I normanni
(da Northmen o Norsemen, ossia "uomini del Nord") (noti anche come
Vichinghi o Variaghi), invasero l'Europa dall'VIII secolo, risparmiando
dai saccheggi solo quelle città e quei monasteri che versavano ingenti
tributi, come quelli versati da Carlo il Grosso nel IX secolo per salvare
Parigi. Nel 911 Carlo il Semplice tentò di risolvere il problema
concedendo loro in feudo l'attuale Normandia un piccola porzione di
territorio lungo il basso corso del fiume Senna, che andò poi
espandendosi, diventando il ducato di Normandia.
Geograficamente, la Normandia corrispondeva alla vecchia provincia
ecclesiastica di Rouen o Neustria. Non aveva frontiere naturali e
precedentemente fu una semplice unità amministrativa. La sua popolazione
era soprattutto galloromana, mescolata con alcuni elementi franchi,
germanici e vichinghi (questi ultimi avevano cominciato ad arrivare negli
anni Ottanta del IX secolo).

Territori normanni - XII secolo |
Gli stessi
Normanni, comunque, erano discendenti di popolazioni vichinghe della
Scandinavia cui erano state assegnate terre nella Francia
settentrionale (l'odierna Normandia) nell'VIII secolo, mischiatesi con
popolazioni della Neustria. Lo stesso nonno di Guglielmo il
Conquistatore era un vichingo, come anche Harold II d'Inghilterra
discendeva da vichinghi della Danimarca. Molti sovrani medievali di
Norvegia e Danimarca si imparentarono con le famiglie regnanti di
Scozia e Inghilterra.
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I Normanni. I Normanni (uomini
del nord) o Vichinghi (uomini della baia, vik) erano popolazioni
scandinave formate da diversi gruppi etnici, costituite da mercanti,
navigatori, predoni, guerrieri.
Spinti probabilmente dall'incremento
demografico e dal bisogno di terre fertili, cominciarono la loro
espansione lungo due direttrici:
verso occidente per vie marittime e
verso sud-est per vie terrestri. I primi a uscire dalla loro terra diretti
in Francia, Scozia, Irlanda, Inghilterra, Islanda e Groenlandia (dove
arrivò Erik il Rosso nel 981) furono i Norvegesi. Questi giunsero
probabilmente anche nell'America
del Nord che chiamarono Vinland
me che presto abbandonarono. Gli Svedesi, conosciuti col nome di
Vareghi o Rus,
si spinsero nel IX sec. fino al mar Baltico, al mar Caspio e al mar Nero
dove occuparono città e fondarono principati tra cui il più noto fu quello
di Kiev, o Regno di Rus (fondato da Oleg il Saggio nell'882), da cui prese
il nome l'attuale Russia. I Danesi crearono basi in Francia, lungo la
Loira e la Senna, da dove partivano per le loro scorrerie. A partire dal
sec. IX molti Danesi diedero vita a insediamenti stabili e si convertirono
al Cristianesimo. Nel Ducato di Normandia, concesso in feudo da Carlo il
Semplice al capo normanno Rollone nel 911, svilupparono le istituzioni
feudali che avrebbero poi diffuso anche nel Regno di Inghilterra e
nell'Italia meridionale (secc. XI-XII).
L'Inghilterra era stata invasa, fin dal V sec., dagli Angli e dai Sassoni;
i Normanni cominciarono a pressare le popolazioni inglesi nell'850. La
lotta fu molto aspra; nell'878 il sovrano Alfredo il Grande riconobbe il
dominio normanno su gran parte del paese. Guglielmo, duca di Normandia,
aiutò Edoardo il Confessore a riprendersi il trono usurpato dal danese
Canuto il Grande nel 1016;
Nel 1066 Edoardo morì senza discendenti, ma lasciò come suo erede il duca
Guglielmo di Normandia. Costui attraversò la Manica per far valere i
propri diritti. Era iniziata la conquista normanna dell'Inghilterra. Nel
frattempo l'aristocrazia inglese aveva però eletto re il più potente fra i
suoi esponenti, Aroldo, che regnò per qualche mese, fino a ottobre, quando
fu assassinato nella celebre Battaglia di Hastings che decise le sorti
dell'Inghilterra.
Poco più di
due mesi dopo Guglielmo, detto il Conquistatore, fu incoronato re
dall'arcivescovo di York presso Westminster.
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28
settembre 1066 : I normanni conquistano l'Inghilterra
Rivendicando il proprio diritto al trono inglese Guglielmo duca di
Normandia inizia a Pevensey l'invasione dell'Inghilterra. Guglielmo
era cugino di Edoardo il Confessore, re inglese morto senza figli nel
1066. Quindici anni prima Edoardo aveva presumibilmente nominato
Guglielmo a succedergli, ma alla morte del re il consiglio reale
scelse di designare il potente nobile Harold Godwin. Il 14 ottobre
1066 Guglielmo si scontrò con Harold nella battaglia di Hastings: il
re fu ucciso e il suo esercito sconfitto. Il giorno di Natale
Guglielmo il Conquistatore fu incoronato primo re normanno
d'Inghilterra. Il periodo di dominazione normanna cambierà
notevolmente la lingua e la cultura inglese. |
Le diverse direttrici delle spedizioni e scorrerie dei Normanni.
Dopo una tale drammatica ascesa al potere fu facile per Guglielmo
rimodellare le strutture politiche e amministrative del regno escludendo
dal potere le aristocrazie anglosassoni locali e rafforzando
contemporaneamente la presenza normanna secondo il processo iniziato già
da Edoardo il Confessore. Nei suoi 20 anni di regno Guglielmo trapiantò in
Inghilterra il modello feudale francese (definito giogo normanno),
retribuendo con feudi i servizi resigli dall'aristocrazia al suo seguito
(ai suoi tempi vennero costruiti circa ottanta castelli).
Dopo un'iniziale periodo di risentimento e ribellione, i due popoli
iniziarono a fondersi, mescolando lingue e tradizioni. Tra le sue
iniziative ci fu anche nel 1086 la redazione del Grande Libro del Catasto
d'Inghilterra, che intendeva censire i beni e le persone del territorio
del regno. Questo censimento catastale, redatto in una lingua latina ricca
di termini anglosassoni, è uno dei documenti più importanti a livello
storico, sociale, economico e politico.
I Normanni cominciarono a identificarsi con il nome di anglonormanni,
mentre la lingua anglonormanna fu ampiamente distinta dal "francese
parigino", soggetto all'humor di Goffredo Chaucer. Alla fine questa
distinzione scomparve quasi del tutto nel corso della Guerra dei Cento
Anni, con l'aristocrazia anglonormanna che andò progressivamente
definendosi con il termine di inglese e la lingua anglosassone e quella
anglonormanna andarono emergendo come inglese medio.
I Normanni in Italia.
Gruppi di guerrieri mercenari normanni si trasferirono in Italia
meridionale all'inizio del sec. XI per porsi al servizio sia dei
Bizantini, sia delle città loro avversarie, sia dei duchi longobardi. Nel
1030 il capo normanno Rainolfo Drengot ottenne dal duca di Napoli, per cui
aveva combattuto, la signoria di Aversa, a cui si aggiunse quella di
Gaeta. Roberto il Guiscardo, della famiglia degli Hauteville (Altavilla),
signori di Coutances in Normandia, dopo un periodo di lotta con il Papato,
culminato nella vittoria di Civitate (1056), ne divenne il principale
alleato, sostenendolo militarmente nella lotta per le investiture (v. cap.
10) contro l'Impero. Roberto il Guiscardo conquistò Puglia, Calabria e
Campania, mentre il fratello Ruggero, al termine di una guerra durata dal
1061 al 1091, tolse la Sicilia agli emirati arabi di Palermo. Fallì invece
il suo tentativo di espansione verso l'Impero bizantino poiché, sbarcato a
Corfù e a Durazzo, fu costretto a tornare in Italia per domare una rivolta
scoppiata in Puglia e per salvare il papa Gregorio VII da Enrico IV
(1084). Nel 1130, a opera di Ruggero II (1095-1154), figlio del Guiscardo,
fu costituito il Regno di Sicilia, che riuniva tutto il Mezzogiorno nelle
mani dei Normanni. Ruggero II emanò una legislazione valida per tutto il
territorio, rispettando però anche le norme locali. Il Regno fu diviso in
diverse circoscrizioni (giustizierati), ognuna retta da due funzionari (un
giustiziere e un camerario) di nomina regia. I maggiori dignitari del
Regno, con funzioni di giurisdizione, si riunirono attorno al re nella
Magna Curia, primo nucleo di un'amministrazione centrale. Alla morte del
re Guglielmo II (1189) la sua erede Costanza d'Altavilla (1146-1198),
moglie dell'imperatore Enrico VI, legò le sorti del Regno di Sicilia a
quelle dell'Impero trasmettendo il Regno al figlio Federico II di Svevia.
Il mondo vichingo
La società dei Vichinghi era divisa in tre classi, nobili, contadini e
schiavi e aveva un'organizzazione simile a quella feudale. Il figlio
maggiore ereditava tutte le proprietà del padre pagando un risarcimento ai
fratelli che cercavano fortuna come mercanti, pirati o coloni di nuove
terre. I contadini erano liberi ma legati al padrone del quale lavoravano
la terra in cambio di un salario. Alla classe dei contadini appartenevano
anche soldati, artigiani e mercanti. Gli schiavi erano prigionieri di
guerra o uomini rovinati dai debiti. Alla morte del padrone potevano
essere venduti o sacrificati sulla sua tomba. Solitamente i Vichinghi non
vivevano in villaggi ma in fattorie sparse il cui centro era costituito
dalla sala principale dove vi erano il focolare e delle panche lungo le
pareti. Essi non avevano un'organizzazione religiosa e una casta
sacerdotale propriamente detta ed erano gli stessi padroni delle terre a
officiare i riti religiosi all'aperto in prossimità di boschi, tumuli,
massi, sorgenti. Le divinità risiedevano in un luogo remoto, l'Asgardhr
(simile all'Olimpo greco), sede del “sacro albero del mondo” sotto il
quale le tre Norme (simili alle Parche greche) intessevano i destini degli
uomini. I Vichinghi riconoscevano i segni cosmici di una fine del mondo
ormai prossima.
Il
declino
Dopo aver sviluppato
commerci ed insediamenti, dall'Europa giunsero ai Vichinghi numerosi
impulsi culturali. Il Cristianesimo cominciò a diffondersi in
Scandinavia e, insieme alla crescita di un forte potere centralizzato
ed al rinforzarsi delle difese nelle zone costiere dove i Vichinghi
erano soliti compiere saccheggi, le spedizioni predatorie divennero
sempre meno profittevoli e sempre più rischiose. Esse cessarono
completamente nell'XI secolo, con l'ascesa di re e grandi famiglie
nobili e di un sistema quasi feudale; dopo l'anno 1000 infatti le
cronache riportano di battaglie condotte dagli scandinavi "contro"
popolazioni vichinghe del Baltico, fatto che avrebbe portato alla
partecipazione di Svezia e Danimarca alle Crociate del Nord e allo
sviluppo della Lega Anseatica.
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Una mappa che mostra le regioni in cui si insediarono gli scandinavi
nell'ottavo (rosso scuro), nono (rosso), decimo (arancione) e
undicesimo secolo (giallo). Il verde indica quelle zone soggette a
frequenti incursioni da parte dei Vichinghi
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