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BABILONIA
Torre
di Babele |
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A seguito di una ennesima rivolta degli
Israeliti che fecero un patto d'alleanza con gli Egiziani, durante il
regno di Sedecia, nominato re su Gerusalemme nove anni prima dallo stesso
Nabucodonosor II, Babilonesi assediarono nuovamente la loro capitale,
Gerusalemme. L'accerchiamento si protrasse fino all'undicesimo anno di
Sedecia. Un tentativo di intervento dell'alleato egiziano a favore di
Giuda, fu vanificato. I babilonesi tolsero solo momentanemente l'assedio,
respinsero in Egitto l'esercito che veniva in soccorso, e ripresero
l'assedio che si concluse nel Luglio/Agosto del 607 a.C. con l'apertura di
una breccia nelle mura e con la conseguente distruzione del Tempio e delle
mura della città. La popolazione superstite fu in parte deportata come
schiava a Babilonia nel mese successivo, dopo Aver finito di demolire le
città e il tempio; Altra parte del popolo fu poi deportata prigioniera in
Egitto. È da questo avvenimento (dalla distruzione del tempio di
Gerusalemme nel Settembre/Ottobre 607 a.C.) che Daniele comincia a contare
i 70 anni di schiavitù profetizzati dalla Bibbia. (Daniele 9:1-2). Il
popolo giudeo rimase prigioniero di Babilonia fino al 537 a.C. Due anni
dopo la caduta di Babilonia Ciro, col suo editto a favore degli Ebrei,
permise ai prigionieri di fare ritorno in patria ponendo così fine alla
prigionia babilonese; appunto 70 anni dopo la distruzione del Tempio che
ne rappresentava l'autorità teocratica del Dio d'Israele. |