Superconduttività
Superconduttività Fis. Fenomeno che si manifesta in taluni metalli in cui, a una temperatura sufficientemente bassa, detta temperatura di transizione, la resistività elettrica diminuisce bruscamente ed è praticamente nulla a temperature inferiori.
u Fisica
La
superconduttività fu scoperta da H. Kamerlingh Onnes nel 1911. Tale scoperta
fu la naturale conseguenza della possibilità di raggiungere per la prima volta
temperature più basse di 10 K. E' noto che la resistenza elettrica dei metalli
decresce con la temperatura. A temperature molto basse e per certi metalli e
leghe (tra questi il mercurio usato da Kamerlingh Onnes) si verifica il fenomeno
sorprendente della caduta della resistenza a valori sperimentali nulli in modo
pressochè discontinuo. Fino agli anni Ottanta si riteneva che la temperatura di
transizione non fosse superiore ai 21 K per alcuni composti del niobio. A
partire dal 1986 K. A. Muller e G. Bednorz (premi Nobel 1987) hanno trovato che
un ossido di ittrio, bario e rame risultava conduttore a 90 K. In seguito altri
ricercatori hanno individuato due famiglie di ossidi di rame, che contengono
bismuto e rame, che risultano superconduttori a 110-120 K. Si possono ottenere
queste alte temperature utilizzando azoto liquido, facilmente reperibile ed
economico, e questo ha permesso di estendere le applicazioni dei superconduttori.
La spiegazione del fenomeno rimase ignota per una quarantina d'anni; solo nel
1950 venne sviluppata, da parte di Bardeen e Schrieffer, una teoria
soddisfacente del fenomeno, basata sull'interazione elettrone- fonone nel
metallo. In base a questa teoria le caratteristiche proprietà termiche ed
elettromagnetiche dei superconduttori sono dovute a moti coerenti su distanze
macroscopiche di coppie di elettroni legati entro il metallo; la formazione di
queste coppie che hanno quantità di moto e spin opposti è dovuta
all'interazione degli elettroni con i fononi generati dal reticolo cristallino.
Un fenomeno meno noto della sparizione della resistenza, ma ugualmente
importante, è la brusca espulsione del campo magnetico dal materiale
superconduttore (effetto Meissner). Una spettacolare illustrazione di tale
fenomeno è data dall'esperimento del magnete fluttuante. Un piccolo magnete
permanente rimane sospeso sopra una coppa di materiale superconduttore. Infatti
il campo del magnete non può penetrare nelle pareti della coppa e questo produce
delle forze repulsive atte a tenere sollevato il magnete. Questo fenomeno è
simile a quello elettrostatico per cui una carica posta di fronte a un
conduttore crea una distribuzione di cariche simulanti il campo di una carica
che sia la sua immagine speculare rispetto al conduttore. La presenza di un
campo magnetico abbassa la temperatura critica. Dato che la corrente che fluisce
in un superconduttore crea un campo magnetico, questo tende a distruggere la
superconduttività se troppo intenso. Di qui una limitazione all'idea ovvia di
costruire campi magnetici intensissimi usando correnti enormi entro
elettromagneti superconduttori, corrente che non provocherà costose dissipazioni
di calore per effetto joule. I materiali superconduttori permettono di creare
campi magnetici intensi molto stabili.
I magneti superconduttori hanno trovato
largo impiego, oltre che nella costruzione di acceleratori di particelle, nella
realizzazione di vari dispositivi per la sperimentazione sulla
fusione nucleare,
sulla conversione diretta dell'energia termica in energia elettrica (metodo MHD),
nell'accumulo dell'energia in eccesso. Ma altri dispositivi superconduttori sono
pure entrati nella fase di sperimentazione preindustriale: motori in corrente
continua e alternata; cavi per la trasmissione a distanza di energia elettrica;
levitazione magnetica di veicoli per trasporto su rotaia magnetica ad alta
velocità. Infine alcuni dispositivi elettronici basati su effetti connessi alla
superconduttività (effetto Josephson) sono entrati in commercio. Tra questi i
magnetometri ad altissima sensibilità basati sull'effetto SQUID.