Dirigibile



Dirigibile . Che può essere diretto.

¡ S.m. Aerostato costituito da un involucro fusiforme contenente il gas (o palloni gonfiati con gas) che ne assicura il sostentamento nell'aria e da organi di propulsione e di guida che consentono di dirigerlo. (Venne utilizzato sia in pace sia in guerra nei primi quarant'anni del XX sec.)

6 maggio 1937


Il disastro del dirigibile Hindenburg

Il 6 maggio 1937, il dirigibile Hindenburg prese fuoco andando completamente distrutto mentre cercava di ormeggiarsi nei pressi della Stazione Aeronavale di Lakehurst. Nella tragedia persero la vita ben 35 persone. Il disastro ebbe talmenmte tanta risonanza tra le pagine della cronaca che, cambiò l'opinione sociale su questi particolari mezzi di trasporto. L'evento, dunque, segnò la fine dell'epoca del trasporto passeggeri su gigantesche aeronavi rigide.

u Trasporti

Fin  dal 1783, lo scienziato militare francese Meusnier aveva progettato in ogni dettaglio un pallone mosso da un'elica; un altro francese, Henri Giffard, costruì nel 1852 un dirigibile propulso da un piccolo motore a vapore; nel 1872, Dupuy de Lôme realizzò a sua volta un pallone di forma oblunga mosso da un propulsore azionato a braccia. I fratelli Tissandier (1883) utilizzarono un motore elettrico; ai capitani Renard (1847-1905) e A. Krebs si deve la realizzazione del primo pallone dirigibile (France) che sia tornato al suo punto di partenza (Meudon, 9 agosto 1884): era azionato da un pesante motore elettrico alimentato da una pila; l'esperimento si rinnovò tre volte nello stesso anno. L'introduzione del motore a scoppio permise l'affermarsi dei primi dirigibili: in Francia, i fratelli Lebaudy e l'ingegner Julliot realizzarono diversi dirigibili azionati da motori a scoppio (Lebaudy, Paris, Republique, Liberté), muniti di timone di profondità e di piani stabilizzatori. In Italia, tra il 1905 e il 1910, Almerigo da Schio, Enrico Forlanini, Crocco, Ricaldoni e Usuelli costruirono e fecero volare diversi tipi di dirigibili; due di questi furono utilizzati in Libia nel 1911-1912, durante la guerra italo-turca. Dal 1910 al 1914, vari costruttori francesi: Società Astra (Deutsch de la Meurthe), Clément Bayard, Zodiac, costruirono dirigibili sempre più grandi restando fedeli al tipo floscio, nel quale la forma esterna è mantenuta soltanto dalla pressione interna dei gas. Per rimediare alle variazioni di volume dell'idrogeno, che avrebbero modificato la forma dell'involucro rischiando di afflosciarlo, la pressione era mantenuta da una o più camere di compensazione gonfiate da una manica a vento o presa d'aria, oppure da una ventola; valvole automatiche o a comando limitavano la pressione. L'equipaggio, gli organi propulsori e di pilotaggio e il carico erano contenuti in una navicella costruita in legno o in metallo, unita all'involucro da cavi di sospensione. Furono costruiti anche dirigibili di tipo semirigido che differivano da quelli flosci in quanto avevano una chiglia metallica; il primo dirigibile rigido fu costruito invece nel 1900 a Friedrichshafen (Germania) dal conte Zeppelin. Aveva un'armatura interna in leghe leggere formata da larghi anelli collegati da travi longitudinali; le due estremità terminavano a forma di cono e quella posteriore, più affilata, portava i timoni di quota e di direzione. L'interno dell'involucro, che era lungo 128 m e aveva una capacità di 11.300 m³, era suddiviso in quindici comparti separati, ognuno dei quali conteneva un pallone pieno di idrogeno. Questo tipo di dirigibile era più pesante del tipo floscio di pari cubatura, ma poteva raggiungere velocità più elevate grazie alla sua maggiore robustezza e trasportare carichi maggiori data la possibilità di costruire involucri di grande capacità. Nonostante il continuo perfezionamento fin dall'inizio della prima guerra mondiale, i progressi dell'aviazione e del tiro contraereo resero impossibile l'impiego di dirigibili in azioni belliche durante il giorno: i Tedeschi adoperarono grandi Zeppelin per il bombardamento notturno di Parigi, Londra, ecc., ma a prezzo di gravi perdite, a causa degli incendi provocati dalle armi contraeree o dell'impossibilità di rientrare alla base di partenza per i danni subiti. Fra le due guerre, vennero utilizzati generalmente dirigibili rigidi, di grande tonnellaggio, o flosci, di piccole dimensioni e a breve raggio d'azione (Astra-Zodiac): soltanto quelli rigidi effettuavano lunghi viaggi aerei da continente a continente. Nel 1919 il dirigibile inglese R34 effettuò la doppia traversata dell'Atlantico; uno francese, il Dixmude (volume 68.500 m³, lunghezza 226 m, motore da 1.560 CV), percorse senza scalo 8.000 km in 119 ore, ma scomparve il 21 dicembre 1923. Nel 1924 lo ZR-3 coprì il tragitto dalla Germania all'America; nel 1926 il Norge, costruito in Italia e comandato da Umberto Nobile, sorvolò il Polo Nord, trasportando la spedizione Amundsen; due anni dopo il generale Nobile volle ripetere l'impresa con il dirigibile Italia che, durante il rientro alle Spitzbergen, precipitò sulla banchisa. Alla vigilia della seconda guerra mondiale, 52.000 passeggeri erano stati trasportati su dirigibili che effettuavano servizi di linea regolari; complessivamente furono percorsi più di 2 milioni di chilometri: linee regolari erano state aperte dai dirigibili tedeschi Hindenburg e Graf Zeppelin sull'Atlantico settentrionale (6.400 km) e sull'Atlantico meridionale (10.000 km).

L'Hindenburg, lungo 247 m e con diametro maggiore di 41,20 m, aveva una capacità di 190.000 m³ e pesava a pieno carico 195.000 kg (107.800 a vuoto, 65.000 di carburante e 22.200 per equipaggio, passeggeri e merci); era dotato di quattro motori da 1.100 CV ciascuno che gli consentivano una velocità di crociera di 125 km/h e un'autonomia di 14.000 km. Le grandi dimensioni offrivano indubbi vantaggi ma presentavano anche molte difficoltà, sia per il ricovero, sia per l'ormeggio che veniva effettuato fissando la prua dei dirigibili a grandi torri metalliche; queste servivano anche per l'imbarco e lo sbarco dell'equipaggio, dei passeggeri e del carico e per il rifornimento di idrogeno e di carburante che avveniva a mezzo di apposite condutture; tali dimensioni inoltre rendevano molto difficile la manovra in caso di maltempo e di forte vento.

Le catastrofi del dirigibile inglese R.101 (1930), degli americani Akron (1933) e Macon (1935) e soprattutto quella del tedesco Hindenburg (1937), tutte dovute al maltempo o all'incendio dell'idrogeno utilizzato per il sostentamento, determinarono l'abbandono di questi ingombranti mezzi di trasporto aereo. Durante la seconda guerra mondiale la marina americana utilizzò piccoli dirigibili di tipo floscio e semirigido sostentati a elio (che non è infiammabile), per la sorveglianza delle coste, la ricerca e il salvataggio di naufraghi e la lotta antisommergibili: quest'ultima utilizzazione è continuata anche dopo la seconda guerra mondiale ma dal 1962 è cessata del tutto. In epoca più recente si è avuto un certo risveglio di interesse per le possibili applicazioni del dirigibile, per il quale si è studiata l'introduzione di moderne tecnologie. Dirigibili di piccole dimensioni sono impiegati per diversi scopi, quali il rilevamento di dati meteorologici e aerofotogrammetrico; la sorveglianza costiera, aerea, di superficie, subacquea; il rimorchio di sonar. Trovano inoltre impiego per scopi pubblicitari e (data la loro notevole stabilità) per riprese fotografiche o televisive dall'alto. Di realizzazione francese è un dirigibile con struttura a catamarano in cui le due carene sono mantenute in forma da un'armatura rigida. La portanza aerodinamica conferita da questa forma permette al dirigibile di evoluire come un aereo. Di piccole dimensioni (95 m³ di volume, lungo 7,90 m, alto 3,75 m), di poco più pesante dell'aria (peso reale 120 kg, spinta aerostatica 105 kg), è propulso da un motore da 10 HP e manovrato a mezzo telecomando a 7 vie simile a quello usato nell'aeromodellismo. Una telecamera invia a terra l'immagine della zona sorvolata. Nelle carene due ventilatori ad asse verticale mantengono il dirigibile a terra al momento dell'atterraggio aspirando aria dal basso. Sono allo studio in diverse nazioni dirigibili da impiegare per il trasporto di passeggeri o di merci, o come gru volanti. Recenti studi fatti negli Strati Uniti nel quadro del programma di riduzione dei consumi energetici hanno messo in risalto la convenienza di usare grandi aeronavi da sollevamento pesante, chiamate HLA (Heavy Lift Airship), per risolvere taluni problemi logistici di carichi molto ingombranti sia nel campo civile sia in quello militare. Queste aeronavi sono dirigibili dotati di due o più grandi rotori del tipo elicottero, per il sollevamento di una parte del carico (il resto verrebbe sollevato dalla forza ascensionale statica), per le manovre di salita e discesa e per la traslazione; il controllo longitudinale e direzionale (critico alle basse velocità nei dirigibili convenzionali) potrebbe essere fatto con un sistema a getti d'aria da prua e da poppa. Oggi, inoltre, molti Paesi utilizzano il dirigibile anche come sistema di allarme radar avanzato volante, oppure per la guerra elettronica e per la guerra sottomarina.