Compact disc

Compact  disc [kompakt disk] s.m. (voce ingl.). Nome depositato negli anni Ottanta dalla multinazionale olandese Philips, che indica dischi del diametro di 12 cm in materiale plastico rivestito di alluminio, per la registrazione con metodi ottici di informazioni digitali.

u Informatica

compact disc, nati inizialmente per la registrazione di musica, in sostituzione del tradizionale disco di vinile, registrano le informazioni come forellini di diametro inferiore al micrometro praticati mediante un laser sulla superficie metallica del disco; la superficie metallica è poi ricoperta con una pellicola protettiva di lacca. Anche la lettura delle informazioni avviene mediante un dispositivo a laser.

In campo musicale, i compact disc consentono la registrazione di 74 minuti di musica in alta fedeltà, in stereofonia, con frequenze di campionamento tipicamente di 44,1 o 48 MHz. Non esistendo, in fase di riproduzione, un contatto meccanico fra disco e dispositivo di lettura, i compact disc mantengono inalterate nel tempo le loro caratteristiche, a differenza dei dischi tradizionali in vinile, facilmente soggetti a logoramento con conseguente perdita di fedeltà.

Considerato che le informazioni registrate su un compact disc sono in forma digitale, il passo all'impiego di questo tipo di supporto al di fuori del campo musicale è stato relativamente semplice: gli 0 e 1 che rappresentano suoni campionati possono rappresentare anche qualsiasi altro tipo di informazioni, testi, immagini, filmati o programmi. Le differenze non stanno nella forma fisica delle informazioni, ma nella loro organizzazione logica, nei sistemi di codifica e decodifica. Nello standard CD-ROM (Compact Disc Read-Only Memory) che si è diffuso in campo informatico, i 74 minuti di registrazione musicale si trasformano in circa 680 megabyte di spazio di memorizzazione, pari a quasi 700 milioni di caratteri di testo (oltre 20.000 pagine di un libro di medio formato).

Il compact disc ha conservato del disco fonografico la caratteristica che tutte le informazioni sono disposte in un'unica traccia fisica disposta a spirale, che viene letta procedendo dal centro verso l'esterno. La traccia fisica può essere divisa in un massimo di 99 tracce logiche, ciascuna delle quali può ospitare musica, video o dati, ma non frammisti. Se su un compact disc debbono essere registrati musica e dati, le tracce logiche debbono essere almeno due. (Sui sistemi di registrazione magnetica per l'informatica, come i dischi rigidi, la superficie di registrazione è suddivisa in tracce concentriche.)

Nato come supporto su cui le informazioni potevano essere memorizzate solamente con un complesso procedimento industriale, non più cancellabili e riscrivibili, quindi adatto per evitare la pirateria, molto comodo grazie alla sua capacità anche per la distribuzione di software, il compact disc si è evoluto diventando anche un supporto registrabile (una sola volta) con apparecchiature domestiche.

In funzione degli usi possibili del supporto, sono stati definiti vari standard: lo standard Red Book (ISO 10149) è quello del CD-DA (Digital Audio), il compact disc musicale originale e specifica livelli di quantizzazione e frequenza di campionamento, la velocità di trasferimento dei dati e il tipo di modulazione utilizzata; lo standard Yellow Book (ISO 10149:1989(E)), introdotto nel 1984, descrive i formati per i CD-ROM e il CD-XA (in cui si aggiungono ai dati anche informazioni audio in forma compressa); lo standard Green Book riguarda il CD-i (Interactive) sviluppato dalla Philips per i dischi contenenti sia testo che suoni e video e usa la modulazione ADPCM (Adaptive Delta Pulse Code Modulation), che permette la presenza di circa due ore di musica stereo ad alta fedeltà; lo standard Orange Book, introdotto nel 1992 e sviluppato congiuntamente da Philips e Sony, per la tecnologia multisessione (il disco può contenere gruppi di dati registrati in tempi diversi), per i CD registrabili; lo standard Blue Book, pubblicato nel dicembre 1995, per il formato denominato CD-Extra o CD-Plus, per CD musicali contenenti parti multimediali; lo standard White Book per i Video CD.