Sociologia criminale.


E' quella parte della s. che si occupa dei fenomeni della criminalità. Tra i suoi promotori emerge E. Ferri, il quale la concepì come "una scienza di osservazione positiva che si gioca della psicologia, della statistica criminale, come del diritto penale e delle discipline carcerarie", una scienza sintetica che applica il metodo positivo allo studio del delitto, del delinquente e dell'ambiente in cui il delitto si manifesta. Oggi prevale l'opinione che essa sia una delle scienze criminologiche, cioè una parte della criminologia. La s. criminale, che si limita a studiare i fattori sociali del delitto, non deve pretendere di sostituirsi alla scienza del diritto penale, in quanto, prescindendo dalla costruzione dogmatica del diritto vigente, esaurisce il suo compito nell'indagare i rapporti intercorrenti fra delinquenza e ambiente sociale. Tuttavia il risultato della s. criminale, come quelli delle altre scienze criminologiche, concludendo in "programmi" di politica criminale, non interessa soltanto il legislatore, ma anche il giurista e il giudice per l'interpretazione precisa e per l'equa applicazione della legge penale.