Carboidrati - lipidi
Carboidrato
Semiacetale o semichetale poliossidrilato o, in genere, sostanza che può
fornirli per idrolisi. (Sin. glucide, idrato di carbonio,
osio, oside, saccaride, zucchero.)
Denominazione generica delle sostanze di formula generale CnH2nOn e
dei loro polimeri: Il glucosio è un carboidrato.
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Chimica
Se
un
carboidrato non può essere scisso per idrolisi si chiama
monosaccaride; se è scindibile in due monosaccaridi, uguali o diversi,
è detto disaccaride; se l'idrolisi porta a più molecole, uguali o
diverse, di monosaccaride, il carboidrato è detto polisaccaride. I
monosaccaridi sono distinti in aldosi e chetosi; i disaccaridi possono o
no mantenere la funzione carbonilica e a ciò è legato il loro potere
riducente. Fra i polisaccaridi, che sono veri polimeri, citiamo l'amido,
la cellulosa, l'inulina, ecc.
Una
classe particolare è quella degli eterosidi o glucosidi i
quali, per idrolisi, danno accanto a una o più molecole di monosaccaride
una o più molecole di sostanze diverse dette agliconi. Così, per
idrolisi dell'amigdaloside si ottengono due molecole di glucosio e una di
cianidrina dell'aldeide benzoica.
I
monosaccaridi sono tutti dolci, i disaccaridi lo sono quasi tutti, i
polisaccaridi sono insipidi. Gli eterosidi possono essere dolci, amari,
insipidi, astringenti, ecc.
Lipide
Sostanza
di origine animale o vegetale contenente nella molecola una catena
idrocarburica legata a un gruppo funzionale acido o alcoolico o aldeidico
o amminico.
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Chimica
I
lipidi, la cui insolubilità in acqua è dovuta alla relativa lunghezza
della catena idrocarburica, si distinguono in semplici e
complessi. Sono lipidi semplici i trigliceridi, che possono essere
grassi od oli a seconda della loro consistenza a temperatura ambiente, le
cere e gli steroli come il colesterolo. Sono lipidi complessi i
fosfolipidi e i glicolipidi. I trigliceridi sono di solito sostanze di
riserva per animali e piante; le cere svolgono funzioni protettive. Gli
steroli e i lipidi complessi hanno invece funzioni più delicate e
importanti.
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Fornitori di
energia
I
carboidrati o zuccheri (o glucidi) sono, insieme ai
lipidi o grassi e ai protidi o proteine, gli
elementi costitutivi fondamentali delle cellule e i
principali fornitori di energia.
I carboidrati sono presenti negli alimenti vegetali
(e nei derivati), nel latte e nei suoi derivati.
Sono fornitori di energia (4,1 Cal per grammo)
soprattutto per i muscoli, il cervello e il cuore.
Si devono distinguere gli zuccheri in base alla loro
struttura chimica: quelli semplici (fruttosio,
glucosio, lattosio, saccarosio, galattosio) e quelli
complessi, chiamati anche amidi, che derivano dalle
diverse aggregazioni di quelli semplici. I
carboidrati semplici sono i dolcificanti naturali e
sono quindi contenuti in tutti gli alimenti a sapore
dolce. Gli amidi non hanno sapore dolce e sono
presenti in gran quantità nei cereali e derivati,
nei legumi e nei tuberi (come la patata). Bisogna
ricordare che l'energia fornita dagli zuccheri
semplici è subito disponibile, mentre quella degli
amidi viene consumata con più lentezza, quindi dura
di più: su questo principio si basa, per esempio,
l'alimentazione degli atleti, che prima di una gara
consumano di solito pastasciutta, come fornitrice di
zuccheri complessi da consumare man mano. Da
ricordare che i carboidrati non utilizzati vengono
trasformati dall'organismo in grassi e immagazzinati,
insieme agli altri lipidi, nel tessuto adiposo: ecco
perchè un'alimentazione troppo ricca di zuccheri
tende a far ingrassare.
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Lipidi: i buoni e i cattivi
I
lipidi
o grassi sono formati dall'aggregazione di
sostanze chimiche dette acidi grassi e si
distinguono in grassi animali (cioè presenti negli
alimenti di origine animale, dalle carni, al latte e
derivati, al pesce) e in grassi vegetali (presenti
in alimenti di origine vegetale, dall'oliva alla
soia, al mais, al cocco). Nell'uomo sano, i lipidi
rappresentano il 15 per cento del peso corporeo e,
grazie al loro contenuto calorico (1 grammo fornisce
9 Cal) sono la principale fonte energetica
dell'organismo. In campo nutrizionale, inoltre, si
distinguono da tempo due gruppi di grassi: quelli "buoni"
e quelli "cattivi". La differenza sta negli acidi
grassi dai quali sono costituiti: in questa sede
basterà sapere che questi acidi grassi sono detti
saturi oppure insaturi.
Gli acidi grassi buoni sono quelli insaturi,
contenuti nell'olio di oliva (che fornisce un acido
di qualità eccellente per la salute umana, l'acido
oleico) e negli oli vegetali in genere (ma non tutti
sono validi quanto l'olio d'oliva). Rientrano nella
categoria dei grassi buoni, perchè insaturi, anche i
lipidi contenuti nel pesce, soprattutto di mare e
prevalenti nel cosiddetto pesce azzurro (acciughe,
sardine, sgombri).
Nell'altro campo, quello dei grassi saturi e cattivi,
ci sono tutti i grassi della carne (soprattutto
rossa, mentre quella bianca contiene lipidi sì
saturi, ma meno dannosi), i salumi e gli insaccati (anche
se ultimamente gli allevatori hanno migliorato
l'alimentazione dei suini in modo tale da ridurre
nelle loro carni questo tipo di grassi), il burro,
lo strutto e i formaggi grassi, le uova. Attenzione
inoltre all'olio di cocco che, pur essendo vegetale,
contiene molti grassi saturi e deve essere quindi
evitato nell'alimentazione (controllate le etichette!).
In generale, si è scoperto che gli acidi grassi
saturi favoriscono la comparsa e lo sviluppo di
alcune malattie, prima tra tutte
l'aterosclerosi;
ciò che non fanno i grassi insaturi.
Nell'alimentazione cosiddetta occidentale, molto
ricca, l'apporto di grassi saturi è di solito più
che abbondante e andrebbe corretto privilegiando i
lipidi insaturi. In altre realtà di deficit
alimentare cronico, è la carenza di grassi in
generale, e di grassi saturi in particolare, a
causare gravi squilibri.
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