PRUSSIA



Parte del ducato di Brandeburgo, la Prussia divenne un regno autonomo nel 1701. I sovrani che si succedettero sul trono potenziarono l'esercito e perseguirono una politica di espansione e unificazione degli stati germanici. Nel 1871, Guglielmo I fece della Prussia il centro dell'impero tedesco e la maggiore potenza militare d'Europa.



PREUSSEN

Prussia (tedesco Preussen), regione storica dell'Europa centrale, antico regno e stato tedesco che, all'apice della sua espansione nel tardo XIX secolo, si estendeva lungo le coste del Baltico e del Mare del Nord e confinava a ovest con Belgio, Olanda, Francia e Lussemburgo, a est con l'impero russo, a sud e sud-est con l'Austria-Ungheria e la Svizzera.

LE ORIGINI

Il nome del paese deriva dai prussiani (o borussi), popolo affine ai lituani stanziatosi nella regione tra la Vistola e il Neman, che resistette a lungo ai tentativi di evangelizzazione dei sassoni a partire dal X secolo. A metà del XIII secolo, il territorio prussiano fu conquistato dall'ordine dei cavalieri teutonici, i quali lo popolarono con insediamenti di coloni tedeschi e olandesi, amministrandolo come feudo papale.

Nella seconda metà del XIV secolo si sviluppò in Europa orientale una forte opposizione antitedesca. Nel 1410 un esercito congiunto polacco-lituano sconfisse i cavalieri teutonici nella battaglia di Tannenberg (odierna Stebark), ma la ridefinizione degli equilibri regionali giunse solo con la seconda pace di Toruń (1466), a seguito della quale la parte orientale della Prussia rimase all'ordine teutonico sotto la sovranità polacca, mentre quella occidentale venne direttamente annessa dalla Polonia. Alberto di Hohenzollern (1525-1568), ultimo gran maestro dei cavalieri teutonici, dopo aver aderito alla Riforma secolarizzò la Prussia orientale autoproclamandosi primo duca di Prussia nel 1525.

Nel 1618 il ducato, ancora sotto la Polonia, passò in eredità agli Hohenzollern del Brandeburgo con Giovanni Sigismondo (1608-1620), e avrebbe raggiunto in seguito la piena sovranità sotto il nipote, il Grande elettore Federico Guglielmo (1640-1688), in seguito alla pace di Oliva (1660) al termine della prima guerra del Nord, alla quale il Brandeburgo-Prussia partecipò a fianco della Polonia. Con la pace di Vestfalia (1648), che chiuse la guerra dei Trent'anni, la Prussia ebbe la Pomerania orientale e altri territori; Federico Guglielmo avviò un processo di modernizzazione delle strutture statali accentrando nella propria persona i poteri e le funzioni di governo sin lì esercitati dalla nobiltà e dalle oligarchie cittadine.

IL REGNO DI PRUSSIA

Il figlio di Federico Guglielmo, Federico III, ricevette dall'imperatore Leopoldo I d'Asburgo, per l'appoggio che gli aveva dato nella guerra di successione spagnola, il titolo e il nome di Federico I, re di Prussia (1701-1713). Il suo successore e figlio Federico Guglielmo I (1713-1740) potenziò notevolmente l'esercito prussiano, che divenne il vero perno della nuova organizzazione dello stato; la Prussia estese in questo periodo il proprio territorio alla Gheldria e alla Pomerania occidentale. Il successore Federico II il Grande (1740-1786) ereditò dal padre enormi riserve finanziarie e il miglior esercito d'Europa; grazie al suo genio militare, la Prussia divenne una delle grandi potenze del tempo.

Appena salito al trono nel 1740 Federico II invase la provincia austriaca della Slesia scatenando la guerra di successione austriaca; l'annessione definitiva della Slesia sarebbe avvenuta però solo al termine della successiva guerra dei Sette anni (1763); a questa seguì nel 1772 l'annessione della Prussia occidentale polacca (vedi Spartizioni della Polonia), che permise il ricongiungimento del regno di Prussia con il Brandeburgo. Sul piano interno, il regno di Federico II si caratterizzò come tipico modello di dispotismo illuminato.

Federico Guglielmo II (1786-1797) si alleò con l'Austria contro la Francia rivoluzionaria, ma si ritirò dalla guerra partecipando a due ulteriori spartizioni della Polonia (1793 e 1795) con le quali ingrandì ulteriormente il territorio prussiano; il successore Federico Guglielmo III (1797-1840) in un primo tempo introdusse alcune riforme liberali tra il 1801 e il 1805 promettendo di promulgare una Costituzione; aderì alle coalizioni antifrancesi, ma dopo la sconfitta subita a Jena (1806) nel corso delle guerre napoleoniche, dovette subire il dominio di Napoleone I, protrattosi sino alla disfatta dell'imperatore francese nella battaglia di Waterloo (1815). In politica interna Federico Guglielmo III mutò poi indirizzo aderendo alla Santa Alleanza e contribuendo alla repressione dei movimenti liberali. La Costituzione fu alla fine concessa nel 1848 da Federico Guglielmo IV (1840-1861), che tuttavia la limitò sostanzialmente due anni dopo; il sovrano inoltre si fece promotore di un'unione degli stati tedeschi sotto l'egida della Prussia, ma dovette rinunciare al progetto per l'opposizione dell'Austria.

IL PRIMATO PRUSSIANO IN GERMANIA

Dopo il congresso di Vienna, la Prussia divenne la principale potenza tedesca entro la Confederazione germanica, e quindi il potenziale fulcro di una progressiva unione con gli altri stati tedeschi. Il regno raggiunse l'apice della potenza ai tempi di Guglielmo I (1861-1888), e dei suoi successori Federico III (1888) e Guglielmo II (1888-1918), soprattutto per opera del cancelliere Otto von Bismarck, artefice della guerra contro la Danimarca del 1864, della guerra austro-prussiana del 1866 (dopo la quale nel 1867 si costituì la Confederazione della Germania del Nord), e infine della guerra franco-prussiana del 1870, per mezzo delle quali la Prussia si trasformò nell'impero di Germania (Secondo Reich) proclamato nel 1871 e durato fino al 1918, di cui la Prussia costituì il nucleo principale.

Stato membro (Land) della Repubblica di Weimar (1919-1933), la Prussia fu suddivisione amministrativa (formata da tredici province) del Terzo Reich (1934-1945); dopo la prima guerra mondiale la parte occidentale fu ceduta alla Polonia, mentre quella orientale (secondo i termini del trattato di Versailles) venne separata dalla rimanente Prussia tedesca da un territorio noto come 'corridoio polacco', concepito per offrire alla Polonia uno sbocco sul mar Baltico.

Furono province prussiane tra le due guerre mondiali la Renania, il Brandeburgo, la Pomerania, Berlino, la Sassonia, lo Schleswig-Holstein, l'Hannover, la Vestfalia, la Prussia orientale, l'Assia-Nassau, l'Hohenzollern e la Slesia (oggi ripartita tra Polonia e Repubblica Ceca). Alla fine della seconda guerra mondiale, con la dichiarazione di Potsdam (1945), la Prussia scomparve come soggetto politico autonomo: la parte orientale venne posta sotto l'amministrazione polacca (territori meridionali) con l'eccezione dei territori settentrionali direttamente annessi dall'Unione Sovietica; la Prussia occidentale fu invece ripartita tra le quattro zone di occupazione amministrate da Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e URSS e avrebbe poi costituito la Repubblica democratica tedesca. Oltre alla capitale Berlino, tra le principali città prussiane figuravano Francoforte sul Meno, Colonia, Essen, Dortmund, Düsseldorf, Magdeburgo, Stettino e Königsberg (poi Kaliningrad).

SECONDO REICH



Negli anni Sessanta del XIX secolo, il cancelliere prussiano Otto von Bismarck fu il protagonista dell’unificazione tedesca. Dopo aver sconfitto l’Austria, nel 1866 creò la Confederazione della Germania del Nord. Sconfitta la Francia nel 1870, la Prussia accolse nella confederazione gli altri stati tedeschi ancora indipendenti e si annetté l’Alsazia e la Lorena. Nel 1871 venne proclamato l’impero germanico, il Secondo Reich, uno stato di grandissima potenza.