Conca (recipiente)

Conca  (lat. concha, conchiglia, vaso, dal gr. kσnche, conchiglia). Recipiente di terracotta, dall'imboccatura molto larga, per l'acqua e per il bucato: La conca per lavare i panni.  Per estens. Vaso di rame, usato per attingere e conservare l'acqua: D Per posare il pesce in fresco il ragazzo scelse una piccola conca piena d'acqua (Calvino).  Vasca, bacino: La conca di una fontana.  Il liquido che una conca può contenere: Due conche d'acqua.  Fig. Cavità, volta concava; in partic. la volta celeste: D Nella profonda conca, palpitava la vita ardente delle costellazioni (D'Annunzio).  Lett. Conchiglia: D Egli portò la conca la qual s'apre ... e ... genera la perla (Tasso).  Urna sepolcrale: D Gridar tanto intorno a quella conca, / che 'l freddo marmo si movesse a pieta (Ariosto).

— Loc. A conca, di cosa che formi una concavità: Disporre le mani a conca per bere.

— Agr. Sin. di benaccia.

— Anat. Conca del padiglione auricolare, cavitΰ pressochι circolare dell'orecchio esterno, divisa in due parti dall'elice, e continuantesi internamente nel condotto auditivo esterno.

— Archit. Conca absidale, sin. di catino.

— Geogr. fis. Depressione per lo più di piccole dimensioni, il cui fondo può essere occupato da un lago. (Una conca può formarsi a causa di fenomeni d'erosione, in seguito ad affossamenti tettonici o a sbarramenti provocati da frane, alluvioni, morene.)  Conca chiusa, forma d'erosione carsica sul cui fondo si apre generalmente un pozzo o un inghiottitoio.

— Lav. pubbl. Opera idraulica consistente in un bacino artificiale isolato da una chiusa. (E' detta anche   chiusa con conca.)  Conca di navigazione, opera idraulica costituita da un bacino, isolato da uno o più sbarramenti (portoni o portine) comandati mediante dispositivi, che collega due tronchi di canale a livello diverso e che consente ai natanti di passare da un tronco all'altro dell'idrovia.  Conca o chiusa di cacciata, bacino che permette di eliminare l'eccedenza d'acqua di una conca di scarico.  Conche in serie, successione di conche di navigazione attraversate tutte dalla stessa portata, tali che le porte a monte (portine) di ciascuna coincidono con le porte a valle (portoni) della precedente.  Conche in parallelo, insieme di conche di navigazione affiancate, costruttivamente distinte, ciascuna attraversata da una parte della portata totale dell'idrovia.  Conche di incrocio o di scambio, conche di navigazione poste all'incrocio di due canali, quindi fornite di organi d'entrata e d'uscita per entrambi.  Conca a camera o a bacino, sistema di due conche fra le cui porte si trova un bacino ove entra il natante per salire o scendere.  Conca a sperone, le cui porte formano un angolo.  Conca di scarico, che trattiene il contenuto di un bacino di scarico.  Conca quadrata, che dispone di un'unica chiusura scorrevole su guide.  Conca semplice, avente un'unica porta, atta a mantenere le acque del bacino a un livello sempre uguale.  Conca a tamburo, i cui muri di fiancata sono muniti di fori corrispondenti a un piccolo canale, coperto a volta, che si apre sul fianco e a valle delle porte.

— Mar. Seno di mare, cinto all'intorno da campagna bassa, aperta e mal protetta dal vento.

u Lavori pubblici

Le conche di navigazione sono opere idrauliche che si costruiscono lungo canali e fiumi navigabili al fine di far superare ai natanti i dislivelli fra un tronco e l'altro dell'idrovia. Hanno la forma di un parallelepipedo rettangolo di dimensioni sufficienti per poter contenere uno o più natanti. Le prime conche furono ideate e costruite all'inizio del XV sec. (sembra a Milano, da Filippo degli Organi e Fioravanti da Bologna, nel 1438); successivamente, la tecnica costruttiva fu perfezionata da Leonardo da Vinci; attualmente, le dimensioni di una conca non sono inferiori ai 40 m di lunghezza, 6 m di larghezza e 2,60 m di profondità; su certi grandi canali o fiumi navigabili, le conche raggiungono dimensioni ben maggiori (conca di Gatun, nel canale di Panama, che è lunga 305 m, larga 33,5 m e profonda 12,2 m). Le conche sono costruite in muratura, pietra e, più spesso, in calcestruzzo armato. Il bacino vero e proprio o camera è limitato da due muri di testata a monte (muri di difesa) e da due muri di testata a valle (muri di fuga), i quali costituiscono il prolungamento dei muri di fiancata che hanno la funzione di proteggere i lati della conca dallo sfregamento prodotto dai battelli e dagli ormeggi. Le conche sono chiuse dalle porte a monte (portine) e a valle (portoni); queste appoggiano in posizione di chiusura contro le soglie e in posizione d'apertura entro le nicchie. Le porte possono essere a due battenti, girevoli intorno a un asse orizzontale o verticale e si aprono a ventaglio (le porte delle conche di Kembs, sul Reno, e della chiusa Saint-Pierre a Donzère sono del tipo a due battenti). Oppure sono scorrevoli, sollevabili a saracinesca, e anche montate su pontoni girevoli o su pontoni galleggianti: le porte a saracinesca hanno il vantaggio di essere sempre in equilibrio, qualunque sia la loro posizione, il che consente di riempire la conca anche solo con una piccola apertura delle porte; quest'ultimo tipo è assai usato nei canali svedesi e attualmente si tende a diffonderlo anche in altri paesi d'Europa. Il riempimento e il vuotamento del bacino si può fare o con l'apertura di portelli (uscioli o ventole) ricavati nelle porte; oppure, come si usa nelle conche moderne, mediante cunicoli (acquedotti) sia ricavati nei muri di testata sia costruiti sotto i muri di fiancata o sotto la platea; i cunicoli immettono o tolgono l'acqua attraverso vani distribuiti lungo tutta la conca. Nella conca il livello dell'acqua può essere fatto variare, con la manovra di valvole o di paratoie, fra i due valori estremi del livello nei due tronchi di canale dell'intera idrovia. La platea della conca è generalmente molto spessa, a forma di arco rovescio per opporsi agli sforzi trasmessi dai muri di fiancata e dalle sovrappressioni (conca a carena). Possono essere costruiti vari tipi di conche: in parallelo, di incrocio o di scambio, in serie o scala di conche.

Durante la navigazione in un canale con forti dislivelli, il natante viene fatto passare nelle successive conche; in tal modo supera il dislivello mentre galleggia entro la conca racchiusa fra due porte, che si aprono, prima sul tronco da cui proviene il battello, e poi sull'altro verso il quale è diretto, dopo che il livello dell'acqua è aumentato o diminuito del dislivello fra i due tronchi dell'idrovia.