Ceramica

Ceramica  (gr. keramike [téchne], arte del vasaio; da kéramos, argilla, vaso d'argilla). Arte di fabbricare vasellame o altri oggetti, fondata sulla proprietà delle argille di formare con l'acqua una massa plastica che può essere lavorata facilmente e che viene resa solida, dura e inalterabile dalla cottura. Ź Per estens. Gli oggetti così ottenuti, soprattutto al pl.: Mostra di ceramiche.  [Le ceramiche si suddividono in vari modi e prendono denominazioni varie: porcellane, faenze, maioliche, ecc., a seconda della tecnica di lavorazione e di fabbricazione.

— Med. Ceramica dentaria, il complesso delle tecniche che utilizzano, come mezzo per la ricostruzione, porcellane a media o ad alta temperatura di fusione. (Nella pratica odontoiatrica le porcellane vengono adoperate per la fabbricazione di corone di rivestimento; in tecnica protesica si fanno denti in porcellana piena, con o senza attacco.)

u Etnologia, etnografia

Alcune  popolazioni allo stato di natura, soprattutto se il loro livello culturale è analogo a quello del paleolitico-mesolitico, ignorano tuttora la tecnica di fabbricazione delle ceramiche e, a volte, il loro uso; ma la maggior parte dei popoli ha sviluppato una tecnica di lavorazione dell'argilla che varia da tribù a tribù e che sovente raggiunge livelli notevoli. L'argilla usata è di composizione assai varia: ciò è dovuto sia alla qualità della materia prima disponibile sia alla tradizione che fa seguire metodi di preparazione molto semplici; l'argilla, infatti, viene depurata a mano, impastandola, oppure viene ridotta in polvere e poi setacciata. Successivamente viene sgrassata perchè sia meno fragile durante la cottura: l'operazione consiste nel togliere all'argilla parte della sua plasticità mediante l'introduzione di cenere, di segatura, di paglia, di peli o di erbe tritate che, bruciando durante la cottura, rendono l'impasto più poroso, evitando in tal modo la rottura dell'oggetto; in Africa, nell'America Centrale e nelle regioni settentrionali, andine e amazzoniche dell'America del Sud, si usa mescolare sabbia e, più di sovente, pezzi di vecchio tessuto triturati.

Prima di procedere alla lavorazione del pezzo l'impasto viene battuto e rimaneggiato a lungo; la foggiatura del pezzo viene eseguita generalmente per modellamento, per formatura oppure col tornio. Il modellamento consiste nel sagomare un blocco d'argilla, dandogli la forma voluta mediante abili ritocchi a mano o con semplici arnesi (coltello, spatola, sassi); spesso, più pezzi d'argilla modellata vengono riuniti a costituire l'oggetto definitivo. Un procedimento seguito in Melanesia e da alcune tribù africane e americane consiste nel preparare la forma del pezzo mediante tondini cilindrici di argilla avvolti a spirale: successivamente, questi vengono saldati per compressione gli uni agli altri e poi lisciati accuratamente (colombinature).

La formatura è una tecnica poco diffusa e usata soltanto per oggetti grossolani (stoviglie, recipienti e simili) o per fabbricare statuette mediante stampo e controstampo; nell'Africa centrale, nell'India settentrionale e nell'America Centrale vengono usate forme interne, fatte di paglia pressata, che brucia totalmente durante la cottura, e sulle quali viene modellata l'argilla.

La tornitura della ceramica viene fatta con la ruota del vasaio, i cui modelli tuttora usati sono molto simili a quelli preistorici; la tecnica operativa è uguale a quella seguita dagli artigiani europei ed è praticata solo dalle popolazioni culturalmente più progredite.

Modellato il pezzo, la ceramica viene fatta seccare, generalmente al sole, e rifinita mediante coltelli o raschietti; molte popolazioni eseguono poi una decorazione più o meno elaborata, sia mediante impressione sia mediante inglobamento di oggetti decorativi (pietre, rilievi in argilla, ecc.), sia dipingendo motivi ornamentali o figure. Quasi tutti i popoli allo stato di natura usano impermeabilizzare le ceramiche mediante colori vegetali, smalti o resine. In Africa, Oceania e America Meridionale la cottura delle ceramiche è generalmente fatta all'aperto: i pezzi vengono posti gli uni sugli altri e ricoperti di rami ben secchi ai quali si dà fuoco; questo però non permette di ottenere temperature elevate, nè di regolare la cottura. In Asia, invece, sono usati forni particolari, lunghi e inclinati, dove le ceramiche possono essere disposte a differenti livelli di temperatura; in Cina e in Giappone sono più usati i forni verticali, che permettono un preciso controllo e un'esatta regolazione delle temperature necessarie ai vari tipi di ceramica.