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F. I Barbarossa (Waiblingen 1123 ca - Cilicia 10.6.1190)
 

Khayr Federico I di Hohenstaufen, detto il Barbarossa
dal colore della sua folta barba.

 

Germania e Sacro Romano Impero:

Il Sacro Romano Impero e l'Italia al tempo di Federico I.



Si noti lo spezzettamento territoriale (regni, ducati, marche, contee, vescovadi) del regno di Germania.

Figlio di Federico il Losco, duca di Svevia, della famiglia Hohenstaufen, e di Giuditta, sorella del duca di Baviera, della famiglia Welfen, fu duca di Svevia dal 1147, partecipò alla 1a crociata con lo zio Corrado III e gli succedette come re di Germania e dei Romani nel 1152. In un programma di consolidamento dell'autorità centrale, pacificò i contrasti con i grandi feudatari tedeschi, facendo ampie concessioni a Enrico il Leone cui restituì la Baviera (1155). Il sostegno della feudalità, della chiesa tedesca, delle città imperiali, gli permise di affrontare il problema dell'Italia, dove intendeva riaffermare l'autorità imperiale, convinto assertore della missione universale dell'impero e della sua sacralità. Sceso in Italia, proclamò nella 1a dieta di Roncaglia (Dal latino "dies", cioè "giorno" e quinti "assemblea del giorno") (dicembre 1154) la restituzione da parte dei comuni dei diritti usurpati (iura regalia); distrutta a scopo intimidatorio Tortona, che si era opposta all'autorità imperiale, fu incoronato a Monza re d'Italia (17.4.1155) e, recatosi a Roma in aiuto di papa Adriano IV, gli consegnò Arnaldo da Brescia, ristabilendo l'autorità pontificia e ottenendo la corona imperiale (18.6.1155). Mentre l'accordo col papato sfumò presto in un aspro dissidio sulla superiorità del potere temporale su quello spirituale, con la 2a dieta di Roncaglia (novembre 1158) impose ai comuni la restituzione dei diritti regi e l'insediamento di un podestà imperiale. Le città ribelli furono distrutte: Crema dopo sei mesi di assedio (1160), Milano dopo due anni (1162), mentre alcune città come Como, Novara, Cremona e Pavia si piegarono all'imperatore. Lo scontro col papato si inasprì con l'elezione al pontificato di Alessandro III, suo acerrimo oppositore, e per l'appoggio fornito dall'imperatore all'antipapa Vittore IV, sfociando in uno scisma. Il peggiorare della situazione in Italia, dove su sollecitazione del papa, si andavano formando alleanze tra i comuni (lega veronese, 1164, lega cremonese, 1167) spinse F. a organizzare una nuova spedizione. Mentre col giuramento di Pontida (7.4.1167) le leghe si fusero nella lega lombarda, le difficoltà che F. stava attraversando in Germania, dove si era riaperto lo scontro con Enrico di Baviera, gli impedirono di scendere in Italia fino al 1174. Fallito l'assedio di Alessandria (1174) e i tentativi di accordo diplomatico (Montebello, 1175), venutigli meno gli aiuti dalla Germania, F. fu sconfitto a Legnano (29.5.1176) e costretto a firmare la pace di Venezia (21.7.1177), nella quale riconosceva Alessandro III unico papa, e qualche anno più tardi la pace di Costanza (25.6.1183), nella quale le libertà comunali non risultavano come una conquista, ma come un privilegio concesso dall'imperatore, il quale, mentre ribadiva la sovranità imperiale e rinnovava la richiesta del versamento tributario all'impero, riconosceva di fatto l'autonomia dei comuni. Gli insuccessi militari in Italia furono in parte compensati dalla riaffermazione dell'autorità in Germania (tolse la Baviera a Enrico il Leone, 1180) e da un'accorta politica matrimoniale che, grazie al matrimonio del figlio Enrico VI con Costanza d'Altavilla (1186), permise agli Hohenstaufen di ereditare l'Italia meridionale. Partito alla testa della 3a crociata (1189) per la riconquista di Gerusalemme, dopo alcuni successi, morì accidentalmente annegando nel fiume Salef.
 



Federico Barbarossa entra in Milano