Batteri    Il superregno dei procarioti

Batteri s.m. pl. Classe di microrganismi, detti anche   schizomiceti.

u Microbiologia

I batteri, identificati da Leeuwenhoeck, costruttore del primo microscopio, divennero oggetto di studi solo nel XIX sec., dopo le scoperte di Pasteur. I batteri si differenziano dai vegetali e dagli animali e costituiscono, a causa della loro rapida proliferazione e dell'azione biochimica che svolgono, un gruppo di importanza capitale per il mondo vivente: infatti il loro studio costituisce materia di una scienza a sè, la batteriologia.
 

v Morfologia

I  batteri hanno generalmente dimensioni di 2 m Χ 0,5 m, suscettibili però di notevoli eccezioni. Sono tutti unicellulari, ma spesso più cellule sono unite in colonie, ed è in base alla forma di queste (cellule e colonie) che si differenziano i batteri. Esistono infatti forme diritte, a piccoli bastoni (da cui deriva il nome batteri), forme ricurve a virgola, a mezza luna (vibrioni e spirilli ), forme tondeggianti (cocchi). Le colonie possono assumere l'aspetto di filamenti, derivanti dall'unione di due o più cellule batteriche, oppure possono avere forma di piastre o di cubi (sarcine).

La cellula batterica, circoscritta da una membrana più o meno spessa, mucillaginosa o cerosa (bacillo tubercolare), consta di una massa protoplasmatica poco differenziata in cui sono però presenti granulazioni minuscole contenenti proteine, grassi, glicogeno, abbondante acido ribonucleico e talvolta pigmenti idro- o liposolubili con funzioni analoghe alla clorofilla. I batteri possono essere immobili o mobili, nel qual caso la membrana cellulare è provvista di uno o più cigli.
 

v Fisiologia

Oltre  che per la morfologia i batteri sono molto eterogenei anche rispetto alla fisiologia: esistono infatti specie che possono vivere solo in presenza dell'ossigeno atmosferico, altre che lo sopportano solo in minime quantità o che non lo sopportano affatto, nonchè specie che possono vivere sia in presenza sia in assenza di questo gas. Per quanto riguarda l'assunzione del nutrimento, i batteri sono in genere eterotrofi, ossia possono metabolizzare sostanze organiche già sintetizzate (specie saprofite e parassite, obbligate e facoltative, specie simbionti). Accanto a queste specie eterotrofe, i batteri comprendono anche un certo numero di specie autotrofe capaci di sintetizzare le sostanze organiche necessarie al loro metabolismo mediante i pigmenti presenti nel loro protoplasma, oppure sfruttando l'energia liberata dall'ossidazione di composti inorganici (nitrobatteri, ferrobatteri, ecc.). La riproduzione nei batteri avviene di norma per via asessuata, di solito mediante scissione (da ciò il nome schizomiceti), ma è molto diffusa anche quella mediante spore, mentre non è ancora accertato se si verifichi o no anche una riproduzione sessuale.
 

v Riconoscimento

Il riconoscimento dei batteri si avvale essenzialmente di: 1. caratteristiche morfologiche, rilevabili al microscopio ottico; 2. caratteristiche tintoriali evidenziabili con i normali metodi di colorazione tipo Gram, Ziehl, ecc.; 3. esame delle colonie sviluppatesi da mezzi colturali particolari; 4. esame del potere antigene,  5. esame del potere patogeno effettuato su animali da laboratorio (cavie, ratti, topi).
 

v Diffusione e classificazione

I  batteri hanno importanza fondamentale in natura: sono gli agenti delle fermentazioni e delle putrefazioni che scindono le sostanze organiche in composti inorganici atti a rientrare nel ciclo vitale; fissano i gas atmosferici, arricchiscono il suolo in azoto e forniscono ai vegetali una parte dei composti inorganici di cui hanno bisogno per il loro sviluppo. I batteri patogeni rappresentano solo una piccola frazione dell'universo batterico.

La classificazione dei batteri tiene pertanto conto, oltre che delle particolarità morfologiche, anche di queste diversità funzionali.