Eclisse o eclissi

Eclisse o eclissi  (gr. kleipsis). Occultamento parziale o totale del disco visibile di un astro prodotto dall'interporsi di un oggetto celeste fra l'osservatore terrestre e l'astro o sul cammino dei raggi solari che illuminano quest'ultimo.  Eclisse anulare, eclisse di Sole in cui la porzione del disco che resta visibile appare come un anello luminoso. Eclisse parziale, eclisse che nasconde soltanto una parte del disco dell'astro. Eclisse totale, occultamento completo dell'astro. Fig. Periodo transitorio di oscuramento o decadenza: Dopo una lunga eclissi è ritornato alla ribalta. G  ramm. Nel linguaggio scientifico è preferita la forma eclisse; in senso fig. è usata di preferenza la forma eclissi.
 

v Eclisse di Luna

Illuminata  dal Sole, la Terra proietta in direzione opposta un cono d'ombra di vertice a interno a un secondo cono fcb; qualunque punto interno al primo cono si trova quindi nell'oscurità. Quando la Luna vi penetra, il suo disco visibile rimane oscurato parzialmente o completamente: si avrà cioè un'eclisse parziale o totale. All'interno del secondo cono fcb (cono di penombra), l'intensità della luce ricevuta dalla superficie lunare non è nulla, ma soltanto ridotta: si ha, in tal caso, penombra o eclisse di penombra.

Se la Luna ruotasse intorno alla Terra nel piano dell'eclittica, a ogni opposizione (plenilunio) si verificherebbe un'eclisse totale, perchè la larghezza del cono d'ombra è nettamente superiore al diametro lunare. L'orbita del nostro satellite, però, è inclinata sul piano dell'eclittica cosicchè la Luna passa talvolta sopra, talaltra sotto il centro della zona d'ombra, a seconda della sua latitudine: se lo scostamento è ridotto, inferiore al raggio dell'ombra, il disco lunare penetrerà in parte nel cono e si verificherà allora un'eclisse parziale.

Nel corso di un'eclisse totale (durata massima inferiore a due ore), la Luna può essere scorta come un disco leggermente rossastro: infatti i raggi solari che sfiorano il globo terrestre vengono rifratti dall'atmosfera e, penetrando nel cono d'ombra, pervengono a illuminare debolmente la Luna. L'eclisse di Luna è visibile simultaneamente da tutti i punti dello stesso emisfero terrestre.

v Eclisse di Sole

Considerando  le dimensioni e le distanze relative dei tre astri interessati al fenomeno, si vede che il vertice a del cono d'ombra, proiettato dalla Luna in direzione opposta al Sole, viene a cadere molto vicino alla superficie terrestre, talvolta un po' sopra, talaltra un po' sotto. Nel primo caso, gli osservatori compresi nella zona percorsa dall'ombra vedranno un'eclisse anulare; nel secondo caso, un'eclisse totale di durata variabile. Dalle regioni comprese nel cono di penombra si vedrà un'eclisse parziale.

Se il piano dell'orbita lunare non fosse inclinato rispetto all'eclittica, si verificherebbe un'eclisse di Sole a ogni congiunzione (novilunio); in pratica le eclissi di Sole sono più frequenti di quelle lunari, ma non superano mai le cinque in un anno e inoltre risultano osservabili soltanto da una regione terrestre relativamente ridotta (non da tutto un emisfero, come quelle lunari).

Le eclissi totali di Sole sono rappresentabili sulle carte geografiche come una fascia notevolmente stretta (poco più di 200 km al massimo) e la zona di totalità si sposta da ovest verso est; la durata massima è di 8 minuti all'equatore e di circa 6 alle nostre latitudini.

v Periodicità e frequenza delle eclissi

In  uno stesso punto della Terra, le eclissi appaiono osservabili soltanto a larghissimi intervalli di tempo; tuttavia, dal punto di vista astronomico (e non geografico), si riproducono periodicamente secondo un ciclo ben definito. Il piano dell'orbita lunare non conserva una stessa giacitura nello spazio e la linea dei nodi si sposta con moto retrogrado sull'eclittica: 19 rivoluzioni sinodiche del nodo equivalgono a 6.585,78 giorni, mentre 223 rivoluzioni sinodiche della Luna richiedono 6.585,32 giorni. Ne segue che dopo 223 lunazioni (periodo di 18 anni e 11 giorni, che già i Caldei conoscevano e indicavano col nome di Saros) si riproduce la medesima serie di 70 eclissi e cioè, in generale, se ne hanno 29 di Luna e 41 di Sole. In un anno possono verificarsi al massimo 7 eclissi (5 o 4 di Sole e 2 o 3 di Luna) e al minimo 2 (entrambe di Sole).

v Eclisse dei satelliti di Giove

Si  verifica quando uno dei satelliti entra nel cono d'ombra del pianeta. L'osservazione di queste eclissi (che presentavano delle fluttuazioni di 8 min. in più o in meno, secondo che Giove era in congiunzione o in opposizione, rispetto ai valori teorici calcolati nell'ipotesi che la luce si propagasse istantaneamente) ha indotto Roemer a supporre finita la velocità della luce e a calcolare per la prima volta il valore di tale velocità, nel 1675.

u Storia ed Etnologia, etnografia

Molti  popoli antichi e allo stato di natura attuali attribuiscono all'eclisse un significato misterioso e spesso magico; sovente il fenomeno viene interpretato come un combattimento tra l'astro e una potenza malefica. L'abitudine di elevare grida affinchè i mostri spaventati lasciassero la preda, facendo così cessare l'eclisse, risale a una data molto antica ed è sopravvissuta fino al medioevo. In un mito indiano, il demone Rahu, avendo bevuto di nascosto il vino dell'immortalità, è accusato dal Sole e dalla Luna; Visnu taglia la testa del demone, che si vendica facendo inseguire dalla testa mozza i due astri accusatori per divorarli; la stessa spiegazione è data dai Mongoli, presso i quali il demone è chiamato Arakho. Nell'antica Mesopotamia, in ogni città di particolare importanza vi era un astrologo o un collegio di astrologi che studiavano la frequenza e periodicità delle eclissi al fine, soprattutto, di ricavarne presagi: il mese, il giorno e l'ora delle eclissi, il loro aspetto particolare, lo stato del cielo e la posizione dei pianeti venivano interpretati secondo regole ben determinate. In linea generale le eclissi di Luna erano presagi di morte per il sovrano del paese in cui erano osservate, o di disfatte dell'esercito o di fame o di epidemie, ecc. I popoli scandinavi vedono nell'eclisse la lotta di due lupi: uno, Moongarm, alla fine dei tempi riuscirà a divorare la Luna mentre l'altro, Fenrir, divorerà un giorno il Sole. Più di una volta, nella storia, esercitò in battaglia furono in preda al panico e al terrore di fronte a un'eclisse. Si racconta che Cristoforo Colombo, mentre si trovava a Giamaica senza viveri, essendo a conoscenza dell'approssimarsi di un'eclisse, minacciò gli indigeni di privarli della Luna, se non avessero fornito ciò di cui aveva bisogno: dopo il verificarsi del fenomeno, gli indigeni spaventati fecero tutto quanto era stato loro domandato.

Tali miti e superstizioni derivano dal fatto che talvolta, soprattutto in concomitanza con le eclissi di Sole, si verificano alcuni fenomeni collaterali: abbassamento improvviso della temperatura, alterazione dei colori, aspetto spettrale delle persone, irrequietezza degli animali, chiusura dei fiori.

28 maggio 585 a.C. la battaglia dell'Eclisse:
Un'eclissi rappresenta uno spettacolo spaventoso, e chi vi assiste può effettivamente pensare che il sole o la luna stiano morendo, o che gli dei stiano mandando agli uomini un minaccioso avvertimento. E' quello che è accaduto il 28 maggio del 585 avanti Cristo, quando una battaglia tra i Lidi ed i Medi venne improvvisamente interrotta, quando "il giorno improvvisamente diventò notte". Il filosofo greco Talete aveva previsto l'evento che ora sappiamo aver avuto luogo esattamente il 28 maggio 585 a.C., e lo storico Erodoto ne fa esplicito riferimento. Le eclissi costituiscono uno dei pochi metodi di datazione certa degli avvenimenti che ad esse sono collegati; anzi, in molti casi la datazione delle eclissi ha anche permesso di ricostruire lo schema del calendario di antiche civiltà, rivelandosi preziosissima per gli storici.