di morbose quanto infamanti calunnie.
 


 

Duchessa di Ferrara, nata a Roma nel 1480 e morta a Ferrara nel castello di Belriguardo, nel 1519. Figlia di Rodrigo Borgia, il futuro papa Alessandro VI, e di Vannozza Cattanei, fu probabilmente una vittima del padre e del fratello Cesare, che fecero e disfecero i suoi matrimoni a fini politici. A 12 anni era fidanzata a un nobile spagnolo, ma il padre, diventato papa, annullò il fidanzamento, trattando per lei il matrimonio con Giovanni Sforza, signore di Pesaro e nipote di Ludovico il Moro. Nel 1497 però, alleatosi con i reali di Napoli, nemici degli Sforza, Alessandro VI sciolse questo matrimonio per dare Lucrezia in sposa ad Alfonso d’Aragona, duca di Biscieglie, figlio naturale del re di Napoli. Nel 1499, infine, quando i Borgia appoggiavano le pretese di Luigi XII sul Napoletano, il duca di Biscieglie fu assassinato, sebbene Lucrezia lo amasse teneramente. Data in sposa ad Alfonso d’Este, erede del ducato di Ferrara, Lucrezia tenne in questa città una piccola corte, dove convenivano letterati e poeti famosi come l’Ariosto. Attraverso il comune amico Ercole Strozzi conobbe e forse amò Pietro Bembo, che le dedicò gli Asolani; più tardi si innamorò del marchese Francesco II Gonzaga, sposo di Isabella d’Este e signore di Mantova. Ma la morte improvvisa del padre, quella tragica del fratello Cesare e infine il barbaro assassinio di Ercole Strozzi (forse una vendetta di Alfonso d’Este, che lo sapeva complice dei suoi amori), la prostrarono a tal punto che ne morì. La figura di Lucrezia Borgia, che la tradizione vuole corrotta e crudele, ma che probabilmente fu solo vittima dei suoi familiari, ha ispirato un dramma a Victor Hugo, un melodramma a Gaetano Donizetti e numerosissimi romanzi.