ASBURGO



Famiglia nobiliare europea che regnò nel corso di vari secoli sul Sacro romano impero e sull’impero d’Austria. La casata degli Asburgo fu una delle più antiche e importanti dinastie esistite tra il XIII e il XX secolo. Il nome (in tedesco Habsburg) deriva dal castello di Habichtsburg (“Rocca del nibbio”), edificato nel 1028 sul fiume Aar, pochi chilometri a ovest di Zurigo.

Le origini della famiglia rimangono ancora oscure: Guntram il Ricco, che visse intorno al 950 e fu probabilmente un nobile carolingio, è il primo antenato degli Asburgo di cui si abbia notizia; Werner, nipote dell’omonimo vescovo di Strasburgo, divenne il primo conte d’Asburgo e morì nel 1096.



L’ESPANSIONE DELLA POTENZA ASBURGICA

Quando il conte Rodolfo I fu nominato re di Germania e imperatore del Sacro romano impero (1273), gli Asburgo acquistarono una posizione di primo piano nel panorama europeo. I domini della casata si arricchirono ancor più quando Rodolfo sottrasse al Regno di Boemia la Stiria, la Carniola, la Carinzia e, soprattutto, l’Austria. La potenza degli Asburgo si estese dunque verso il Danubio e i loro possedimenti si identificarono sempre più con l’Austria, su cui regnarono senza interruzione fino al 1918 in qualità di duchi, arciduchi (titolo ereditario istituito dall’imperatore del Sacro romano impero Federico III nel 1453) e imperatori.

Dopo l’assassinio del figlio di Rodolfo, Alberto I, avvenuto nel 1308, nessun membro della casa d’Asburgo venne più insignito del titolo imperiale per oltre un secolo, durante il quale la dinastia condusse, attraverso un’abile attività diplomatica e una serie di matrimoni che la legarono alle case di Boemia e d’Ungheria, una fortunata politica di espansione territoriale. Alberto II d’Austria salì al trono nel 1438; da quel momento la corona imperiale tornò agli Asburgo (con l’eccezione di un breve periodo tra il 1742 e il 1745) fino alla dissoluzione del Sacro romano impero per opera di Napoleone nel 1806.

L’IMPERO ASBURGICO

Nel 1493 Massimiliano I salì al trono e diede l’avvio a una nuova politica matrimoniale che permise agli Asburgo di accrescere la propria potenza durante i successivi quattro secoli. Il suo matrimonio con Maria di Borgogna fruttò alla casata il possesso dei Paesi Bassi; le nozze fra suo figlio Filippo I e Giovanna la Pazza fecero acquisire l’Aragona e la Castiglia. Il successore di Massimiliano, il nipote Carlo V, ereditò quindi la Spagna con i domini d’oltreoceano, parte dell’Italia (i regni di Napoli, Sicilia e Sardegna, cui poi si aggiunse il Ducato di Milano), i Paesi Bassi, la Germania asburgica e i possedimenti austriaci.

Nel 1556 Carlo V abdicò dividendo l’impero in due parti: al figlio Filippo II lasciò il regno di Spagna con Milano e i tre viceregni di Napoli, Sicilia e Sardegna, i Paesi Bassi e le colonie americane; al fratello Ferdinando I lasciò la corona imperiale, i domini ereditari degli Asburgo e le corone di Boemia e d’Ungheria. I due rami della famiglia governarono così su due delle principali potenze europee, il cui espansionismo fu arginato soltanto dalla guerra dei Trent’anni. L’estinzione della linea spagnola degli Asburgo nel 1700 fu alla base della guerra di successione spagnola (1701-1714). Con la pace di Utrecht (1713) e il trattato di Rastatt (1714), la Spagna passò dagli Asburgo alla casata francese dei Borbone.

GLI ASBURGO-LORENA

La linea maschile degli Asburgo austriaci terminò con l’imperatore Carlo VI nel 1740. Egli, con la Prammatica sanzione del 1713, aveva sancito l’indivisibilità di tutti i domini asburgici e, dato che il suo unico erede maschio era morto, la successione al trono di sua figlia Maria Teresa. Il matrimonio di quest’ultima con il duca Francesco di Lorena (il quale in seguito salì sul trono imperiale con il nome di Francesco I) nel 1736 diede vita alla casata degli Asburgo-Lorena. A seguito della guerra di successione austriaca (1740-1748), Maria Teresa perse parte della Slesia a favore della Prussia, ma riuscì a conservare il trono.

IL DECLINO DELLA DOMINAZIONE ASBURGICA

Il nipote dell’arciduchessa, Francesco II, fu l’ultimo imperatore del Sacro romano impero. Nel periodo in cui regnò, gli Asburgo – benché ripetutamente sconfitti – esercitarono un ruolo chiave nell’ambito delle coalizioni armate contro la Francia rivoluzionaria e napoleonica. Nel 1804 Francesco II assunse il titolo di imperatore d’Austria. Il figlio, Ferdinando I, non si rivelò in grado di gestire gli affari di governo e durante la rivoluzione del 1848, che minò alle fondamenta l’istituzione imperiale, venne costretto ad abdicare in favore del nipote Francesco Giuseppe. Durante il lungo regno di quest’ultimo gli Asburgo persero i possedimenti italiani e il controllo politico e militare sui principi tedeschi; il resto dei domini asburgici fu trasformato nel 1867 nella monarchia imperial-regia di Austria-Ungheria.

La resa di Massimiliano d'Asburgo

La sconfitta subita dagli Imperi Centrali durante la prima guerra mondiale diede il colpo di grazia all’impero asburgico già in declino. L’ultimo imperatore della famiglia, Carlo I, venne deposto e, con la proclamazione della repubblica nel 1919, gli Asburgo furono espulsi dall’Austria. L’arciduca Ottone, ultimo figlio di Carlo I, nel 1961 chiese al governo austriaco di poter tornare in Austria come privato cittadino e nel 1963 la sua richiesta venne accolta.