Abaco

Abaco s.m. (lat. abacus, dal gr. ábax, tavola, tavoletta) [pl. -chi]. Ant. In generale, lastra rettangolare o quadrata.  Lastra per incrostazioni su pareti.  Tavolino a uno, tre, quattro piedi lavorato a mosaico.  Tavola da gioco simile alla nostra dama.  Tavoletta munita di un riquadro di metallo o di legno su cui veniva livellata la sabbia fine per tracciarvi figure geometriche.  Tavoletta rettangolare con scannellature parallele e spilloni a bottone mobile che servivano per contare. (Nel medioevo, nel ciclo delle sette arti liberali, è l'attributo abituale dell'aritmetica.)  Presso i Greci, tavola per offerte nei santuari; presso i Romani, credenza.

— Archit. Tavoletta quadrata che corona il capitello, soprattutto dorico, e regge l'architrave.

— Mat. Strumento per calcolare formato da una tavoletta divisa in colonne corrispondenti ai diversi ordini di unità e destinato a facilitare la risoluzione delle operazioni elementari di calcolo digitale.   Sistema di linee tracciate su un piano che permette di effettuare calcoli numerici.  Rappresentazione grafica di una funzione matematica.

u Antichità e Matematica

L'abaco  dei Romani era una tavola solcata da scanalature parallele in cui si potevano spostare dischetti mobili. La prima scanalatura era riservata alle unità, le successive alle decine, centinaia, ecc. Da tempo immemorabile, Cinesi e Tartari possiedono un apparecchio analogo detto suanpan. Tale apparecchio venne introdotto in Russia verso la fine del medioevo dai Mongoli, e ai primi dell'Ottocento entrò in uso in Occidente, dove lo si trova anche nelle scuole col nome di pallottoliere.

L'abaco, ancora oggi impiegato in Cina e in Giappone, in luogo della scrittura, per eseguire operazioni, è un quadro oblungo con un certo numero di aste di ferro, separate in due gruppi da una sbarra trasversale, e sulle quali sono infilate da un lato cinque palline rappresentanti le unità e dall'altro una o due sferette che valgono cinque unità ciascuna. Le palline di ogni asta rappresentano unità dieci volte più grandi di quelle dell'asta immediatamente precedente. Cinesi e Giapponesi fanno con l'abaco, oltre alle operazioni semplici, persino l'estrazione di radici. Il solo inconveniente sta nell'impossibilità della verifica, in quanto via via si perdono le tracce del calcolo.