Acqua
In
chimica, composto di formula H2O, diffuso in natura nei tre stati d'aggregazione
della materia. Nel linguaggio corrente si intende in genere l'acqua allo stato
liquido, che per la sua abbondanza sulla superficie terrestre e negli organismi
viventi fu dagli antichi considerata uno degli elementi fondamentali che
costituivano i corpi naturali.
Per molto tempo l'a. fu considerata come un elemento. Nel 18° sec.
A.-L. Lavoisier ne stabilì, fra i
primi, la composizione e il metodo di sintesi. L'a. si forma per azione
dell'idrogeno sui composti ossigenati, per combustione dell'idrogeno o di
composti contenenti idrogeno ecc., ma normalmente essa non si prepara mai per
sintesi data la diffusione con cui è presente in natura.
Gli stati di aggregazione rappresentano anche le varie fasi di un ciclo chiuso
cui l'a. è sottoposta per azione del calore solare: dalla superficie marina o
terrestre l'a. sale per evaporazione nell'atmosfera, dove condensa e ricade
sulla Terra sotto forma di pioggia, neve, grandine, brina e rugiada; di essa
parte resta in superficie, parte, attraverso fori e spaccature delle rocce,
scende in zone più o meno profonde, nelle quali, arrestata dall'incontro di
terreni impermeabili, scorre con leggi analoghe a quelle delle a. superficiali
finché, per via naturale o per richiamo provocato artificialmente, ritorna in
superficie, dove ricomincia il ciclo. Non tutta l'a. che arriva al suolo ritorna
in circolazione, perché una certa porzione reagisce chimicamente con altre
sostanze e non ricompare come a. finché nuovi processi geochimici non la
liberano dalle sue combinazioni; la perdita è compensata dalle a. di nuova
formazione che si originano nelle grandi profondità per reazione dell'idrogeno e
dell'ossigeno ad alta temperatura (a. giovanili).
Nel compiersi di tutto il ciclo idrologico l'a. viene a contatto con sostanze
solide, liquide e gassose, che in parte essa dissolve o porta in sospensione;
l'a., dunque, non è mai pura, e ciò vale anche per quella meteorica che,
attraversando strati più o meno spessi dell'atmosfera, ne dissolve alcuni
componenti e ne trascina il pulviscolo in essa presente. Quando l'a. contiene
dell'aria disciolta in essa (e talora anche altri gas) si dice aerata; quando vi
siano stati eliminati l'aria o anche altri gas, si dice disaerata.
L'acqua distillata
A. chimicamente pura ottenuta dalla depurazione di quella comune; più corretta è
la denominazione a. deionizzata o a. demineralizzata. La depurazione si può
realizzare per evaporazione o con altri sistemi (scambio ionico, elettrodialisi,
osmosi inversa). Generalmente non si utilizzano le prime porzioni dell'a. che
evapora e si arresta il procedimento quando si è evaporato il 75-80% dell'a. di
partenza. Per distruggere le eventuali sostanze organiche inizialmente si
aggiunge un po' di permanganato potassico. Per l'evaporazione di notevoli
quantitativi di a. (per industrie farmaceutiche, alimentari, alimentazione di
caldaie ad alta pressione, elettrolizzatori, accumulatori ecc.) si ricorre a
evaporatori a effetto multiplo o a termocompressione. A. completamente o quasi
demineralizzata si può avere anche con resine scambiatrici.
Caratteristiche chimico-fisiche
La molecola dell'a., H2O, ha una struttura a forma di V (con diversi sistemi si
è anche potuto misurare l'angolo formato dai due legami O-H che è di circa
104,5°). Le proprietà chimiche e fisiche dell'a. liquida sono fortemente
influenzate dalla presenza di un particolare tipo di legame nella molecola,
detto legame idrogeno, che si stabilisce fra l'ossigeno di una molecola e
l'idrogeno di un'altra, comportando un'aggregazione che giustifica proprietà
molto differenti. L'elevato valore della costante dielettrica dell'a. ne fa uno
dei liquidi di più alto potere dissociante o ionizzante; gli acidi, le basi e
molti sali in essa disciolti si dissociano, più o meno, in ioni (che vi si
conservano in virtù appunto dell'alto valore della costante dielettrica e che
sono della massima importanza per l'effettuarsi delle reazioni in soluzione, per
i fenomeni e i processi d'elettrolisi). La stessa a. è dissociata, debolmente,
nei suoi ioni, e questo permette la spiegazione dei fenomeni d'idrolisi che in
essa avvengono. In fase vapore, la molecola H2O subisce un'altra dissociazione,
termica, secondo lo schema 2H2O−►◀−2H2+O2, che diviene sensibile a una
temperatura dell'ordine dei 2.000 °C e cresce al di sopra di questa.
Le soluzioni acquose
L'a. ha proprietà solventi verso la maggior parte dei composti; gli acidi, gli
ossidi, i sali anidri vi si dissolvono con sviluppo di calore (causa l'idratarsi
dei loro ioni), mentre i sali idrati in genere si dissolvono producendo un
raffreddamento della soluzione. Dalle soluzioni acquose molti sali
cristallizzano anidri mentre altri cristallizzano trattenendo a. in un dato
rapporto, formando cioè dei sali idrati definiti. L'a. si combina con molti
metalli (con quelli alcalini a freddo, con altri a caldo), con gli ossidi (formando
gli idrossidi), con le anidridi (formando gli acidi); presenta la proprietà di
catalizzare molte reazioni che in sua assenza avverrebbero con difficoltà.
u
Approfondimento
L'acqua è essenziale alla vita, ma questa risorsa non è disponibile in quantità
illimitate sul nostro pianeta. Sebbene infatti la Terra appaia a chi la osservi
dalla spazio un pianeta colorato di azzurro per la presenza delle immense
distese oceaniche, solo una piccola frazione dell'acqua presente su di essa è
effettivamente utilizzabile per le esigenze umane. Questa risorsa vitale deve
dunque essere preservata, governata e resa disponibile a tutti, anche per
evitare, in casi estremi, conflitti tra gli Stati.
Una risorsa scarsa
Di tutta l'acqua presente sulla Terra solo il 2,5% è dolce. La parte restante
appartiene a mari e oceani. Di questo 2,5% il 68,9% è imprigionato nelle nevi e
nelle calotte polari, il 30,8% è contenuto nelle falde o nel sottosuolo e solo
lo 0,3% scorre in superficie in laghi e fiumi. L'acqua che può effettivamente
essere utilizzata è meno dell'1% del totale di quella dolce. Nello studio dei
cicli dell'acqua dolce si distingue fra acqua verde e acqua blu. La prima è
l'acqua piovana che permette la sopravvivenza di molti ecosistemi e in parte
sostiene l'agricoltura, mentre la seconda è l'acqua utilizzata dall'uomo e
prelevata dalle falde acquifere e da laghi, fiumi o altre riserve. Si stima che
la quantità di acqua blu totale sia di ca. 40.000 km3 all'anno, e di questi
circa il 10% sia utilizzato dall'uomo. L'effetto congiunto dell'aumento
demografico, della riduzione delle risorse, dei cambiamenti climatici e
dell'inquinamento si traduce in una progressiva riduzione della quantità di
acqua dolce disponibile per persona, che dovrebbe passare dagli attuali 6.600 m3
per persona all'anno a 4.800 m3 nel 2025. Questa quantità è ancora superiore, e
di molto, rispetto a quella necessaria per la sopravvivenza, che è stimata in
1.700 m3 l'anno, livello sotto il quale scatta la definizione di stress idrico.
Sebbene dunque vi sia ancora abbastanza acqua sul nostro pianeta, questa risorsa
sta lentamente diminuendo. Inoltre, l'acqua è distribuita e utilizzata in
maniera disomogenea: per es. un abitante dell'Africa subsahariana utilizza fra
10 e 20 l al giorno, un europeo in media 200 l, mentre un cittadino del Nord
America circa 350 litri.
Gli usi dell'acqua
L'acqua è utilizzata per ca. il 66% per scopi legati all'agricoltura, per il 10%
per usi domestici, per il 20% dall'industria e per il 4% è perduta dalle riserve
a causa dell'evaporazione. Per produrre un kg di patate occorrono
complessivamente circa 100 l di acqua, per un kg di riso 1.400 l, mentre per una
bistecca sempre da 1 kg, 13.000 litri. Per fare un confronto, la produzione di
una tonnellata di acciaio richiede 11.000 litri. Sebbene l'agricoltura sia
responsabile da sola dell'utilizzo dei due terzi delle risorse idriche, buona
parte dell'acqua utilizzata per questo scopo non viene dispersa definitivamente,
ma rimane in circolo, essendo parzialmente riassorbita dalle falde. La stessa
intensa evaporazione produce dei cambiamenti nei microclimi capaci di aumentare
la piovosità, restituendo così in loco l'acqua utilizzata.
Le strategie da adottare
Si parla spesso dell'acqua come 'oro blu', per analogia con il petrolio, detto 'oro
nero' per sottolineare come sia considerata una risorsa preziosa, da condividere
e amministrare. Sono oltre 250 i fiumi e i laghi che delimitano confini
nazionali, e spesso la gestione delle acque è causa di conflitti internazionali.
La scarsità di questa risorsa è una delle cause del fenomeno dei profughi
ambientali, cioè popolazioni costrette a lasciare la propria terra d'origine per
le mutate condizioni ambientali, e, all'inizio del 21° sec., si stima che vi
siano in tutto il mondo 1,1 miliardi di persone che sopravvivono senza avere a
disposizione dell'acqua veramente potabile. Le organizzazioni internazionali
sono intervenute più volte con diverse iniziative per affrontare quella che è
percepita come una crisi mondiale dell'acqua. La Dichiarazione del millennio
dell'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), del 2000, stabilisce tra gli
obiettivi dell'umanità quello di dimezzare entro il 2015 la percentuale di
popolazione mondiale che non ha accesso a un'acqua veramente potabile e ai
servizi sanitari di base come la rete fognaria. La strategia suggerita dal WTO (Organizzazione
mondiale del commercio) per raggiungere questi obiettivi prevede, tra l'altro,
la gestione privata delle reti di distribuzione dell'acqua, nella convinzione
che una amministrazione in regime di concorrenza possa ridurre sprechi,
ottimizzare le risorse e fornire i capitali per gli investimenti necessari.
Questa interpretazione è però avversata da un vasto movimento internazionale,
che propone invece un Contratto mondiale per l'acqua che riconosca il diritto
inalienabile di ogni individuo a disporre della sua razione giornaliera di acqua
dolce.
Le soluzioni non sono dunque a portata di mano, anche perché vi sono profonde
divergenze sulle strategie da adottare. Oltre alla questione della
privatizzazione, e alla nascita delle grandi multinazionali dell'acqua, i pareri
divergono anche sull'utilità delle grandi dighe per governare il corso dei fiumi
e creare riserve da usare anche a fini energetici; come pure sui modi migliori
per amministrare l'acqua per l'irrigazione. Ogni tre anni viene organizzato il
Forum mondiale dell'acqua, il primo dei quali si è tenuto a Marrakech, in
Marocco, nel 1997. Proprio questi forum hanno evidenziato la diversità di
posizioni esistenti. In particolare, non è stata accettata la definizione di
acqua come diritto fondamentale di ogni individuo, in favore di una più neutrale
formulazione di acqua come bisogno. Una differenza non solo di tipo
nominalistico, ma che ha conseguenze concrete nel determinare la politica dei
diversi Stati. L'innovazione tecnologica sta fornendo comunque nuove soluzioni.
Si sta sviluppando una chimica attenta a ridurre il consumo di questa risorsa
nelle industrie attraverso l'uso per es. di catalizzatori non inquinanti. Anche
le biotecnologie potrebbero ridurre la quantità di acqua necessaria nelle
coltivazioni, mentre nuove opportunità vengono dai processi di dissalazione di
acqua, sempre più convenienti