| Tommaso Moro. UOMO
POLITICO E UMANISTA INGLESE (Londra 1478-ivi1535) Compiuti gli studi letterari e giuridici a Oxford, fu membro del parlamento (1504); ricopri poi varie cariche politiche (1529) divenne cancelliere del regno, ma dovette dimettersi (1532) perchè si oppose alla tendenza di Enrico VIII di porsi a capo della chiesa in Inghilterra e alla sua politica matrimoniale, e manifestò sempre apertamente la sua disapprovazione per il comportamento del re a proposito del suo divorzio da Caterina d'Aragona e del matrimonio con Anna Bolena. Cosi, quando il re impose il giuramento dell'atto di successione, che oltre il riconoscimento del divorzio da Caterina d'Aragona e del matrimonio di Anna Bolena comportava la proibizione di ubbidire al papa (1534) T.Moro rifiutò e fu processato e condannato a morte insieme con John Fisher. La fama di Tommaso Moro si deve non solo alla sua vicenda, che ha portato, tra l'altro alla sua canonizzazione (1935 festa 22 Giugno) ma anche al Nel primo libro sono aspramente criticate le condizioni politiche dell' Inghilterra dei Tudor; nel secondo viene proposto lo stato ideale tramite la descrizione delle leggi e delle consuetudini degli abitanti di un' isola immaginaria (Utopia): qui i cittadini vivono come in una grande famiglia in comunanza di beni, sotto il governo di un senato di saggi che può ricorrere anche alla diretta consultazione popolare;tutte le religioni sono ammesse,e nessuno può con la forza convertire gli altri; fondo comune di tutte le credenze è la fede in un essere provvidente e buono.Siamo cosi innanzi a una società retta secondo la ragione naturale, implicitamente contrapposta alle società europee, e soprattuto a quella inglese caratterizzate da ingiustizie e violenze. Altre opere di Tomasso Moro ci rivelano i suoi legami con la tradizione umanistica(dalla traduzione dei Dialoghi di Luciano alla vita di Pico della Mirandola)e i suoi sentimenti religiosi (Dialogue of comfort against tribulation, scritto in carcere); notevole l'Apology, redatta dopo le dimissioni. <<Passò gli ultimi mesi della sua vita, Tommaso Moro, a pensare alla Passione di Cristo. E ne trasse scritti come La tristezza, l’amarezza, l’angoscia e la preghiera di Cristo prima della cattura, dove il suo genio interpretativo e intuitivo raggiunge intensità sconcertanti. Sono splendide, per esempio, le riflessioni che inanella attorno all’etimologia di Cedron, il torrente Cedron che attraversa la Valle che porta all’Orto degli ulivi e che, scrive Tommaso, significa ‘triste’, ‘nera tristezza’. Il Cedron dà il nome alla valle che attraversa, e lascia su di essa la traccia di quel non-colore, il nero, che indica la notte e il peccato. Il Cristo ‘annerito’ è, per Tommaso, il Cristo insultato, sputato, sporcato dalle offese dell’uomo. Queste cose Tommaso le scrive nella cella che lo vede prigioniero nella Torre di Londra, dopo aver vissuto ai gradi più alti della scena politica inglese, fino a quel cancellierato da cui si dimetterà, non potendo avvallare la mossa di |