Bicicletta

Bicicletta  Velocipede a due ruote, delle quali la posteriore è motrice. ¸ Bicicletta a motore o ciclomotore, bicicletta munita di motore a scoppio, normalmente di 50 cm³ circa di cilindrata.

u Storia

L'idea  di impiegare due sole ruote consecutive, anzichè imperniate sullo stesso asse, è antica; già nel medioevo si trovano raffigurati congegni simili all'attuale monopattino. Il primo veicolo a due ruote fu il celerifero ideato nel 1790 (secondo altri nel 1796) da De Sivrac; a esso seguì, nel 1818, la draisina costruita da Drais von Sauerbronn: su entrambe il conducente stava a cavalcioni e il moto era dato puntando i piedi a terra (da ciò il termine velocipede). L'invenzione del pedale permise, nel 1855, di realizzare il bicicloche, perfezionato gradualmente grazie ai progressi tecnici, originò la bicicletta. Nel 1879 l'inglese Lawson ideò la trasmissione del movimento mediante una catena che collegava il pedale con l'asse della ruota posteriore: il veicolo aveva una ruota anteriore di diametro notevole che svolgeva la sola funzione direzionale. Nel 1884, in Inghilterra vi fu l'invenzione del telaio che collega le due ruote, sostiene la sella, i pedali, il manubrio e la forcella anteriore.

La prima bicicletta con ruote di diametro uguale, telaio tubolare e guida diretta, fu la “Rover” di Starley (1890). La successiva invenzione della ruota libera (dispositivo mediante il quale il pedale è motore soltanto nel senso della marcia) risolse il problema dell'effetto frenante del pedale, consentendo al ciclista di tenere i piedi fermi anche quando la bicicletta è in corsa; questa innovazione richiese l'adozione dei freni, dei cuscinetti a sfere e dei pneumatici.

La bicicletta moderna è composta da un telaio rigido in tubi di acciaio o in leghe ad alta resistenza, i cui elementi posteriori, a forcella, reggono la ruota motrice, e che sostiene una forcella anteriore, solidale con il tubo di sterzo (azionato dal manubrio), e che a sua volta porta l'asse della ruota anteriore; una pedaliera e un sostegno per la sella. La pedaliera è l'organo principale di trasmissione del movimento alla ruota posteriore; facendo forza alternativamente sui pedali, si provoca la rotazione di una ruota dentata che ingrana su una catena la quale aziona, per mezzo di una corona dentata, la ruota posteriore: il rapporto tra il numero di denti della pedaliera e quello della corona definisce la demoltiplicazione . Completano il veicolo i freni, che sono generalmente serviti dalla trasmissione flessibile Bowden, consistente in un filo metallico che scorre in una sottile guaina di plastica; e accessori vari: carter, parafanghi, impianto di illuminazione, segnalatore acustico, pompa per pneumatici, ecc.

Il problema di sfruttare al massimo lo sforzo muscolare per ottenere una marcia veloce portò all'applicazione del cambio di velocità realizzato con ruote dentate coassiali di diverso diametro. La catena può essere impegnata da ciascuna di queste ruote ed è mantenuta tesa da un apposito tendicatena. Una variazione nel sistema frenante è il freno a contropedale: con questo dispositivo il pedale non è trascinato dalla ruota, ma applicando a esso uno sforzo contrario a quello normale di marcia si fa agire un freno sul mozzo della ruota posteriore. Vengono anche costruite biciclette provviste di snodi nel telaio, movimento telescopico della sella e del manubrio e ruote di piccolo diametro: esse possono così venire ridotte di dimensione e occupare poco spazio, sì da poter essere agevolmente trasportate anche a bordo di autoveicoli. Grande successo, infine, hanno avuto le biciclette da fuoristrada (mountain-bike) che hanno pneumatici di grande sezione e con battistrada incisi per aderire meglio al terreno sconnesso, cambi a ruote dentate con un numero di rapporti superiore a quello delle biciclette da strada (raggiungono anche i 24 rapporti) e  freni con grande superficie.