Alimentazione e salute
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Introduzione
Siamo quello che mangiamo. Ogni singolo elemento di qualunque cibo viene
valutato dal nostro organismo, che bada a utilizzarlo subito per vivere e
farci vivere, oppure a immagazzinarlo per necessità future, oppure a
eliminarlo perchè non utile (o addirittura dannoso). Un percorso che si
ripete dalla nascita e fino alla vecchiaia, ma che non può contare sempre
sull'efficienza dei singoli processi, che si logorano con l'uso, che
rispondono man mano con minore efficacia ai procedimenti di riparazione,
che possono rovinarsi molto più velocemente di quanto scritto nel nostro
personale programma biologico (il
DNA)
perchè vengono maltrattati, o perchè malattie specifiche ne diminuiscono
la capacità di funzionare.
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Che cosa è utile all'organismo
Ogni persona consuma ogni giorno un certo quantitativo di energia, che
serve sia per mantenere in vita e riparare tutte le funzioni dei vari
organi e apparati, sia per permetterci di muoverci, lavorare, studiare,
divertirci. Si è stabilito di utilizzare un'unità di misura dell'energia,
valida per calcolare sia l'energia necessaria a ogni persona sia quella
che è possibile ricavare dai vari alimenti. Si tratta della caloria,
distinta in piccola caloria (o cal) e in grande caloria (o Cal). In
generale, ci si riferisce sempre alle
grandi calorie.
Gli alimenti forniscono calorie attraverso i loro costituenti principali:
i grassi (o
lipidi),
gli zuccheri (o
carboidrati),
le proteine (o
protidi).
Gli altri elementi principali della nutrizione, a cominciare dalle
vitamine,
dai minerali e dall'acqua, non servono a dare energia, ma hanno altre
funzioni comunque indispensabili per la crescita dell'individuo e il
mantenimento della sua salute. I grassi sono quelli in grado di sviluppare
la quantità maggiore di energia: per ogni grammo di lipidi si ottengono
circa 9 Cal, mentre proteine e zuccheri ne forniscono circa la metà: 4,1
per ogni grammo.
La quantità di energia necessaria all'individuo ogni giorno non è uguale
per tutti: dipende dal sesso, dall'età e dall'attività fisica condotta.
Prima di tutto bisogna calcolare quanto costa all'organismo far respirare
le cellule, far lavorare tutti gli organi e apparati anche quando dormiamo,
in altre parole mantenersi in vita. Questa spesa energetica, chiamata
metabolismo basale, si calcola misurando la quantità di ossigeno consumata
da una persona a digiuno assoluto da 12 ore, a riposo, e alla temperatura
ambientale di 20°C. Si sa che il metabolismo basale è di poco superiore
nell'uomo rispetto alla donna e che diminuisce sia durante il sonno (del
10 per cento circa), sia nelle persone anziane.
A questo valore di base, bisogna aggiungere l'energia che serve per
svolgere una normale attività quotidiana e l'energia che l'organismo
consuma tutti i giorni, dopo i pasti, per sottoporre ai processi di
digestione e utilizzazione gli alimenti. La prima quota è la più difficile
da quantificare con esattezza: in media, nel soggetto sedentario il
dispendio di energia giornaliero è del 30 per cento circa in più rispetto
al metabolismo basale, se lo sforzo è moderato si sale al 50 per cento in
più e al 100 per cento nel caso di sforzo fisico intenso. La seconda quota
oscilla tra il 6 e il 10 per cento. Questo è, ovviamente, un criterio
generale, che può variare in condizioni particolari (sportivi
professionisti, soggetti fortemente debilitati) e soprattutto durante gli
anni della crescita (fino ai 18 anni), nelle donne in gravidanza o che
allattano.
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Nutrizione e peso corporeo
Ci si pesa alla mattina, senza scarpe e senza abiti, e si ottiene il peso
attuale che, però, non è l'unico a cui si fa riferimento. Esiste infatti
il peso abituale (cioè quello medio di un individuo in un arco di tempo
abbastanza ampio) ed esiste il cosiddetto peso ideale, cioè il numero di
chilogrammi che, secondo gli studi di nutrizione, è quello che garantisce
la buona salute di un determinato individuo. Il peso ideale è calcolato in
base al sesso, all'altezza e all'età, ma ancora una volta è soltanto un
punto di riferimento. Infatti non tutti gli individui sono uguali e il
peso ideale di ciascuno deve essere calcolato considerando per esempio la
costituzione, che può essere più o meno sottile e lo sviluppo muscolare.
Vale a dire che una persona muscolosa può pesare tanto quanto una persona
della stessa età, sesso e altezza, ma grassa: è evidente che, nel caso
della prima, il peso sarà quello giusto, mentre la seconda dovrà rientrare
nei ranghi.
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Nutrizione e sviluppo di malattie
Dal punto di vista nutrizionale, il mondo può essere suddiviso in tre: le
aree in cui si mangia fin troppo, le aree che continuano a non avere
abbastanza cibo e le aree che soltanto da poco hanno accesso a quantità
sufficienti di cibo (e tendono a eccedere). Tutte e tre le situazioni,
prive di controllo, sono dannose. Alimentarsi, infatti, dovrebbe voler
dire introdurre soltanto i cibi che servono e nella quantità giusta. Così
non è: nel caso dei paesi sviluppati (Europa, America del Nord, parte
dell'America del Sud) è la moda a condizionare la scelta alimentare. I
risultati sono noti a tutti, dato che qui prevalgono le malattie da forti
squilibri. Prima di tutto l'eccesso di grasso (come
sovrappeso,
o addirittura
obesità):
un vero flagello, perchè fa da miccia ad altre malattie gravi, come il
diabete,
l'ipertensione
e l'aterosclerosi.
Ed è stato accertato che le troppe calorie introdotte con i cibi, o il
consumo smodato di alcuni alimenti (soprattutto i grassi e l'alcol)
possono favorire lo sviluppo di alcuni
tumori.
Ma non basta: in queste stesse aree del mondo lo scarso controllo della
ricchezza alimentare, insieme ad altri fattori di tipo sociale, ha creato
persino forme di disagio psichiatrico, che si manifestano alterando il
comportamento alimentare secondo due modalità tipiche:
l'anoressia e la bulimia.
Quanto alla situazione opposta, cioè le aree del mondo nelle quali non c'è
ancora abbastanza cibo, i problemi sono ben diversi. La mortalità da
assenza di cibo è un fenomeno purtroppo noto e gravissimo: infierisce
prima di tutto sulle madri e sui neonati con una mortalità altissima,
pregiudica la crescita corretta dei soggetti che sopravvivono e incide in
modo evidente sulla durata e sulla qualità della vita degli adulti.
Infine, non bisogna sottovalutare le aree cosiddette emergenti: quelle
nelle quali la carenza alimentare è in via di superamento e che, proprio
per questo, non conoscono alcun tipo di educazione alimentare. In queste
zone le malattie da alimentazione errata, tipiche dei paesi occidentali,
stanno rapidamente espandendosi. Quella che doveva essere una fonte di
vita, vale a dire la disponibilità alimentare, sta diventando invece una
causa di malattia e di mortalità.
Di recente, infine, la sicurezza alimentare data per certa dalle nazioni
sviluppate, è stata scossa da avvenimenti di diversa origine e sviluppo,
che hanno, però, scatenato nella popolazione reazioni sempre eccessive, o
almeno ingiustificate. Mentre la ricerca scientifica in agricoltura ha
proposto i cosiddetti
OGM,
cioè gli organismi geneticamente modificati, la cronaca veterinaria ha
visto emergere una malattia neurologica come la
BSE,
o encefalopatia spongiforme bovina, e ripresentarsi una malattia infettiva
che si pensava sotto controllo totale: l'afta
epizootica,
letale e contagiosissima per gli animali da allevamento, ma non pericolosa
per l'uomo.
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I principi della nutrizione corretta
Imparare ad alimentarsi nel modo giusto è un metodo che si impara fin da
bambini. Infatti è stato dimostrato che entro i 12 anni si completa la
varietà del gusto per i diversi cibi e che, negli anni successivi,
riuscire a modificare questo primo indirizzo alimentare sarà molto
difficile. In sintesi, per mangiare nel modo giusto bisogna tenere
presente due obiettivi: il primo è non introdurre più energia di quanto
occorra al nostro organismo; il secondo è stare attenti a non far mancare
nulla di quello che serve, non soltanto in termini di energia, ma anche di
altri elementi che sono indispensabili alle cellule dell'organismo per
mantenerne sana la struttura e per funzionare in modo ottimale. Come
abbiamo visto, i fornitori di energia sono i grassi, gli zuccheri e le
proteine.
Un'alimentazione giusta deve portare in tavola nell'arco della giornata,
all'interno del numero di calorie stabilito per ognuno, fino al 60 per
cento di zuccheri o carboidrati (evitando quelli semplici, come lo
zucchero bianco raffinato e preferendo quelli complessi, come la pasta e
il pane), non più del 15 per cento di grassi (preferendo l'olio di oliva
al burro) e quello che resta in proteine (meno proteine dalla carne e più
proteine dai legumi o dai vegetali come il pomodoro). L'acqua è indispensabile e bisognerebbe berne almeno due litri al giorno, mentre la
frutta e la verdura fresche, principali fornitrici di vitamine e minerali,
dovrebbero non mancare in nessuno dei pasti principali.
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